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In arrivo nuovi gruppi dalla Lombardia, tutti sull’orlo di una crisi di nervi

La Casthotels è riuscita a spostare i soggiorni a ottobre, per un albergo ischitano invece niente da fare: e così ieri si è vissuta una giornata ad alta tensione, e non finisce qui

In certi momenti quello che conta più di ogni altra cosa è non farsi prendere dal panico. E invece l’impressione è che quella di ieri sia stata una giornata vissuta – per quanto sotto traccia e dunque lontano dai riflettori – sull’orlo di una crisi di nervi. Ma attenzione perché stavolta il clima che non risparmia nessuno (classe politica, imprenditoriale e anche semplici cittadini) ha una ratio non da poco.

Perché, udite udite, nemmeno il tempo di salutare i turisti lombardi rispediti a casa con due autobus della Croce Rossa oltre a quello risultato positivo al coronavirus che è stato ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli, che l’isola potrebbe ritrovarsi alle prese con lo stesso identico problema di domenica 23 febbraio, che poi fu l’inizio della fine: il potenziale sbarco di turisti provenienti da aree che definire a rischio è poco. I fatti sono stati confermati ed emergono in tutta la loro chiarezza: mentre i responsabili del gruppo Casthotels sono riusciti a fermare l’arrivo di alcuni gruppi in programma domenica spostando i soggiorni nelle proprie strutture ricettive al prossimo ottobre (quando vogliamo sperare che la situazione si sia normalizzata), ad Ischia un altro gruppo alberghiero non sarebbe riuscito a fare lo stesso. Risultato? Lombardi in hotel dall’8 al 15 marzo, prima che la struttura ricettiva chiuda temporaneamente i battenti, e speriamo per poco tempo. Ma è chiaro che siamo davanti a un’ipotesi che un po’ tutti vorrebbero scongiurare ma a quanto pare la questione scotta e quindi deve essere maneggiata con estrema cautela.

Così nella giornata di ieri le notizie si sono rincorse in maniera quasi nevrotica. Dapprima pareva che Federalberghi Ischia avesse intenzione di proporre la chiusura sul territorio isolano di tutte le strutture ricettive per un periodo non chiaro. Una richiesta girata anche ad alcuni sindaci isolani che l’avrebbero recepita ma non volendo firmare una nuova ordinanza come quella poi revocata dal prefetto o provvedimenti analoghi, ma chiedendo al governatore Vincenzo De Luca di prendersi la briga di firmare un atto ad hoc. Anche perché l’arrivo di nuovi autobus dal nord Italia, dopo quello che è successo con la positività del 77enne bresciano, potrebbe stavolta creare davvero più di qualche problema visto lo stato d’ansia che aleggia in molti cittadini isolani. Ad ogni modo, in giornata nulla si è mosso fino a quando in serata, quasi a mo’ di “excusatio non petita accusatio manifesta”, è giunta una nota alla stampa che recitava testualmente: “In merito alle notizie che circolano in queste ore su un rinvio coordinato dell’apertura degli alberghi dell’isola, Federalberghi Ischia e Associazione Termalisti Isola d’Ischia precisano che non esiste al momento ‘alcuna proposta allo studio’ e che le strutture si sono adeguate alle direttive nazionali, nell’esclusivo interesse per la tutela della salute di residenti e turisti. Le associazioni in queste ore stanno promuovendo confronti proficui con gli associati e con le istituzioni e continueranno a tutelare – pur in una fase di comprensibile incertezza – i diritti occupazionali di collaboratori e dipendenti”. Che detto così significa che gli alberghi non chiudono i battenti, così come nel resto d’Italia. E dunque assistiamo a un pezzo passo indietro. .

Nella serata di ieri, in ogni caso, i sindaci isolani – anche attraverso la loro chat di gruppo – hanno iniziato a prendere contezza del problema e a questo punto l’auspicio è che non se lo lascino scivolare addosso fino a domenica, quando gli autobus con i turisti si troveranno sul porto di Napoli per imbarcarsi per l’isola: se la situazione deve essere affrontata, anche riproponendo l’ordinanza riveduta e corretta, in modo che il prefetto non possa bocciarla, meglio farlo subito ed evitare che un gruppo di anziani debba sobbarcarsi inutilmente centinaia di chilometri di viaggio. O in ogni caso, se esistono altri strumenti, che li si mettano in campo subito. Una cosa è certa, anche i gestori della struttura alberghiera non sono riusciti ad evitare l’arrivo dei vacanzieri lombardi. E’ corsa contro il tempo per trovare una soluzione.

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Tita71

Lo spostamento doveva essere un’opzione che, nel caso fosse stato possibile attuare, l’alternativa unica doveva essere l’annullamento della prenotazione!

Lucia 65

Ma io vorrei dire due parole anche a questi scellerati (e ho fatto loro un complimento!!!) di turisti. Dopo tutto quello che è successo qui a Ischia e dopo tutto quello che sta succedendo nel MONDO, loro hanno il barbaro coraggio di mettersi in viaggio???? E meno male che tutti ci stanno consigliando di restare a casa o di muoverci il meno possibile! L’Italia (ma direi il mondo intero) si sta “chiudendo”, LORO VANNO IN GITA!!! FOLLIA ALLO STATO PURO!!!!!

michele

Cara sig.Lucia, ma lei e’sicura che quegli SCELLERATI(???) siano contagiati? Lei crede davvero che siano degli irresponsabili portatori di sciagure’? Non sarebbe il caso di auspicare che tanti altri nel mondo riprendessero a ragionare da” SCELLERATI” ottimisti dando nuovo impulso alla vita (sociale,economica,ecc.) visto la situazione di paura e di pessimismo che ci sta uccidendo DENTRO piu’ del virus stesso? Penso che la vera FOLLIA sia proprio il fatto che ”il mondo intero si sta chiudendo ”…..

Uno qualsiasi

Penso che abbiamo bisogno di garanzie, che venissero sono benvenuti ma solo con un certificato medico e un tampone effettuato prima di mettersi in viaggio in ogni modo i nostri cari albergatori dovrebbero smetterla di svendere la nostra isola e in questo momento delicato la nostra salute e tutelare anche le loro famiglie

Brunella Clemente

Scusate ma visto che sta per essere firmata una nuova Ordinanza del Governatore De Luca, così come riportato proprio da questa testata, il problema dovrebbe risolversi in automatico:
Divieto di sbarco per le comitive superiori a cinque persone provenienti dalle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna sulle isole di Ischia, Procida e Capri.
Certo che il Prefetto di Napoli, pur avendo rispettato la legge nell’aver annullato la prima Ordinanza di sbarco emessa dai sindaci isolani, “con il senno di poi” non ci fa proprio una bella figura…

Lucia 65

Egregio signor Michele, non perdo tempo a risponderLe, perché significherebbe come “lavare la testa al ciuccio”…. (senza offesa), in quanto dal suo commento vuol dire che Lei non ha capito….N U L L A di quello che sta succedendo nel mondo e che l’unica arma che abbiamo per combattere questo virus è proprio stare il più lontano possibile gli uni dagli altri!!!!!!! Si informi meglio con i mezzi di comunicazione che abbiamo a nostra disposizione, che sono tanti!

Lucia 65

Giusto per dare un’altra risposta al signor Michele ( non l’ho scritta io!!!):
Non mi capacito di come riusciamo ad essere così poco responsabili.
Per darvi un metro:
– Lavoro da casa da 14 gg
– Esco solo per fare la spesa
– 1 aperitivo in 2 settimane
– Un paio di corsette in spazi apertissimi
Sarò esagerato, ma siccome non sono sicuro di essere al 100% un “untore”, non scendo, e credetemi potrei farlo in piena sicurezza con la mia adorata Alfa.
Per amore della mia famiglia e dei mie cari che vivono giù evito. E’ essenziale scendere? NO. Stop.
Poi leggo i giornali, guardo la tv e vedo che è pieno di gente che scende irresponsabilmente, di autobus pieni, di famiglie che se ne fregano delle ordinanze e partecipano in massa a sedute di laurea random.
E’ quel maledetto sentirsi più furbi di tutti, che mi fa impazzire.
Andiamo male

Beta

Quando si tratta di territori circondati completamente dal mare, è ancora più importante la cautela, perché non essendoci una “strada” sul mare, c’è l’obbligo per “TUTTI”, di imbarcarsi su un mezzo di trasporto collettivo!
Diventa quindi una questione di rispetto civile assumere il massimo delle misure anticontagio!

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