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Incendi dolosi, i volontari della Protezione Civile si difendono

 

di Sara Mattera

ISCHIA – Sono ormai trascorsi circa dieci giorni da quando la zona di Buttavento, situata nella frazione di Piedimonte, è stata interessata da un vasto incendio, l’ultimo di una serie di episodi di simile natura che hanno riguardato varie zone del territorio isolano durante il mese di agosto. L’incendio di Buttavento, infatti, è stato preceduto da quello di Fiaiano, Panza e da quello che ha coinvolto la baia di Sorgeto. Questo susseguirsi di episodi ha ovviamente fomentato la rabbia della comunità isolana che, ogni anno, soprattutto durante la stagione estiva, si ritrova a dover far i conti con incendi di natura dolosa che finiscono purtroppo per cagionare conseguenze di grosso impatto ambientale. Basti pensare, infatti, che il vasto incendio che ha interessato Sorgeto la notte del 24 agosto ha completamente devastato la vegetazione presente nella baia, contribuendo a deturpare il panorama circostante.

Una situazione, quest’ultima, sulla quale è più volte intervenuto nei giorni scorsi anche il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che ha denunciato la gravità degli episodi e ha chiesto alle forze dell’ordine di indagare sulla natura degli incendi. Le indagini però, come spesso accade in queste occasioni, non hanno finora portato da nessuna parte. All’indomani di queste vicende, però, c’è stato anche chi è arrivato perfino a puntare il dito su quanti si sono adoperati per lo spegnimento degli incendi, ovvero i volontari della protezione civile –  appartenenti all’Avi Ischia – che hanno collaborato con il comando dei vigili del fuoco, e che a detta di qualche malpensante sarebbero stati i fautori degli incendi in questione, e ciò al fine di ricevere compensi per l’opera di spegnimento e per preservare il  proprio posto di lavoro.

Accuse, queste, davvero pesanti e alle quali non è mancata, nelle scorse ore, la secca replica da parte dei membri della protezione civile di Ischia. «Vogliamo dire a questi personaggi – hanno dichiarato i volontari dell’Avi – che tutto quello che facciamo è gratuito e soprattutto disinteressato.  La Regione Campania dal 2011 non ha i fondi per l’antincendio boschivo e se anche ci fossero non sono cifre da capogiro, dal momento che esse vanno esclusivamente a coprire spese vive. In secondo luogo, ci teniamo a ricordare che da diversi anni abbiamo un accordo con il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Napoli, al quale abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare con il locale distaccamento di Ischia, che da molto tempo è alle prese con gravi carenze di personale, molte volte insufficiente a coprire le richieste dei cittadini nel periodo estivo e soprattutto in quello degli incendi. Tutto questo lavoro – precisano dall’Avi – è sempre svolto gratuitamente».

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Una categorica difesa quella dei membri della Protezione Civile isolana, che oltre a collaborare allo spegnimento degli incendi boschivi ha partecipato, negli scorsi anni, alle operazioni di soccorso in occasione della frana di Monte Vezzi. Inoltre, l’Avi è stata anche impegnata al di fuori del territorio isolano e più precisamente a L’Aquila, in occasione del terremoto che ha interessato il capoluogo abruzzese nel 2009. «Per questo evento – ha specificato l’Avi – dobbiamo ancora ricevere dalla Regione Campania il rimborso delle spese di viaggio e il rimborso spese per ogni volontario che ammonta a circa 12 euro e 90 al giorno».

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L’associazione ha quindi tenuto a ribadire il proprio impegno sul campo, alimentato non certamente da tornaconti economici, ma dalla volontà di dare un proprio contribuito ove risulti necessario. «Ci tassiamo per poter mettere il carburante negli automezzi per non dover chiedere niente a nessuno, così come ci procuriamo le attrezzature e gli strumenti per operare. Purtroppo però continuiamo a sbattere contro la diffidenza degli isolani che credono che tutto quello che si fa, lo si fa solo per soldi. Noi crediamo nello spirito della protezione civile ed il tutto è fatto disinteressatamente, e non come molti isolani che vogliono speculare su tutto. I nostri volontari sono consapevoli che, ad ogni chiamata, non si riceva nulla in senso economico, ma lo fanno con grande consapevolezza e spirito di sacrificio senza mai tirarsi indietro.  Il miglior compenso è infatti il ‘grazie’ che le persone a cui portiamo assistenza ci rivolgono. E questo – concludono dall’Avi – è più gradito di tutto l’oro del mondo».

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