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CRONACA

Incubo bus privati, i timori dei sindacati per l’Eav

A Procida aumentano le linee private di trasporto. Le organizzazioni sindacali scrivono ai vertici della società chiedendo contromisure per scongiurare fenomeni di concorrenza sleale

È allarme tra i sindacati del trasporto pubblico. A Procida l’aumento di linee private di bus ha indotto le varie sigle sindacali a rivolgere una missiva ai vertici dell’Eav, l’ente che svolge il servizio pubblico di trasporto, per segnalare il problema. Già nello scorso febbraio le organizzazioni sindacali avevano denunciato la preoccupazione per l’aggiunta di nuovi servizi di trasporto privati con autobus sull’isola. Una preoccupazione che viene ormai considerata ben più che fondata. I sindacati hanno infatti denunciato il fatto che sul territorio risulta essere in atto un arruolamento di personale conducenti (compresi lavoratori interinali) già per il prossimo mese.

«Tale servizio aggiuntivo – si legge nella nota – comporterà, inevitabilmente, gravi ricadute anche sul servizio pubblico di linea: perdita di utenza turistica, che è l’utenza maggiormente redditizia per Eav poiché i ricavi da traffico corrispondono a circa 2/3 del totale incassi; la ridotta superficie dell’isola di circa quattro chilometri quadrati e i percorsi principalmente a strada unica e con spazi ridottissimi già occupata da fermate e percorsi bus di linea, inevitabilmente creano una sovrapposizione di linee e fermate; l’attuale viabilità della rete stradale, già al collasso, con un volume di veicoli in circolazione altissimo, non è capace di “ospitare” ulteriori veicoli ingombranti. Tale situazione, già critica in situazioni di emergenza dove hanno difficoltà oggettive nella circolazione i veicoli di emergenza come ambulanze, protezione civile ecc., metterebbe a ulteriore serio rischio l’incolumità e la sicurezza delle persone». Per tali motivi, e per altri che i sindacati si riservano di illustrare in seguito, le sigle suggeriscono di fare tesoro della vicenda ischitana della cooperativa Tasso, per la quale si corsero seri rischi di concorrenza sleale (navette turistiche, collegamento porti aliscafi, gruppi organizzati, ecc.) in una sorta di “fatta la legge trovato l’inganno”: secondo le organizzazioni sindacali sarebbe opportuno attivare le stesse procedure dell’epoca, facendo ricorso all’accesso agli atti, diffide, e altro, procedure dirette in ogni caso a tutelare il servizio, i lavoratori e l’utenza, e a scongiurare progetti futuri di sleale concorrenza.

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