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Incendio a Serrara, spuntano i terrazzamenti

Le foto realizzate col drone mostrano la cicatrice lasciata dalla vegetazione andata in fumo tra Pietra dell’Acqua e Pezze Case, ma anche il riaffiorare di strutture agricole del passato che delineano un paesaggio che sovrappone storia e attualità

Dopo lo spegnimento dell’incendio che ha interessato la zona compresa tra Pietra dell’Acqua e Pezze Case, alle pendici del Monte Epomeo, emergono le immagini che documentano in modo evidente le conseguenze lasciate dal passaggio delle fiamme. Gli scatti realizzati con drone da Massimo Trofa restituiscono un quadro profondamente mutato: al posto della vegetazione che ricopriva l’area si estende ora una superficie dai toni scuri, segnata da cenere e terreno bruciato, che evidenzia la portata dell’incendio e l’impatto sull’ambiente circostante. Il paesaggio appare trasformato, con ampie porzioni di territorio che mostrano chiaramente i segni del fuoco. L’assenza della copertura vegetale mette in risalto un terreno irregolare e fragile, rendendo visibile la vulnerabilità di un’area che fino a prima risultava fitta e verde.

Evidenti i danni: al posto della vegetazione che ricopriva l’area si estende ora una superficie dai toni scuri, segnata da cenere e terreno bruciato, che evidenzia la portata dell’incendio e l’impatto sull’ambiente circostante. Il paesaggio appare trasformato, con ampie porzioni di territorio che mostrano chiaramente i segni del fuoco

Tra gli effetti più sorprendenti, tuttavia, si evidenzia il riaffiorare di strutture agricole del passato. La distruzione della macchia mediterranea ha infatti riportato alla luce antichi terrazzamenti, testimonianza di un utilizzo del suolo legato alla coltivazione e alla gestione attiva del territorio. Si tratta di elementi rimasti a lungo nascosti, che ora riemergono delineando un paesaggio diverso, in cui storia e attualità si sovrappongono. Questi segni raccontano una fase in cui il territorio veniva modellato attraverso interventi continui di manutenzione e lavoro, con sistemi agricoli capaci di adattarsi alla morfologia del terreno e di limitarne l’erosione. La loro improvvisa visibilità offre uno spunto di riflessione sulle trasformazioni avvenute nel tempo e sul progressivo abbandono di queste pratiche. Le immagini, oltre a documentare i danni causati dall’incendio, mettono quindi in evidenza anche il potenziale legato al recupero di tali strutture. La riattivazione dei terrazzamenti e la valorizzazione delle aree rurali potrebbero contribuire a una gestione più attenta del territorio, favorendo una maggiore cura del paesaggio e una riduzione dei rischi legati alla propagazione degli incendi. Un ambiente mantenuto e utilizzato in modo costante tende infatti a risultare meno esposto a fenomeni di degrado e più resiliente di fronte a eventi di questo tipo. In questo senso, le immagini successive all’incendio non rappresentano soltanto la testimonianza di quanto accaduto, ma offrono anche indicazioni utili per ripensare il rapporto tra attività umana e tutela del patrimonio naturale.

FOTO DI MASSIMO TROFA

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