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Incubo Covid, parla Di Gennaro: «Giusta la scelta di Forio, ma niente allarmismi»

E’ stato responsabile del reparto Covid dell’ospedale Rizzoli nel momento di massima emergenza a causa della pandemia, a Il Golfo si sofferma sui nuovi casi sull’isola e i provvedimenti restrittivi adottati all’ombra del Torrione. E poi…

Ciro Di Gennaro è un volto noto dell’isola. È primario del reparto di Medicina generale presso l’ospedale ‘Anna Rizzoli’ di Lacco Ameno e negli ultimi mesi è anche il responsabile per l’emergenza Coronavirus. Negli ultimi mesi ha seguito da vicino tutti i casi di Covid sull’isola, «adesso però dobbiamo stare attenti senza fare inutili allarmismi», conferma a ‘Il Golfo’. Di Gennaro, napoletano ed in forza al presidio lacchese da circa venti anni difende l’isola di Ischia «Bisogna rispettare gli ischitani ed i turisti. Occorre fare prevenzione, rispettare le regole. Noi come sanitari siamo pronti a fronteggiare le eventuali emergenze che dovessero arrivare. Ma dobbiamo rispettare le regole». Il medico fa un plauso al sindaco di Forio Francesco del Deo che ha imposto l’utilizzo delle mascherine dal giovedì alla domenica “a chiunque sia presente all’esterno degli esercizi della cosiddetta movida dalle 18 alle 4”. «Mi sembra un’ordinanza giusta», ha confermato Di Gennaro.

Un caso la scorsa settimane due nuovi casi più di recente. Che cosa sta succedendo sull’isola? Bisogna correre ai ripari?

«Bisogna stare calmi e non fare inutili allarmismi. Dobbiamo chiedere alla popolazione una maggiore collaborazione ed un maggiore rispetto delle regole. Tutti devono essere un po’ più seri ed attenti alle regole che non sono state messe a casaccio, ma che servono a salvaguardia di tutti noi».

Per chi ancora non lo avesse chiaro. Quali sono le regole da rispettare?

«Rispettare la distanza sociale di un metro ed utilizzare la mascherina. Ma non solo. Tutti coloro i quali hanno avuto eventuali contatti a rischio nonché tutti coloro che hanno fatto viaggi in zone ad alto rischio e che hanno avuto contatto con pazienti malati, devono esplicitamente renderlo noto al proprio medico di base. A quel punto ci sarà un’attenzione epidemiologica per cui saranno seguiti e ricostruiti tutti i contatti avuti. E così problemi non ce ne sono».

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Il reparto Covid al Rizzoli è stato chiuso. Malgrado ciò l’ospedale isolano è in grado di gestire eventuali casi positivi?

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«Ischia ha messo in essere, e questo lo dicevo già ai tempi in cui abbiamo soppresso la medicina Covid in quanto non c’erano più casi, un percorso di pronto soccorso di assoluta sicurezza che permette di individuare i casi positivi. E la dimostrazione l’abbiamo avuta qualche giorno fa quando è arrivata al pronto soccorso del Rizzoli la signora originaria di Santo Domingo. E proprio grazie al percorso Covid presente all’interno del pronto soccorso possiamo individuare per tempo i casi positivi, isolarli e inviarli all’ospedale di competenza. Da lì, poi, parte l’indagine epidemiologica e di prevenzione che ricerca tutti i contatti possibile ed individua gli eventuali casi. Ed infatti proprio grazie all’indagine epidemiologica è stato scoperto un secondo caso (una donna parente della signora Domenicana) che è asintomatica».

I turisti possono venire sull’isola in tranquillità? Possiamo dire che Ischia è sicura?

«Certo. La situazione sull’isola di Ischia è di assoluto non allarme. Bisogna sempre stare attenti, tenere alta la guardia e rispettare le regole. Al di là di questo ci muoviamo in un campo che mi sembra assolutamente non minato. Ribadisco che non bisogna allarmarne la popolazione, né i turisti. Ma tutti devono essere più attenti ed evitare atteggiamenti ‘provocatori’ con masse di ragazzi che camminano senza mascherina. Ci si può divertire anche rispettando il distanziamento sociale ed indossando la mascherina».

E dal punto di vista sanitario?

«Siamo organizzati a fronteggiare la presenza di eventuali nuovi casi. L’Azienda Sanitaria Locale non sta a guardare. Abbiamo preparato una serie di ‘piani’ per fronteggiare qualsiasi cosa possa succedere. Ovviamente speriamo di non aver bisogno di mettere in campo ciò che è comunque già organizzato. Al momento era totalmente inutile mantenere una medicina Covid ed una rianimazione Covid perchè avrebbero tolto posti letto e risorse all’ospedale e quindi alla popolazione ischiana. Nell’eventualità di nuovi casi, sia ben chiaro: siamo pronti. Al momento, però, non c’è da prendere in considerazione tali ipotesi ed eventualità. Ci non significa che il Covid sia scomparso. Non bisogna eccedere nella ‘normalità’ ma nemmeno nell’allarmismo. Ci vuole davvero tanto buon senso».

Il sindaco di Forio ha imposto l’uso della mascherina nelle zone della movida. Che cosa ne pensa?

«Mi sembra un’ordinanza oculata e giusta. I mezzi più semplici devono essere utilizzati. Evitare l’assembramento ed utilizzare la mascherina sono le regole da rispettare per sé e per gli altri. Evitiamo atteggiamenti riprovevoli. Togliamo la paglia dalle scintille ed in questo modo non ci sarà alcun incendio».

In autunno, secondo lei, che cosa succederà?

«È una domanda da un milione di dollari. Tutti i grandi scienziati che si stanno accapigliando sui media stanno dando, a mio parere, uno spettacolo davvero poco utile. Al momento è impossibile poter stabilire se ci sarà una nuova pandemia. Non abbiamo nessun metodo scientifico per poterlo dire perché non abbiamo ancora visto una seconda parte del Covid. Gli studi per capire il corso di un virus vengono fatti in retrospettiva. In pratica quando si dice che le epidemie influenzali come per esempio l’asiatica o la spagnola, hanno avuto “una seconda parte” lo diciamo perché l’abbiamo vissuto. Quindi è stato detto a posteriori. Ma a priori è assolutamente impossibile e sfido chiunque a mandare un lavoro scientifico valido a riviste internazionali serie sostenendo che ci sarà la seconda fase di questo tipo soprattutto con questo tipo di andamento epidemiologico. Ma noi per non farci trovare impreparati prepariamo al peggio con una serie di piani modulati. È opportuno ribadire, però, che non vedo al momento situazioni tali da poter fare previsioni. Perciò è necessario continuare a seguire le regole: distanziamento ed uso della mascherina».

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