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Invasione di campo

Increscioso episodio a Fondobosso lunedì e martedì: causa allerta meteo le strutture sportive dovevano rimanere chiuse e il Palazzetto oltretutto era destinato ad eventuali sfollati. Ma nonostante tutto, l’impianto ha ospitato alcuni allenamenti. E sul posto sono giunti anche i poliziotti per le verifiche del caso…

Una notizia che non avrebbe causato chissà quali scossoni, almeno queste sono le notizie in nostro possesso, ma certo cagionato qualche imbarazzo anche gli occupanti del palazzo municipale di via Iasolino. Tutto nasce da una vicenda apparentemente innocua, da un fatto che in condizioni di normalità nemmeno rappresenterebbe una notizia. In condizioni di normalità, appunto. Nel mirino finisce l’occupazione nella fascia oraria serale nelle giornate di lunedì e martedì del Palazzetto dello Sport “F. Taglialatela” di Ischia, a Fondobosso, da parte di una o più società sportive abitualmente autorizzate – ed è il caso di specificarlo per evitare equivoci di sorta – ad utilizzare la struttura per svolgere la propria attività. Che però proprio nelle giornate in questione avrebbe dovuto essere tassativamente vietata. L’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile della Regione Campania, infatti, aveva indotto il sindaco Enzo Ferrandino a firmare un’ordinanza – la n. 9 del 16 gennaio – avente ad oggetto “Disposizioni per la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado e delle ludoteche per l’infanzia, degli impianti sportivi, del civico cimitero e dei parchi pubblici sul territorio del Comune di Ischia per i giorni 17 e 18 gennaio 2023”.

Insomma, il provvedimento varato dal primo cittadino parla di chiusura anche degli impianti sportivi e di conseguenza anche dello stesso Palazzetto di Fondobosso. Che, evidentemente, non avrebbe potuto essere a disposizione di nessuna società sportiva per praticare allenamenti o attività sportiva in genere. Ma non è tutto, c’è anche dell’altro. L’ordinanza, infatti, esplicita testualmente quanto segue: “Ordina in via prudenziale e secondo il principio di precauzione a tutela della incolumità pubblica e privata, l’allontanamento cautelare fin dalle 21 del giorno 16 gennaio 2023 per l’intera durata dell’allerta meteo arancione dei residenti nelle abitazioni della zona di Monte Vezzi già interessata dall’evento franoso del 30 aprile 2006, dando atto che gli stessi residenti e/o occupanti individuati e censiti sulla base della ricognizione della polizia municipale disposta d’ufficio, sono allertati a mezzo di messaggio vocale inviato sui numeri di utenza personale mobile forniti in sede di censimento alla polizia municipale. I residenti e/o gli occupanti per i quali si è disposto l’allontanamento temporaneo troveranno ricovero di emergenza presso il Palazzetto dello Sport Federica Taglialatela all’uopo attrezzato in via di emergenza dalla Protezione Civile”. Insomma, tradotto in soldoni, il Palasport avrebbe dovuto fungere in caso di urgenza come ricovero per eventuali sfollati. Cosa sarebbe accaduto se questa possibilità si fosse concretizzata? Chi si recava nell’impianto avrebbe trovato chi allegramente giocava a pallone?

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Secondo le notizie in nostro possesso, sul posto si sarebbero recati lunedì i vigili urbani ma a quanto pare l’attività sportiva non sarebbe stata interrotta, forse in virtù di qualche autorizzazione o deroga che in ogni caso non risulta all’albo pretorio né tantomeno nell’ordinanza di cui vi abbiamo citato il significativo stralcio. Di più, martedì sera sul “luogo del delitto” si sono presentati anche gli agenti del commissariato di polizia di Ischia – guidati dal vicequestore Ciro Re – che avrebbero chiesto lumi circa una presenza al Palazzetto quantomeno “sospetta”. Una circostanza questa che i tutori dell’ordine hanno anche approfondito nella giornata successiva, non è dato però conoscere con quali eventuali esiti. Restano però una serie di più o meno inquietanti interrogativi su una vicenda che, andando “a naso”, avrebbe potuto e dovuto essere gestita in maniera diversa. Anche per evitare l’insorgere del sospetto che si possano fare figli e figliastri. Ma questa, in fondo, è un’altra storia. Più o meno.

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