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CRONACA

Instabilità sismica, al via l’indagine con la “regia” della Federico II

L’Ateneo ha approvato il finanziamento di 40mila euro per il progetto biennale di studio del sottosuolo nei territori isolani colpiti dal sisma del 2017. La soddisfazione del Commissario Schilardi, che finanziò la microzonazione, base da cui partirà l’attività di ricerca caratterizzata da un’inedita metodologia interdisciplinare

Fumata bianca per il progetto di ricerca sull’instabilità sismica del sottosuolo ischitano. Soddisfazione presso la struttura commissariale guidata da Schilardi, ma anche presso il Comune di Casamicciola, per un risultato che significa un finanziamento di 40mila euro. Il Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale dell’Università di Napoli Federico II ha approvato la richiesta di tali risorse economiche basata sul progetto “Maslide” per un programma biennale di attività di ricerca. Come ha spiegato il professor Francesco Silvestri, docente della Federico II, il fondo permetterà di finanziare le necessarie indagini sul sottosuolo e le missioni dei partecipanti al progetto, sui cui risultati verrà costantemente aggiornato il Commissario Schilardi. Il nome è un acronimo che viene da “Multi-level Approach for the Study of Landslides Induced by Earthquakes”, e si tratta di una rimodulazione dell’omonimo progetto classificatosi al sesto posto con un punteggio di 92.33/100 tra le proposte partecipanti all’area strategica “Proposte metodologiche per la mappatura della pericolosità da frana connessa a eventi sismici” nell’ambito del bando pubblico del 24 ottobre 2018 per il finanziamento dei progetti di ricerca finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici. Inizialmente il progetto proponeva una metodologia per l’analisi e la zonazione di frane indotte da eventi sismici la cui efficacia veniva valutata applicandola a diverse aree dell’Appennino centro-meridionale, per poi essere ridimensionato nei tempi e nel budget. La versione finale individua un’unica area di studio: la zona nord-occidentale dell’isola d’Ischia, colpita dal terremoto del 21 agosto 2017. Una scelta motivata da due fattori principali: il primo è costituito dai diffusi fenomeni di instabilità rilevati nell’area non solo per effetto di condizioni meteoriche estreme, ma anche a seguito di terremoti sia storici che recenti. Il secondo fattore è il significativo avanzamento delle conoscenze in termini di caratterizzazione stratigrafica, idrogeologica, geomorfologica, geofisica e geotecnica dei depositi presenti nell’area, reso possibile dai recenti studi di Microzonazione sismica dei Comuni di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, commissionati dalla Protezione civile a professionisti incaricati dai citati enti, con il supporto scientifico e operativo del “Centro per la Microzonazione sismica e sue applicazioni”.

L’Italia è caratterizzata dai più elevati livelli in Europa di pericolosità da frana e da sisma, eppure ancora oggi vi sono infrastrutture e intere comunità fortemente esposte e non tutelate verso i rischi di tali calamità, per non parlare della combinazione di entrambe, le cosiddette “frane sismoindotte”.

Il progetto di ricerca “Maslide” ha proprio l’obiettivo di configurare una metodologia inter-disciplinare per l’analisi e la zonazione di frane indotte o riattivate dal sisma. Per garantirne la sostenibilità, tale metodologia sarà delineata e implementata con livelli crescenti di approfondimento e di risorse impegnate. La nostra isola è stata storicamente interessata da una serie di terremoti con intensità macrosismica Mcs (Mercalli-Cancani-Sieberg) variabile tra VI e X che hanno colpito principalmente il settore nord-occidentale dell’isola, divenuto oggetto dello studio. Tuttavia, gli studi più recenti si sono limitati solo a valutazioni della pericolosità sismica e della suscettibilità di carattere empirico-qualitativo o comunque non adeguatamente suffragate da “caratterizzazione meccanica del sottosuolo”. È inoltre ben nota, purtroppo, l’estrema suscettibilità all’instabilità dei versanti dell’isola, messa in tragica luce dalle rovinose colate rapide di coltri piroclastiche lungo le incisioni nei pendii di roccia vulcanica, provocate anche in periodi molto recenti da piogge forti, come la frana di Monte Vezzi nel 2006 e l’alluvione di Casamicciola nel 2009.

Dopo il sisma del 2017, come è noto, sono stati condotti studi di microzonazione sismica (ms) di primo e terzo livello per i tre comuni del Cratere, in termini di mappatura dell’amplificazione del moto sismico transitorio. Essi non possono essere però ritenuti sufficienti a quantificare la sicurezza sismica legata alla instabilità dei versanti che la stessa Protezione Civile Considera i dispensabile per una più consapevole gestione e pianificazione del territorio urbano. Cionondimeno gli stessi studi rappresentano un punto di partenza ideale per uno studio quantitativo sulle condizioni di stabilità sismica del sottosuolo dei tre Comuni nei confronti di scorrimenti franosi.

Tale ricerca potrebbe beneficiare infatti dell’avanzamento delle conoscenze reso possibile dalle indagini eseguite nella microzonazione e da gli stessi risultati in termini di mappe dell’amplificazione locale. La modularità della procedura proposta può peraltro consentirne un adeguato utilizzo per rispondere alle esigenze di messa in sicurezza del territorio nazionale, storicamente interessato da fenomeni di instabilità dovuti al sisma. I risultati dell’applicazione della metodologia proposta nel progetto possono costituire un valido contributo all’adeguamento delle linee guida per la microzonazione sismica per fenomeni di instabilità di versante previste dagli indirizzi e criteri generali per la microzonazione sismica emanati dal dipartimento di Protezione Civile nel 2008 è in continuo corso di aggiornamento. Di qui la comprensibile soddisfazione del Commissario Schilardi, la cui struttura ha finanziato la microzonazione sismica di terzo livello. L’ex prefetto si è congratulato per l’obiettivo raggiunto dal gruppo di ricerca, ringraziando l’Università Federico II, il Dipartimento della Protezione civile e le amministrazioni regionali e comunali.

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