CULTURA & SOCIETA'

Imagaenaria, libri a domicilio contro la noia (e la paura)

Suggerimenti di lettura e consegne a casa: una prova di resilienza al tempo dell’emergenza sanitaria

La cura dell’anima vale quanto quella del corpo. Mentre furoreggia l’emergenza da Covid-19, quale migliore cura all’isolamento forzato di una buona lettura? Milioni di storie contro la noia, l’angoscia e la solitudine. Una suggestione, forse una speranza, nella lotta quotidiana contro la paura (non solo del virus). Le librerie sono chiuse, ma c’è chi si attrezza per consegnare a domicilio romanzi, saggi, guide, libri illustrati e quel che serve per ammazzare il tempo. Come Barbara, Antonietta e Fabio della libreria “Imagaenaria” a Ischia Ponte. Che da qualche giorno effettuano spedizioni sul territorio isolano per tutti gli appassionati della lettura.

Come e perché è nata questa iniziativa?

Il decreto governativo dello scorso 11 marzo chiude le librerie fino al 25 marzo, ma siamo consapevoli che questa scadenza verrà spostata in avanti, visto l’andamento dell’emergenza. Il provvedimento, però, lascia la possibilità di consegnare a domicilio tramite corriere, nel rispetto delle norme di sicurezza e protezione reciproca. Nonostante la grande confusione e l’atmosfera surreale di questi giorni, e con un grande sforzo organizzativo che non voglio negare, siamo riusciti ad accordarci con un corriere locale per fornire il servizio. Basta mettersi in contatto con noi attraverso la pagina Fb, la mail o i nostri numeri di telefono (349 7644744 – 3489086200) e cercheremo di accontentare tutti.

Avreste preferito restare aperti, come le edicole?

Nel contesto di grande difficoltà che viviamo, ognuno è tenuto a fare la sua parte per la collettività. Certo, alla luce della possibilità per le edicole di rimanere aperte, avremmo visto bene anche le librerie funzionanti. Nel rigoroso rispetto delle norme di distanziamento e di sanificazione, Magari a orari ridotti, ma aperte. 

Qual è stato l’impatto della crisi Covid-19 sul mercato librario?

Per l’impatto economico, è presto per fare i conti, come per tutti i comparti. Bisogna calcolare oltre alla chiusura delle librerie, anche l’annullamento di festival, presentazioni, fiere, appuntamenti promozionali. Per il resto, le uscite delle novità sono state quasi immediatamente bloccate e rimandate in seguito. Qualche uscita sporadica c’è, di editori importanti, ma non se ne capisce il senso in un momento di fermo quasi totale, in cui lo spostamento di merci è messo in discussione.

Già dai primi giorni dell’emergenza coronavirus, sono apparsi richiami frequenti a titoli come “Cecità” di Saramago, “La peste” di Camus fino ad arrivare al celebre saggio di David Quammen “Spillover. L’evoluzione delle pandemie”. Perchè proprio questi libri?

Si cercano appigli in un percorso sconosciuto, e anche la grande narrativa può offrircene. Nel caso di “Spillover”, si tratta di un saggio scientifico di grande spessore e di godibile lettura, che spiega con precisione la vita dei virus e i meccanismi di interazione con l’uomo, fino ad arrivare alla diffusione delle epidemie. C’è, nonostante tutto, voglia di conoscere e di capire. Forse il dramma che stiamo vivendo ci porterà un nuovo riconoscimento dell’autorevolezza, oltre il rumore di fondo delle chiacchiere social e delle opinioni personali.

Sono tornati alla ribalta anche i classici: “Decameron”, “Promessi sposi” e “Storia della colonna infame”, il “Diario della peste” di Defoe o “Diceria dell’untore” di Bufalino . Cosa possono dirci i classici in questi tempi? Perchè (ri)leggerli?

Perché non smettono mai di parlarci e di provocarci nei nostri limiti. Un classico attraversa i secoli con la potenza che deriva dall’aver scandagliato qualcosa di essenziale sulla natura umana e le sue relazioni. Perché privarci dell’opportunità di ampliare i nostri confini di spazio e tempo? L’epoca che viviamo è uno schiacciamento su un eterno presente che ci aliena e ci impoverisce. Attraverso la lettura e la conoscenza, abbiamo la possibilità, se non di staccarcene (pia illusione), ma almeno di averne consapevolezza.

E per chi volesse leggere tutt’altro e dimenticarsi del coronavirus? Cosa suggerisce Imagaenaria?

Per i lettori forti, quale miglior momento per affrontare “La montagna incantata”, “Guerra e pace”, “Alla ricerca del tempo perduto”? Non avete più scuse! Per chi non ha la concentrazione necessaria per dedicarsi alle grandi narrazioni, si può anticipare la fiction tv e concludere la serie dell'”Amica geniale” con il terzo e quarto volume. Gli amanti del giallo all’italiana non possono perdersi Manzini e Recami. Per tutti, ma proprio tutti, c’è Simenon, con la sua vasta produzione (non solo Maigret) che può accompagnarci per tanti giorni.

Il pensiero di un filosofo che può aiutarci nei momenti di angoscia o sconforto.

Suggerisco innanzitutto Simone Weil, la cui vita straordinaria è già di per sé una grande lettura. Si può iniziare con un agile libretto: “La persona e il sacro”, in cui le sue riflessioni su giustizia, senso e verità possono aiutarci a formulare meglio le nostre domande interiori. E poi “Realismo capitalista” di Mark Fisher: non esattamente una lettura allegra, ma ci aiuta a capire la relazione tra il nostro malessere esistenziale e il contesto globale in cui ci muoviamo.

Tre titoli per ragazzi.

Almond, “Skellig”, Salani: nell’angolo più oscuro e pauroso di casa si può scoprire un nuovo amico e crescere insieme; Verne, “Viaggio al centro della Terra”, Mondadori: per viaggiare  almeno con la fantasia alla massima potenza; Serreli, “Tea Il libro delle emozioni”, Giunti: per i più piccoli, per imparare a conoscersi meglio e a orientarsi tra gli alti e i bassi del cuore.

Oggi dovrebbe arrivare la legge sull’editoria. Cosa conterrà?

Si tratta di un legge importante, richiesta da ampie porzioni del settore e contrastata principalmente dai grandi gruppi che gestiscono la filiera editoriale in regime, di fatto, di semi-monopolio. La principale misura introdotta è il tetto massimo per lo sconto consentito al 5%, sul modello di altri Paesi europei, e valido sia per le librerie fisiche che per le piattaforme online. La nuova legge prevede, poi, dei fondi stanziati a sostegno della gestione fiscale delle librerie fisiche, piccole iniziative di sostegno alla lettura per le famiglie e per le biblioteche pubbliche. Intendiamoci, si tratta di una cifra insufficiente rispetto alle gravi criticità di base del settore culturale italiano, ma è un segnale che va nella direzione del pluralismo e dell’incentivazione.

Cosa stanno leggendo Barbara, Antonietta e Fabio? 

Barbara sta degustando “Il buon vino del signor Weston” di Theodore F. Powys, un vero gioiello della letteratura inglese del 1927, nel quale sembra essere riuscito a condensare la qualità essenziale del Male: impedire al Bene di essere riconosciuto. Fabio sta leggendo “Compulsion” di Meyer Levin. E’ la storia di un efferato omicidio avvenuto a Chicago nel 1924 per mano di due studenti.  Antonietta è alle prese con Massimiliano Virgilio “Le creature”, un racconto nero del sottosuolo napoletano, in cui si muovono gli ultimi tra i figli di nessuno.

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