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Fiamme sull’Epomeo, un’altra notte di paura

L’isola torna a fare i conti con un rogo di immani proporzioni dopo l’incendio che era scoppiato sempre a Serrara Fontana nel giorni di Pasqua. Tre famiglie evacuate a scopo precauzionale, la rabbia del sindaco Irene Iacono: «È inaccettabile, qui parliamo di un territorio devastato. Non si può continuare a mettere a repentaglio la vita delle persone»

Il Monte Epomeo torna a bruciare e con esso si riapre una ferita mai rimarginata in un territorio fragile, segnato da anni da incendi ricorrenti, dissesto idrogeologico e una crescente sensazione di impotenza. L’ultimo vasto rogo, sviluppatosi tra le località Ciglio e Serrara Fontana, ha distrutto circa dieci ettari di vegetazione mediterranea, arrivando a lambire le abitazioni e costringendo tre nuclei familiari all’evacuazione precauzionale. Il secondo rogo, la cui matrice appare evidentemente dolosa, registratosi in pochi giorni: il primo nella domenica di Pasqua, l’altro tra mercoledì 8 e giovedì 9 aprile. Le fiamme si sono propagate rapidamente nel tardo pomeriggio, favorite dal vento di maestrale e dalla conformazione impervia dell’area. Con il calare della sera, l’assenza di mezzi aerei ha reso ancora più complesse le operazioni di spegnimento, affidate esclusivamente agli interventi via terra. A operare sul fronte dell’emergenza sono stati 20 uomini del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, rinforzati da unità giunte da Napoli, 22 volontari dell’antincendio boschivo, insieme alle squadre della Protezione Civile regionale e al coordinamento AIB. Un dispiegamento imponente di forze che, nonostante l’efficacia dimostrata nel contenere il fronte del fuoco nel corso della notte, non può nascondere una verità ormai evidente: il Monte Epomeo è sotto attacco da anni. L’episodio, infatti, arriva a distanza di appena tre giorni da un altro incendio sviluppatosi sullo stesso versante sud dell’isola, tra Pietra dell’Acqua e Pezze Case, riportando alla mente una lunga e inquietante sequenza di roghi che, da Succhivo alle pendici del monte, hanno devastato ecosistemi, paesaggio e suolo.

LE PAROLE DI IRENE IACONO E FIORELLA ZABATTA

Ogni incendio sul Monte Epomeo non rappresenta soltanto una ferita ambientale, ma una minaccia diretta alla sicurezza delle persone. Le fiamme, questa volta, hanno sfiorato le abitazioni, rendendo necessaria l’evacuazione di tre famiglie che hanno trovato autonomamente una sistemazione per la notte. Ancora una volta, il confine tra emergenza ambientale e rischio per la vita umana si è fatto sottilissimo. Il sindaco di Serrara Fontana, Irene Iacono, presente sul posto e in costante collegamento con Prefettura e autorità regionali, non ha nascosto la propria rabbia: «È inaccettabile tutto questo. Parliamo di un territorio devastato, distrutto. Non si può continuare a mettere a repentaglio la vita delle persone. Qui ci sono abitazioni in pericolo», ha dichiarato. Parole dure, alle quali è seguita l’annunciata decisione di presentare una denuncia ai carabinieri contro ignoti, non appena conclusa l’emergenza. «Il fuoco non si accende da solo – ha aggiunto –. Un episodio può capitare, ma quando si ripete al secondo, terzo, quarto evento, bisogna interrogarsi seriamente. O c’è qualcuno che appicca incendi o c’è dell’altro». Irene Iacono ha infine concluso: «Sono stata sui luoghi dell’incendio e sono molto arrabbiata. Siamo da ore in collegamento con Prefettura, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forze dell’Ordine. Dopo le prime operazioni di spegnimento, abbiamo monitorato la situazione per tutta la notte. Non so se sia stato doloso o casuale l’evento, ma in ogni caso è da irresponsabili. Bruciare anche sterpaglie, seppur consentito nei periodi in cui non è vigente l’ordinanza di divieto, nelle condizioni meteo di ieri. Dobbiamo sensibilizzare ancor di più sulla questione incendi. La prevenzione è fondamentale».

L’appello alla prevenzione dell’assessora regionale Fiorella Zabatta: «Segnalare sempre tempestivamente eventuali roghi»

In un’isola che vive di turismo e di immagine, gli incendi rappresentano anche un colpo durissimo all’economia locale. Il Monte Epomeo è uno dei simboli naturalistici di Ischia, meta di escursionisti, visitatori e amanti della natura. Vederlo bruciare, ancora una volta, significa compromettere non solo il patrimonio ambientale, ma anche l’attrattività turistica di un’isola che già paga un prezzo altissimo in termini di fragilità territoriale. La ripetizione dei roghi, sempre nelle stesse aree e spesso nelle stesse fasce orarie, alimenta sospetti e polemiche. Sull’isola cresce la convinzione che non si tratti di autocombustione o fatalità, ma di una regia dolosa o di comportamenti irresponsabili che continuano indisturbati. La Protezione Civile della Regione Campania si è immediatamente attivata inviando sul posto, con il coordinamento della Sala Operativa regionale, un Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) e squadre di volontari a supporto dell’amministrazione comunale. Sempre nel tardo pomeriggio si sono sviluppati altri tre incendi: a Montoro, in provincia di Avellino, a Padula, in provincia di Salerno, e ad Agerola, sui Monti Lattari. «Sono stati immediatamente attivati – ha detto l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, nelle immediatezze dei fatti – i Direttori delle Operazioni di Spegnimento regionali e i mezzi aerei, ove possibile, in relazione alle condizioni meteo e di visibilità operativa. Complessivamente hanno operato 16 volontari della Protezione Civile della Regione Campania. Purtroppo registriamo che quest’anno i focolai stanno interessando il territorio regionale già prima dell’avvio del periodo di massima pericolosità. È importante evitare l’abbruciamento delle stoppie e dei residui vegetali in presenza di vento, nonché segnalare tempestivamente eventuali roghi: ricordiamo che è attivo il numero verde della Protezione Civile della Regione Campania: 800.232525».

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I NUMERI DELL’EMERGENZA E L’APPELLO ALLA PREVENZIONE

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A fare il punto sull’emergenza è stata ancora l’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, che ha fornito dati precisi sull’estensione del rogo: 92.202 metri quadrati di vegetazione, pari a quasi 10 ettari, con un perimetro complessivo di oltre 2.400 metri. «Grazie al massiccio intervento di operatori e volontari – ha spiegato – il fuoco è stato contenuto durante la notte. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) i droni con camera termica non rilevano più focolai attivi, ma il monitoraggio prosegue». Numeri che si inseriscono in un quadro regionale allarmante: dal 2003 al 2023 in Campania si sono registrati oltre 58 mila incendi, con 115 mila ettari di territorio bruciati. Un dato che rende evidente come la prevenzione non sia più rinviabile. Da qui l’appello forte alle comunità locali: evitare l’abbruciamento di residui vegetali, non accendere fuochi all’aperto, segnalare tempestivamente ogni principio d’incendio al numero verde antincendi 800 23 25 25.

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