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Intitolato a Giorgio Buchner il Liceo Ischia 

Soddisfatta la dirigente Barbieri: «Il giusto riconoscimento nei confronti di un uomo che ha dedicato la sua vita alla nostra isola». Il professore Giuseppe Luongo rilancia: «Allo scopritore di Pithaecusa deve essere intitolato un Memoriale sulla nascita della cultura occidentale nel Teleposto di Monte Vico di Lacco Ameno» 

Il Liceo Statale di Ischia Scuola è intitolato al nome di “Giorgio Buchner”. Lo ha decretato il Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Campania Ufficio VI – Ambito Territoriale di Napoli con provvedimento a firma del dirigente Luisa Franzese. Alla decreto si è arrivato dopo la delibera del Consiglio d’Istituto del Liceo Statale di Ischia n. 10 dell’anno 2021 con cui è stata decisa, a maggioranza, l’intitolazione dell’Istituzione Scolastica a Giorgio Buchner, il parere favorevole all’intitolazione del Liceo Statale di Ischia al professore Giorgio Buchner espresso dalla Giunta del Comune di Ischia nella seduta del 29 Aprile 2021 n. 22 e la deliberazione n. 42 del 30.04.2021 del Comune di Lacco Ameno, sede del Museo Archeologico di Pithecusae, ove vengono conservati ed esposti al pubblico i reperti rinvenuti dall’archeologo tedesco. Le motivazioni espresse dalla scuola sono state lette e condivise dalle istituzioni locali e c’è stato il nulla osta della Prefettura di Napoli, espresso con nota prot.n. n. 349147 del 19/11/2021, sottoscritta dal Viceprefetto Nigro, in cui l’Ufficio Territoriale di Governo dà notizia anche del parere favorevole espresso in merito dalla società Napoletana di Storia Patria. «Siamo davvero felici. Finalmente la nostra scuola avrà un’intitolazione», esordisce Assunta Barbieri dirigente scolastica del Liceo Ischia adesso intitolato a Giorgio Bucner. «Siamo orgogliosi di intitolare il liceo isolano all’archeologo tedesco che ha fatto conoscere al mondo intero la prima colonia greca del Mediterraneo Occidentale ovvero la nostra isola». «Si tratta – continua la dirigente scolastica – del giusto riconoscimento dei confronti di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita alla nostra terra». Un plauso all’intitolazione è arrivato anche da Giuseppe Luogo, professore emerito di Geofisica della Terra solida all’Università Federico II di Napoli e a lungo direttore dell’Osservatorio Vesuviano. «Apprezzo la scelta che sia stata intitolata al grande archeologo Giorgio Buchner il Liceo di Ischia. Ritengo che allo scopritore di Pithaecusa vada intitolato un Memoriale sulla nascita della cultura occidentale, destinando la struttura del Teleposto di Monte Vico di Lacco Ameno a tale obiettivo. Una tale scelta mostrerebbe al mondo intero la sensibilità culturale dell’Isola e risulterebbe un attrattore per un turismo culturale che si integrerebbe con quello del tempo libero». E quindi la proposta: «Invito il Sindaco di Lacco Ameno Gaetano Pascale a prendere in considerazione tale proposta, alla quale dovrebbero dare il loro contributo le Istituzioni e le Associazioni Culturali e la Comunità dell’Isola d’Ischia». 

Chi è Giorgio Buchner  

Giorgio Buchner (Monaco di Baviera, 8 agosto 1914 – Ischia Porto, 4 febbraio 20005) è stato un archeologo tedesco, famoso per i suoi studi sul popolamento preistorico dell’isola d’Ischia e sulla fondazione delle colonie della Magna Grecia, con particolare riguardo a Pithecusa. Buchner nacque in Baviera da padre tedesco e madre italiana. Il padre Paolo, professore emerito di zoologia, scienziato di fama internazionale e grande studioso di endosimbiosi, era infatti sposato con Massimiliana Coppa, giovane e promettente pittrice veneta da lui conosciuta in Germania. I coniugi Buchner, assidui frequentatori dell’isola d’Ischia, vi si stabilirono definitivamente nel 1943, dopo che Paolo ebbe lasciato la sua cattedra a Lipsia.Il giovane Giorgio compì i suoi primi studi in Germania, al gymnasium di Breslavia, poi a Lipsia, ma, dopo l’ascesa al potere di Hitler, decise di continuare gli studi in Italia, sfruttando la cittadinanza materna. 

La passione per l’archeologia 

Anziché ripercorrere le orme del padre, come questi avrebbe desiderato, Giorgio, ancora studente di liceo, rimase affascinato da uno scritto del 1890 di Julius Beloch: a Lacco Ameno, sul versante settentrionale d’Ischia, erano stati rinvenuti numerosi reperti e nella Valle di San Montano erano state scoperte delle sepolture del V secolo; già Tito Livio raccontava che i Greci dell’Eubea, prima ancora di fondare Cuma si erano stabiliti sull’isola. Al tempo, però, nessun ritrovamento era in grado di dare credito a questa testimonianza: il giovane Buchner sentì questa sfida come un impegno e capì che da quel momento l’archeologia sarebbe stata la sua vita. Di lì la decisione di studiare lettere classiche a Napoli e successivamente a Roma, dove nel 1938 si sarebbe laureato in paletnologia con una tesi sulla preistoria e l’archeologia di Ischia dal titolo “Vita e dimora umana nelle Isole Flegree dalla preistoria ai tempi romani”. 

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Gli scavi e la Coppa di Nestore 

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Nel 1949 Buchner prese servizio come funzionario della Soprintendenza archeologica di Napoli con delega per Ischia e diede inizio a degli scavi, prima sulla collina del Castiglione, poi nella valle di San Montano a Lacco Ameno, con il ritrovamento della necropoli della colonia greca di Pithecusa, utilizzata dall’VIII secolo a.C. fino all’età romana. Furono rinvenuti corredi con monili (vasi, piccole sculture di terracotta, brocche e coppe, scarabei egizi, lingotti di piombo, attrezzatura da pesca, pesi per telaio, strumenti da lavoro) e, soprattutto, la coppa di Nestore, custodita in una ricca tomba a cremazione, portata alla luce e ricomposta dallo stesso Buchner: Si tratta di una kotyle alta una decina di centimetri e datata al 725 a.C. Occorre premettere che Giorgio Buchner già negli anni ’30, in relazione alla compilazione della tesi di laurea, aveva individuato insediamenti preistorici e dell’età del bronzo a Ischia e a Vivara-Procida. In particolare aveva avuto la fortuna e l’acume di rinvenire le prime testimonianze di importazioni egee: frammenti di vasi Tardo-Micenei (XV-XIV sec. a.C.) recuperati sia a Castiglione d’Ischia sia al Capitiello di Vivara (attuale isolotto che nell’età del bronzo era solidale a Procida). Le scoperte ischitane di Lacco Ameno portarono a un’autentica rivoluzione nelle conoscenze riguardanti la Magna Grecia e di conseguenza anche quelle riguardanti la Grecia arcaica da una parte e l’Italia antica dall’altra: si riconobbe Ischia come prima colonia della Magna Grecia, snodo commerciale nevralgico per i traffici con le colonie siciliane, con Cuma, Neapolis e le città etrusche, nonché vivace centro di produzione di ceramiche. 

La nascita del Museo di Pithecusae 

Nel 1947 Buchner e il vulcanologo Alfred Rittman crearono un museo, chiamato Museo dell’Isola d’Ischia, che più tardi sarebbe confluito, assieme ai reperti rinvenuti negli scavi successivi, nel Museo Archeologico di Pithecusae. Il museo fu inaugurato ufficialmente il 17 aprile1999 alla presenza di studiosi di primo piano come sir John Boardman, illustre professore ad Oxford, il conservatore capo del Museo del Louvre, Alain Pasquier; il direttore del Pergamon Museum di Berlino, Wolf Dieter Helmeyer; Gloria Olcese, ricercatrice presso il museo berlinese; Yoannis Tzedakis, direttore generale del Ministero della Cultura della Repubblica Greca; Paul Zanker, decano degli studi sulla Magna Grecia dell’Università di Milano; l’archeologo e docente Piero Orlandini, l’insigne grecista Marcello Gigante, l’archeologo e storico dell’arte fausto Zevi, dell’Università di Roma. 

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