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CRONACA

Imer traccia la rotta: «La cultura sia il veicolo di rilancio dell’isola»

Siamo ancora in uno stato emergenziale, ma la ripartenza è ormai all’orizzonte e sembra utile cominciare a chiedersi come ripartire. L’architetto e organizzatore di “Torri in festa Torri in luce” sembra avere le idee chiare

di Henry Camilo Bermudez

Il COVID-19 sembra allentare la propria morsa sull’Italia e di conseguenza da più parti si chiede, ormai da giorni di riprendere le attività. Lo stesso Governo ha disposto da oggi una graduale riapertura con la cosiddetta Fase 2. Anche Ischia deve fare i conti con una realtà che non è delle più rosee perché si rischia di cominciare una stagione estiva con forte ritardo rispetto agli anni scorsi. Anche le manifestazioni di qualsiasi tipo sono state penalizzate dalla pandemia e oggi vogliamo proporre ai nostri lettori un’intervista concessaci dall’architetto Aldo Imer, conoscitore della nostra isola e ideatore della manifestazione “Torri in Festa Torri in Luce”:

L’edizione di “Torri in Festa Torri in Luce” di quest’anno si farà? E se si, quali saranno le eventuali novità?

«L’edizione di quest’anno è stata rinviata per gli ovvi motivi che sappiamo e a tal proposito ci tengo a riportare il contenuto del comunicato officiale della manifestazione che recita: ‘In seguito all’adozione delle misure precauzionali in materia di mobilità e distanziamento sociale a lungo termine adottate dalle nostre Istituzioni determinate dalla diffusione del COVID-19 nel territorio italiano e nel mondo, è con rammarico, ma con senso di responsabilità, che il Direttivo organizzativo della Manifestazione ha deciso di rinviare l’evento. Si è trattato di una decisone sofferta e, fino all’ultimo, seppure in un contesto molto complesso, si è continuato a lavorare sperando di mantenere l’appuntamento fissato dal 19 al 30 giugno 2020. Abbiamo dovuto constatare, purtroppo che non ci sono le condizioni per lo svolgimento degli eventi che, da sempre, si svolgono in un clima di ‘vicinanza’ e di convivialità per i partecipanti nell’ambito di convegni, mostre, workshop, premiazioni, performances, spettacoli teatrali, musica dal vivo, enogastronomia, visite guidate ecc… L’appuntamento è pertanto solo rinviato e sarà cura dello staff comunicare le nuove date, che ci auguriamo di poter indicare quanto prima. Nel contempo, con l’invito di tenere viva la continuità di Torri in Festa Torri in Luce e gli obiettivi perseguiti, siamo lieti di comunicare l’avvio del nuovo progetto: Prossemica nel tempo sospeso-Le Torri oltre il Mediterraneo che consisterà nella pubblicazione di contenuti online(sulla nostra pagina facebook) con interventi e video conferenze tenuti da personalità del mondo culturale, scientifico ed accademico, materiale di archivio inedito e la storia delle Torri negli anni’».

Guardandoti indietro quale credi sia stata l’edizione migliore di Torri in Festa Torri in Luce? E perché?

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«C’è da precisare che la manifestazione nasce nel 2011, poi prosegue negli anni successivi. Ricordo che la prima edizione, con appena quattro giorni di eventi, fu svolta solo a Forio, dal momento che è denominata ‘la turrita’ per la presenza di più torri di avvistamento sul suo territorio. Le edizioni successive fino alla IX hanno assunto un format itinerante su tutta l’isola, essendo cresciuta la manifestazione in modo esponenziale. Devo dire che la migliore edizione è stata quella del 2017 dal titolo ‘Ascoltare i luoghi’ perché Torri in Festa Torri in Luce ha operato un’attenta analisi territoriale permettendo di evidenziare i punti di forza e di unicità del patrimonio naturale, storico-architettonico e paesaggistico che caratterizzano l’isola d’Ischia, creando occasioni mirate alla loro conoscenza, valorizzazione e fruizione. La manifestazione di quell’anno, di carattere olistico e a carattere internazionale, ebbe una notevole ricaduta sul territorio ed una affluenza importante di persone. C’è da aggiungere che la manifestazione culturale è stata riconosciuta dal Ministero per i Beni Culturali anche con il bollino nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale Europe for culture, nonché dalla Regione Campania, dall’ICOSMOS. Quella edizione fu supportata anche dalle Università italiane ed estere, dagli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri, dall’ANIAI, dall’ADI, dall’Istituto italiano dei castelli e dall’ICORFORT».

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Quale, invece, il ricordo più bello che hai di questi anni?

«Il ricordo più bello che ho di questi anni è quello legato alla stampa locale che in un articolo titolava ‘tutti pazzi per le Torri’».

Nel corso di queste edizioni ci sono state occasioni mancate e, in questo senso, hai qualche rimpianto?

«L’intera manifestazione è senza scopo di lucro e tende a porre l’isola al centro della cultura mediterranea. Gli sforzi per portare avanti e migliorare questa kermesse sono tanti grazie alla tenacia e alla passione per l’architettura e per i paesaggi culturali dell’associazione culturale ‘l’Isola delle Torri’. Tra le occasioni mancate penso che la più grande è legata ai comuni che, all’interno dei bandi regionali, non hanno sostenuto la manifestazione».

Ritieni che Ischia debba ripartire con manifestazioni come la tua che pongono al centro il “genius loci” dell’isola?

«A questa domanda preferisco rispondere con le parole di Riccardo Sepe Visconti, apparse in una nota su Ischia City: ‘Lo dico da tempo e vorrei essere ascoltato: è un fatto che Ischia, in particolare tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, ospiti, strettissimamente concatenate l’una all’altra, alcune tra le più importanti manifestazioni artistico/culturali del cartellone di eventi di tutta la Campania. Napoli, il capoluogo, che è tra le città più colte del mondo, non ne ha di simili: parlo della rassegna delle tendenze d’architettura curata da Aldo Imer Torri in Festa Torri in Luce, del festival del cinema d’autore dedicato alle location cinematografiche ideato da Michelangelo Messina, Ischia Film Festival, del premio Ischia Internazionale di Giornalismo saldamente nelle mani dei fratelli Benedetto ed Elio Valentino e, infine, della creatura di Pascal Vicedomini Ischia Global Film & Music Fest, che da anni è certamente la più importante festa del cinema e della musica che si svolge in Europa. Tutto questo rende l’isola epicentro della cultura e della mondanità della Campania, dell’Italia, probabilmente di tutta l’Europa. E ve lo assicuro, non è poco, poiché questo genere di attività produce un’esposizione mediatica planetaria ed un effetto dirompente in termini di comunicazione e di immagine! Credo che, partendo da tale, incontrovertibile, considerazione, e coniugandola con il nuovo modello di rilancio economico (che impone di fare leva sulla risorsa turistica per dare un forte impulso all’economia delle Regioni e in particolare al capitolo del commercio) si comprende che l’isola d’Ischia attraverso l’eccellenza delle sue performance di accoglienza, delle iniziative culturali e degli eventi che è in grado di proporre, rappresenta il modello economico/sociale al quale ispirare la politica di rilancio della Campania (sicuramente) e, perché no, d’Italia’».

In questi mesi drammatici senza traffico, smog e caos Ischia sembra essersi riappropriata della propria natura e della propria tranquillità ancestrale. Pensi che sia possibile in futuro un turismo meno selvaggio e più sostenibile per l’isola?

«Il drammatico momento che vive Ischia per il coronavirus ci insegna che va fatta una capillare riprogrammazione dell’isola sotto diversi punti di vista. Bisogna riflettere su un turismo programmato come modello di rilancio economico che impone di far leva sulla risorsa turistica e sulla cultura del proprio patrimonio storico, architettonico, archeologico e paesaggistico. Solo con un’attenta analisi del territorio e delle criticità che presenta si può riprogettare e rigenerare l’intera isola, naturalmente invitando le Istituzioni territoriali intorno ad un tavolo unificato affrontando le diverse problematiche».

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