IN UN’ATMOSFERA DA FESTA DI CORTE SERATA SPECIALE ALLA TENUTA PIROMALLO A FORIO: YLENIA PILATO ANCORA UNA VOLTA FA CENTRO CON LA MOSTRA COLLETTIVA “LA TAVOLOZZA DI BACCO”

L’ARTISTA FANTASISTA YLENIA PILATO: "Sono soddisfatta di questo evento", dice la curatrice Ylenia Pilato. Per l' occasione ho creato anche io una nuova opera dal titolo " Divina Vendemmia"

Lungo la strada provinciale che collega Forio a Panza, sulla sinistra, all’ interno della vasta distesa di terreno dominata dalla mole dell’ Epomeo, spicca il Palazzo Piromallo con il suo meraviglioso colore rosso pompeiano. Il complesso immobiliare fa parte dell’ antica Tenuta Calitto dei Marchesi Piromallo Capece Piscicelli di Montebello, databile intorno al XVIII secolo. In questa splendida location, circondata da vigneti e da oliveti con una superficie di ca. otto ettari, è stata inaugurata venerdì 22 settembre scorso la rassegna d’ arte collettiva contemporanea dal titolo ” La Tavolozza di Bacco” , organizzata dall’ artista e curatrice Ylenia Pilato. Arte e vino: un binomio indissolubile celebrato durante il vernissage presso la Tenuta Calitto del fantastico Palazzo Piromallo alla presenza di un folto pubblico di appassionati d’ arte e di vino. Hanno esposto alla rassegna ben trenta artisti del panorama ischitano e non: Ambrogio Castaldi, Candida Cardito, Rania Andon, Michele Avenel, Luciana Gravina, Nicola Russo, Francesco Terracciano, Adelante Gianni Mattera, Nunzia Zambardi, Rossella Del Prete, Malaspina, Clementina Petroni, Sarah Vicario, Carla Lauro, Donata Piccioli, Angelina Di Bonito, Vito Patalano, Magda Kismet, Herbert Uhrigschardt, Artistaxcaso, Fermina Migliaccio, Justine Buono, Anna Ungaro, Antonio D’ Aiello, la poetessa e fotografa Barbara Lo Fermo, Fradam, Stelvio Gambardella, Giovanni Mazza e Ylenia Pilato. La mostra è stata accompagnata dalla presentazione delle opere spiegate dal vivo dagli artisti e da un calice di Casa D’ Ambra che ha deliziato il palato insieme alle sfizioserie del buffet della pasticceria Di Massa. Il fisarmonicista Pietro Calone, cugino di Massimo Ranieri, ha allietato la serata d’ apertura della mostra con una vera e propria ode al vino a suon di fisarmonica. Sono state recitate alcune poesie dal vivo dalla brava artista e poetessa Clementina Petroni e dalla poetessa Carla Lauro. In particolare, Carla Lauro ha dedicato al vino la sua poesia scritta in dialetto napoletano: “O’ vino è buono è na’ prelibatezza… S’ porta via tutta la tristezza…Si’ nu’ bicchier’ t’ fai a pranzo e a cen’…Camp ‘ cient’ ann’ senza scunta’ e pen’…E si a’ mente toja qualcosa s’vo scurda’…T’ fai nu’ bicchier’ e chiu’ e nun c’ stai a’ pensa’. Pure Gesù Cristo c’è l’ ha tramandat’…S’ bevett’ nu’ calice primm’ ed esser’ cundannat’…Dicett’:” Fate questo in memoria e me’…Perché rappresenta o’ sangue ca’ scorre dint’ a’ me!’…Ma zii Peppino abbasc’… e parol’ l’ ha pigliat’…Ma scambia o’ calice co’ fiasco e s’ fa’ na’ imbriacat’…Pure i Dei antichi l’ appprezzavan’ nu’ saccoE col calice alzato, ringraziamento il Dio Bacco!…Ma vir’ tu! Stu’ grappolo ca’ t’ sap’ fa’..Cu’ chillu’ nettare t’ fa’cunsula’…Bevitavill’… ogni juorn’ dint’ all’ ann’…Ca’ cu’ iss’ se’ ne’ vann’ ” un’occhiata ‘ e malann'”…

E pure a Capodanno, a’ Pasqua e a’ Natal’…Nu’ bicchier’ e vino…Pa’ faccia e chi t’ vo’ mal’! ” Tra gli artisti partecipanti, la poetessa Barbara Lo Fermo ha esposto una fotografia che ritrae alcuni grappoli d’ uva e ha  dedicato anche lei un  componimento al vino dal titolo La Vendemmia :”Ogni anno che vengo risalgo il Monte Epomeo.Vado a rivedere la tenuta D’ Ambra con la sua uva bianca e nera,le api che gli ronzano sopra mi fanno ricordare le antiche tradizioni artigianali popolari. Seguite dalle tarantelle con balli popolari e le ndrezzate quel mare blu che si confonde con l’azzurro del cielo e i gabbiani che corrono allegramente. Grazie mia cara Ischia mi riempi il cuore pieno d’ amore”. Durante il vernissage è stata recitata anche la poesia ” Canto di zappa dell’ isola bella” scritta dall’ artista Magda Kismet.” Meriggio assolato. È stanco il vecchio. 

Ara la terra. Sudore di fronte per il vigneto che fiorira’. Uva succosa e dolce nettare degli Dei dono infinito dell’ isola bella. Lontano per vigne e vigneti si espande l’ eco di un canto di zappa.” Da questa poesia emerge un forte legame con la terra. L’isola d’Ischia ha un ricco patrimonio storico di cui la viticoltura, portata dai coloni greci nel VIII secolo a.C., è parte fondamentale.  Le doti principali dei vini d’ Ischia, quali eleganza, equilibrio e gusto, si prestano ad un interesse sul consumatore sempre più crescente, ci dice Andrea D’ Ambra, enologo, proprietario della D’ Ambra Vini d’ Ischia, la più antica casa vinicola dell’ isola e autore di una ” Storia del vino d’ Ischia”. Il turismo è sempre più attento alle scoperte di un’ isola che ha più sapore di terra che di mare. Basta chiudere gli occhi per sentire il profumo del mosto e riaprirli per perdere lo sguardo tra i filari verdi e ordinati che si inerpicano nelle zone più suggestive dell ‘isola d’ Ischia. Delimitati dalle ” parracine” in tufo verde, i vitigni si estendono dal mare fino alle pendici del Monte Epomeo, componendo un percorso naturale di rara bellezza. Gli acini d’uva gialli, violacei o quasi neri, racchiudono in se’ una storia millenaria, ricordano il lavoro dei contadini che li proteggono, li curano e li staccano dai tralci per la raccolta. In essi si può riconoscere l’ anima calda della terra che li fa venire su belli, maturi, ricchi di cio’ di cui hanno bisogno per trasformarsi in ottimi vini. Il passato diventa un prezioso testamento. Lo sa bene l’ enologo Andrea D’ Ambra che nel 2000 ha cominciato a gestire la storica azienda di famiglia quella che per prima ha fatto parlare del concetto di cru in Campania con il suo Frassitelli dall’ omonima vigna che ancora oggi è uno dei vini italiani più rappresentativi.

L’ artista Vito Patalano ha partecipato alla mostra ” La Tavolozza di Bacco” dipingendo nella sua opera le etichette dei vini più noti dell’isola d’ Ischia, ovvero il vino Frassitelli di Casa D’ Ambra e il Pithecusa di Tommasone in bella mostra sulla tavola imbandita con alle spalle il castello Aragonese in lontananza. La tenuta Calitto dove si erge Palazzo Piromallo è un luogo dove arte e vino si uniscono e si fondono con l’ armonia del paesaggio circostante. L’ amore per l’ arte nasce dalla similitudine che l’ arte ha con il vino, prodotto tridimensionale che coinvolge più sensi: la vista, l’ olfatto e il gusto. La scelta della location non è stata per niente casuale, rivela la curatrice Ylenia Pilato: la mostra si inserisce cronologicamente nel periodo della nota manifestazione Andar Per Cantine. La scelta delle opere esposte nelle sale del palazzo è ricaduta sul valore e sul concetto legato al ciclo dell’ uva e della natura, in grado di integrarsi armoniosamente con il luogo che le accoglie. L’ arte viene così messa in dialogo con la bellezza del territorio circostante. Si crea in questo modo uno spazio culturale dove apprezzare maggiormente le opere d’ arte contemporanee site- specific, ovvero eventi artistici pensati per inserirsi in un determinato luogo. Questa unione di vino e di arte attira sempre di più, perché il vino si è sempre ben sposato con le mostre d’ arte. La tenuta è il perfetto palcoscenico per l’ arte e sono gli artisti a trasformare il luogo in una vera e propria galleria.Il legame tra arte e vino è stato consolidato nel corso dei secoli e la passione per l’estetica e la ricerca della bellezza si riflettono entrambe sia nell’ arte sia nella produzione vinicola.

Creando questo tipo di eventi d’ arte si crea un’ esperienza unica per i visitatori , in un incontro di arte e di vino che stimola nuove idee ed ispirazioni. Si scopre così anche il territorio da una prospettiva inedita, tra un calice di vino e uno sguardo approfondito alle opere degli artisti. Dunque,l’ arte si propone come un nuovo canale per promuovere anche il turismo enologico. Grappoli, calici di vino, putti vendemmianti, la fatica dell’ uomo, il lavoro nei campi, il raccolto e il risvolto bucolico e agreste; il ciclo delle stagioni, il senso della terra, il rito del convivio, la gioia della festa, la ” natura in posa”: immagini come racconti, metafore, paesaggi e stati d’ animo. Gli artisti alla rassegna ” La Tavolozza di Bacco” presentano il caleidoscopio universo delle rappresentazioni del vino nell’ arte. Un viaggio affascinante che nasce dall’ incrocio tra due eccellenze, due punte di diamante della nostra cultura isolana e della nostra storia dell’isola d’ Ischia: l’arte e il vino. Una mostra corale, florilegio scoppiettante di colori e luci. C’è una relazione tra i sensi dell’uomo e il vino: dal tatto, quando la mano afferra il bicchiere, all’olfatto che ne coglie le fragranze, alla vista che ne osserva le rifrangenze, al gusto che lo assapora, in quanto esso diventa momento di convivialità, incontro e dialogo. Gli artisti si sono fatti interpreti di questo dialogo in immagine, cogliendone le sfumature in un linguaggio fatto di luce, materia e colore. Il titolo della rassegna è dedicato a Bacco, Dio dell’ebbrezza e della produttività della terra e protettore delle arti e della creatività. Quando il vino e l’arte raccontano, insieme, il territorio di Ischia. Se è chiaro il riferimento alla fermentazione alcolica che è momento fondamentale per la produzione del vino, il ” fermento” che si attribuisce all’ iniziativa è innanzitutto quello creativo. La Tavolozza di Bacco è una rassegna che proietta i visitatori nel mondo dell’ arte proprio con la prospettiva moderna e vivace.

Le opere portano forti messaggi sul lavoro dell’ uomo proveniente dal passato ma anche indirizzato al futuro, evocando la visione di una tradizione in evoluzione. Una mostra che stimola le papille gustative. I colori e le immagini si mischiano nella mente proprio come il vino accarezza e solletica la lingua e il palato. L’ appagamento emotivo dato dalla bellezza di un’ opera d’arte culmina con l’ ebbrezza felice e rilassata di un bicchiere di vino, degustato e sorteggiato in tutta la sua pienezza. Il vino si gusta con gli occhi attraverso i quadri e le sculture per degustarlo. L’ artista Ambrogio Castaldi ha presentato una grande opera che raffigura suo suocero accanto ad una botte in cantina in una scena della vendemmia. L’ artista Luciana Gravina ha esposto una scultura con lamina di ottone dal titolo Pensiero di/vino con chicchi. Nicola Russo ha presentato il Dio Bacco realizzato con un pezzo di uan botte vera. Candida Cardito ha esposto la sua opera con un particolare di una bottiglia di vetro rotta ad arte, a simboleggiare la fine del tempo che passa velocemente proprio come finisce una buona bottiglia di vino. Rania Andon ha esposto una serie di acquerelli con paesaggi ischitani e un cesto di melograni. Michele Avenel ha esposto la sua tela raffigurante una raffinata pigna d’uva nei toni dorati. Rossella Del Prete ha esposto un’ opera raffigurante bottiglie circondate da viti sullo sfondo e un’ altra opera raffigurante una donna che fa la danza della vendemmia. Nunzia Zambardi ha portato la sua opera astratta dove spiccano i colori della terra e dove si aprono infinite chiavi di lettura. Adelante Gianni Mattera ha esposto un’ opera in stile Pollock dove i colori dei chicchi d’ uva la fanno da padrone. Francesco Terracciano ha esposto un’ opera realizzata con tappi di bottiglie raffigurante una pigna d’ uva dorata.

L’ artista Malaspina ha raffigurato una donna nelle vesti di una contadina circondata da un’ architettura isolana e con accanto un cesto di frutta. Clementina Petroni he esposto la sua opera che è una sorta di danza allegorica della vendemmia. Fermina Migliaccio ha esposto una veduta di paesaggio con tralci di uva. Pasquale Trani in arte Artistaxcaso  ha esposto due opere campestri di paesaggio ischitano. Herbert Uhrigschardt ha esposto una triade di opere raffiguranti le antiche cantine ischitane. Magda Kismet ha raffigurato una contadina con un cesto di uva circodata dalla campagna. Angelina Di Bonito ha esposto la sua opera raffigurante i melograni, dai quali si ricava il vino di melograno. L’ artista Donata Piccioli ha presentato la sua opera in chiave concettuale dedicata al vino, dove spicca un calice a forma di fiore cin due colibrì in volo che vogliono bere il prezioso nettare. Sarah Vicario ha esposto la sua opera dedicata al vino. Una bottiglia e un grappolo di uva contornati da una cornice naturale con tappi di sughero. Justine Buono ha esposto la sua opera raffigurante tre pigne d’ uva in chiave stilizzata. Anna Ungaro ha realizzato un grappolo d’uva con fili di cotone ricamati multicolor su un cartoncino. Antonio D’ Aiello ha esposto una serie di acquerelli dedicati ai posti rupestri dell’ isola d’ Ischia. Fradam ha raffigurato i frutti della terra in chiave astratta, dove spicca una bella armonia cromatica. Stelvio Gambardella ha esposto la sua opera fluida piena di cromatismo, dove la scritta Wine diventa il tratto distintivo di tutta la composizione astratta. Giovanni Mazza ha raffigurato la chiesa della Madonna della Libera di Forio, circondata dai limoni dell’ isola d’ Ischia. Una mostra davvero interessante per gli amanti dell’ arte da non perdere assolutamente!  La Tavolozza di Bacco è un evento frutto di tanto sacrificio. Il vino, come l’ arte, è frutto della fatica e dell’ impegno dell’uomo,ma allo stesso tempo sa ripagarlo a dovere, donando una gioia immensa in grado di sollevare il cuore dell’uomo. “Sono soddisfatta di questo evento”, dice la curatrice Ylenia Pilato. Per l’ occasione ho creato anche io una nuova opera dal titolo ” Divina Vendemmia”. Una musa che raccoglie i frutti della terra circondata da quattro putti.  Le emozioni che ogni opera visitando la mostra regala al pubblico è accompagnata dal fascino di Bacco, attraverso l’assaggio di tarallucci accompagnati dai vini di Casa D’ Ambra per una degustazione tra bello e buono.  Oh Perbacco! E’ possibile visitare la mostra fino al 2 ottobre 2023 dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Un’ atmosfera di ” festa di corte. Una serata speciale, nel verde della Tenuta Piromallo, in un’ illuminazione di grande suggestione: come un invito a Palazzo, appunto. Per brindare in nome dell’ arte.

Fotoricerca e Elaborazione di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter 

Collaborazione:Ylenia Pilato

antoniolubrano1941@gmail.com

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