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Insegnò col Covid dal letto d’ospedale, Gino Iacono ischitano dell’anno

Il caso del docente, tuttora precario, è assurto alle cronache nazionali: per lui anche i complimenti del premier Conte e l’onorificenza del presidente della Repubblica Mattarella

Gino Iacono è l’ischitano dell’anno. Il riconoscimento de ‘Il Golfo’ è per il docente che durante il primo lockdown, positivo al Coronavirus e ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza. Sulla scelta di Gino Iacono si sono accesi i riflettori. Prima se n’è accorto il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte che gli ha reso onore con un post sui social e poi anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha conferito “motu proprio” il 3 giugno scorso l’onorificenza a un gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus.

I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali. Sono stati 56 gli eroi della prima fase della pandemia in Italia che sono stati premiati dal Capo dello Stato. E tra questi c’è, appunto, il Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana Gino Iacono. Il docente isolano ha sempre rifiutato l’etichetta di “eroe”. «Non lo sono. Mi sono sentito, in quel momento, di non abbandonare i miei ragazzi e grazie alla tecnologia sono rimasto in contatto con loro. È stato un gesto naturale», ha più volte detto. Un atto d’amore, potremmo anche definirlo, quello del professore Iacono verso i ragazzi dell’istituto Telese dove a marzo, nel pieno della prima ondata della pandemia, insegnava Scienze integrate.

Un atto d’amore che però non è valso la ‘riconferma’. Quest’anno scolastico è cominciato con una ‘sostituzione breve’ (fino al 28 ottobre) sulla terraferma, in una scuola di Pozzuoli. E qui il paradosso. Da un lato Gino è stato indicato come esempio da seguire. La scorsa primavera, per il suo gesto, ebbe una pioggia di complimenti e titoloni sulle testate nazionali. Poi l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ed a giugno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha nominato Cavaliere del Lavoro. Ma tutto ciò non fa punteggio per scalare posizione tra i precari e Gino Iacono è rimasto senza cattedra. Pochi giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico il prof Iacono aveva contattato la segreteria dell’istituto alberghiero Telese di Ischia dove insegnava fino allo scorso giugno, per sapere se fosse arrivata la nomina ad insegnante di ruolo ricevendo, però, una risposta negativa.

«Avrei voluto cominciare il nuovo anno scolastico con i ragazzi che ho seguito fino allo scorso giugno. Si tratta non solo di continuità didattica, ma anche una questione umana. Mi sono affezionato a questi ragazzi». Ma non è stato possibile. «Non mi aspettavo trattamenti di favore – ha detto in passato Iacono – ma un segnale per gli studenti. Speravo che, con tanti mesi di anticipo, si pensasse a garantire loro un percorso sereno da subito. Speravo che la Ministra predisponesse per tempo l’avvio del nuovo anno scolastico. Invece si pensa solo ai banchi, alle distanze ed alle mascherine. E la didattica ed i ragazzi quasi vanno in secondo piano». E poi c’è un altro paradosso. Il concorso a cattedra. Perché Gino Iacono è un precario.

E per entrare in pianta stabile nel mondo della scuola e mettersi alle spalle il precariato c’è da vincere un concorso. Malgrado quelli vinti in passato. Il primo concorso nel mondo della scuola Gino Iacono l’ha vinto nel 2000 ed il secondo nel 2018. Ma vincere un concorso, almeno nel mondo della scuola, non significa ottenere un contratto a tempo indeterminato. Il reclutamento scolastico resta complicato e sempre meno meritocratico. E così Gino Iacono è pronto per un concorso, anzi due. Quelli che, appena si potrà, sosterrà. Per noi de ‘Il Golfo’ Gino Iacono è l’ischitano dell’anno perché in un momento in cui il Covid e la pandemia per tanti sono un alibi per dichiararsi ‘fragili’ e mettersi in pausa dal lavoro, con un atto d’amore, più che di coraggio, ha acceso lo smartphone e dal letto d’ospedale ha continuato ad insegnare. Gino Iacono è l’ischitano dell’anno perché ha mostrato il volto più bello, solidale e lavoratore dell’isola di Ischia. Gino Iacono è l’ischitano dell’anno perché anche quando ha ritirato l’onorificenza dal Presidente della Repubblica non ha protestato per il suo precariato ma ha sussurrato: «Faccia qualcosa per la scuola. Ce n’è davvero bisogno». L’augurio è che la scuola, nel 2021 e negli anni a seguire abbia più Gino Iacono dietro le cattedre e meno burocrati. Auguri, Gino. E che questo 2021 sia per te l’anno in cui il precariato possa diventare solo un lontano ricordo.

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