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Incuria e degrado, ma la Chiaiolella non scomparirà

PROCIDA – In questi giorni i mass media hanno pubblicato una ricerca fatta da un organismo scientifico americano “Climate Central”, sulla trasformazione del clima attraverso l’effetto dell’agire umano. In tale contesto hanno affrontato anche la situazione inerente le isole d’Ischia e Procida sulle quali è emersa una sentenza che fa tremare le vene dei polsi: se non verrà posta una brusca frenata all’invasivo inquinamento ambientale, parte rilevante delle nostre terre sarà sommersa ed annullata dalle onde del mare.

Il sito procidano che è maggiormente sotto la mannaia di tale accadimento è la cara contrada natia della Chiaiolella che, il nostro maestro della scuola dell’infanzia, l’indimenticabile sacerdote Carlo Farace, nel suo immaginario da grecista, percorrendo il viaggio di Ulisse dentro il poema omerico dell’Odissea, riteneva il luogo d’incontro tra Nausica e l’eroe di Itaca. Infatti, se non si cambia verso e non si intraprende una terapia intensiva sull’ambiente, sarà angosciante e tragico ciò che accadrà, come raccontano tali scienziati: l’incantevole Marina Chiaiolella sarà spazzata via e il mare occuperà la strada del nostro vissuto, tra dolori e gioie. Pertanto con questa enorme e impietosa scure sul collo, forse un eccessivo e inquietante scenario apocalittico, senza indugio, per la nostra salvaguardia e quella dei figli, nipoti e pronipoti, bisogna porre al centro del vivere quotidiano della comunità una educazione civica ed ambientale permanente, attuando una rigorosa e severa vigilanza verso coloro che, sprezzanti di ogni regola e pericolo, pur di lucrare, non dimostrano alcuna sensibilità, anzi pongono un atteggiamento ostativo nella lotta all’inquinamento.

D’altra parte il senso dell’abbandono ha sempre pervaso da tempo immemore il percorso storico della vita di questa solare e meravigliosa contrada dove la mestezza del clima rappresenta la caratteristica peculiare. E tale predisposizione d’animo degli abitanti del luogo è stata alimentata e rafforzata dalle modalità di governo dei vari amministratori succedutisi, anzi, spesso cinici ed interessati, complici del degrado ambientale.

La primavera di quest’anno, nel suo massimo fiorire, ha portato con sé il tanto auspicato cambiamento al governo con la spinta massiccia, decisiva ed entusiastica dell’ameno borgo marinaro, con la consapevolezza di uscire, finalmente, dall’oblio.

Chi può dare una risposta se non chi vive quotidianamente? Ebbene la comune espressione è questa: Non è cambiato nulla, ci sentiamo sempre più abbandonati, isolati.

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Comunque, visto che si è entrati nel tempo dell’attesa che conduce alla gioia e alla speranza dell’evento natalizio, il quartiere si è voluto dare “una botta di vita” grazie alla brillante creatività di alcuni giovani e, nella composizione, di tanti solerti cittadini, costruendo uno splendido presepe nel Santuario di S. Giuseppe, accompagnato dalla vitalità animatrice delle donne del Borgo Marinaro con il loro mercatino in piazza e un originalissimo albero della vita che starà lì ad indicare, nonostante le incurie, le fosche previsioni e la permanente assenza delle istituzioni, che la cara Chiaiolella non scomparirà, perché possiede una energia interiore vitale che proviene, in modo pregnante, da lontano.

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