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Il viaggio di Enrico, 25 miglia da percorrere in 4 giorni su di una tavola da sup

di Isabella Puca

Ischia – Dall’isolotto di Megaride di Napoli alla baia dei Maronti di Ischia per risalire nella montagna fino all’origine della fonte delle Ninfe Nitrodi, passando per Baia e per Procida, luoghi simbolici di sepoltura, di nascita, di miracoli, di devozione, di amore per il prossimo, per se stessi, per una divinità. Venticinque miglia nautiche da percorrere tutte in solitaria, su di una tavola da sup  – acronimo di  Stand-up paddle – per quattro giorni. È questo il viaggio di Enrico De Luca, già maestro di yoga e fondatore del metodo Zoé Animal Yoga, che stamattina darà vita al progetto “Sulla Rotta delle Ninfe – Nítron”. Patrocinato dal comune di Ischia, il viaggio di Enrico ha l’intento di raccontare la metamorfosi di un territorio che eternamente incanta per scoprire cosa si è trasformato, cosa si è conservato, i simboli e le suggestioni che resistono nella memoria storica. «Un pellegrinaggio di devozione per una divinità  – così come spiega lo stesso Enrico – che è il territorio stesso». Enrico sarà da solo in mare e, per quattro giorni, percorrerà il Golfo di Napoli su di una tavola da sup equipaggiato con un  remo, uno zaino stagno, e dell’attrezzatura fotografica tra cui un drone che lo riprenderà dall’alto. «Sarà un’avventura intensa – spiega – attraverso una terra che da sempre entusiasma, una traversata ispirata alla totale identificazione fisica ed emotiva dell’uomo con la Natura, una prova attraverso cui apprendere come padroneggiare le energie primarie, al fine di affrontare l’avventura della vita celebrando il Leone di Nemea che aspetta di essere affrontato nella profondità dell’essere, un rito per raccontare  un patrimonio della natura e della storia tra mare verde, cielo azzurro e tufo giallo. Una rotta tra le tracce del mito che conduce a una purificazione reale e simbolica». Le venticinque miglia nautiche partiranno da Megaride, Castel dell’Ovo, e procederanno verso la baia di Trentaremi, Nisida, Baia, Capo Miseno, Monte di Procida, Procida per poi giungere a Vivara e concludersi sulla nostra isola. Il viaggio di Enrico toccherà, infatti, Ischia Ponte, la baia dei Maronti e terminerà in arrampicata lungo la fonte delle ninfe di Nitrodi. «Per ogni notte – spiega ancora Enrico – sarà scelto un luogo suggestivo in cui sostare per aspettare l’alba ascoltando il rumore del mare e contemplando le stelle. Ripercorrere le tracce di quello che è da millenni un pellegrinaggio votivo, un gesto di devozione per la sacralità della fonte. Un viaggio dalla forma del rituale simbolico per raccontare il senso di un luogo, il suo significato storico, culturale e naturale».  La testimonianza millenaria del culto delle acque miracolose di Nitrodi è giunta fino a noi attraverso le lastre votive conservate oggi al museo archeologico di Napoli dedicate alle ninfe e al Dio Apollo. Quei bassorilievi raffiguranti voti per aver recuperato la salute persa, furono ritrovati nel 1575 nelle vicinanze della sorgente di Nitrodi; pare infatti che, a pochi passi da quello che ancora oggi è luogo frequentatissimo per le sue proprietà, vi fosse un tempio dedicato ad Apollo e alle ninfe Nitrodiche che avevano il compito di custodire le acque.  C’è del mitico, dunque, nella storia della sorgente Nitrodi che prende il nome proprio dalle ninfe che l’abitavano rendendo quelle acque ricche di soda e per questo particolarmente efficaci nella cura di problemi gastrointestinali e per quelli legati alla cura della pelle. Nitrodi, deriva infatti ad “Nitron”, puro, cristallino, e furono i coloni greci ad erigere un tempio alle ninfee e ad Apollo nei pressi della sorgente la cui acqua era ritenuta miracolosa proprio per la presenza degli dei. Nel viaggio di Enrico, per la rievocazione del culto verrà usato un simbolo, un monile litoterapico purifcato e dinamizzato proprio nell’acqua miracolosa di Nitrodi. “ […] Rinfresca quest’acqua, tempera le viscere, e fa tutte quelle cose, che può fare, e suole un bagno di acqua dolce, e potabile, e però sono le donne di quel luogo di buona abitudine di corpo, e belle, perché ogni dì stanno in quell’acqua, per lavare i panni, e ogni dì l’usano. Questa è più utile a figliuole, e a putti, che alle altre nature, bevendola, e usandola in bagno. Il casale è piccolo, pure, parte per l’amenità del luogo, e dell’aria, e parte ancora per le acque, ha molti uomini vecchi, che passano novanta anni. Né questo dovrà essere ad alcuno maraviglia: perché in tutta l’Isola gli uomini, e le donne vivono lungo tempo; ma questo luogo passa certo, e supera tutti gli altri”. Scriveva così delle acque della fonte di Nitrodi, nel 1588, il dott. Giulio Jasolino nel suo libro “De’ Rimedi Naturali che sono nell’isola di Pithecusa oggi detta Ischia”. Fu lui infatti che, per primo, individuò la bontà dell’acqua di Nitrodi segreto di bellezza delle donne di Barano che la bevevano, ci si immergevano e vi lavavano i loro abiti. L’avventura di Enrico De Luca sarà raccontata grazie alla produzione di materiale fotografico e audiovisivo e i momenti più intensi saranno condivisi in diretta streaming sui canali social (enricodeluca.zoeanimalyoga). A seguirlo da lontano due operatori che contribuiranno a diffondere nel mondo il viaggio sul sup. Turismo, avventura, natura, cultura sono questi gli obiettivi del progetto “Sulla Rotta delle Ninfe – Nítron” con il quale l’intento di Enrico è quello di sensibilizzare alla riscoperta di un luogo con un patrimonio naturalistico storico culturale e paesaggistico unico al mondo. «L’idea – ci spiega ancora – è quella di diffondere l’immagine del golfo di Napoli attraverso un evento che abbia una prospettiva nuova,  restituire la costa alla popolazione locale attraverso nuovi criteri di fruibilità e di ecosostenibilità in un’ ottica di low cost che la tutela, il controllo e il monitoraggio del patrimonio naturalistico storico, culturale e paesaggistico possano diventare un piacere di tutti. In più l’intento è di creare nuove opportunità per il settore sportivo soprattutto per quello turistico tematico con un’attenzione particolare al linguaggio internazionale». Tutti con lo sguardo rivolto al mare, dunque, per dare sostegno in questa che è un’incredibile avventura attraverso i luoghi più belli del nostro golfo di Napoli.

 

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