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«Io disabile costretto a votare con la scheda sulle ginocchia», la denuncia di Peppe Varchetta

di Isabella Puca

Ischia – È ancora una volta il signor Peppe Varchetta a denunciare sul gruppo facebook “Passeggio libero”, creato proprio con l’intento di raccontare ciò che qui sull’isola non è a misura di disabile, un fatto che lascia davvero  con l’amaro in bocca. Come tutti gli altri cittadini, domenica scorsa, in occasione del Referendum, il signor Varchetta, costretto alla sedie a rotelle da circa 12 anni, si è recato al seggio elettorale e, nonostante fosse un seggio dedicato ai diversamente abili, né il tavolo né la buca per le schede erano alla sua portata.  «Quando mi sono recato alle urne, una volta entrato nella cabina elettorale del seggio dedicato ai diversamente abili, il tavolo su cui avrei dovuto poggiarmi per scrivere era irraggiungibile dalla carrozzina ed ho dovuto poggiare la scheda sulle ginocchia. Come se non bastasse ho dovuto chiedere di imbucare la scheda alla gentile responsabile, in quanto anche lo scatolone che raccoglieva le schede era posto in alto. Ma essendo un seggio appunto dedicato ai diversamente abili, il tavolo dove scrivere e la cassa che raccoglie le schede, non dovrebbero essere ad altezza carrozzina?». È questo l’amaro post pubblicato su facebook che si conclude con una domanda legittima del nostro Peppe che, ancora una volta, si è trovato dinanzi a una situazione davvero poco accessibile. Ischia non è un’isola per i disabili. È questa l’amara constatazione dinanzi alla quale ci siamo trovati più volte raccogliendo le testimonianze dirette non solo del signor Varchetta, ma di quanti, residenti e turisti costretti alla sedia a rotelle, si sono trovati più volte in difficoltà. «La strada da percorrere sulla via della piena inclusione è ancora lunga, sia in Italia che nel mondo. La Convenzione sulle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità si impegna fortemente a preparare la strada per cambiare la percezione delle persone con disabilità e promuovere appieno le loro capacità e una pari partecipazione delle stesse nelle società in cui vivono. Si batte perché gli Stati aumentino la consapevolezza e combattano gli stereotipi legati alle persone con disabilità, anche incoraggiandone la rappresentanza delle  stesse, in modo coerente, nel rispetto dei diritti umani. Oggi, in condizioni idonee le persone con disabilità studiano, lavorano, praticano sport, vanno in vacanza. A condizioni idonee le persone con disabilità frequentano cinema, teatri, musei, ristoranti, ma sono proprio quelle “condizioni idonee” che troppo spesso mancano o sono compresse dalla carenza o assenza di investimenti e risorse». È stata questa una delle dichiarazioni rilasciate al Golfo dal professor Brischetto  in occasione della giornata internazionale della disabilità celebrata proprio lo scorso 5 dicembre, parole che inducono alla riflessione. In effetti, di barriere architettoniche qui sull’isola ne esistono davvero tante, basta pensare a tutti quegli edifici pubblici che non dispongono di un montascale, un aspetto necessario quanto fondamentale al giorno d’oggi per permettere l’inclusione al 100% . Tuttavia denunciare è importante perché porta al cambiamento. Lo stesso Peppe Varchetta, grazie a una denuncia pubblicata su quel gruppo facebook da lui creato, è riuscito a far cambiare alcune situazioni. Una su tutte riguarda il lungo mare Cristoforo Colombo; nei pressi del Hotel Punta Mulino era stata segnalata la presenza di tre gradoni che interrompevano la passeggiata di chi era costretto alla sedia a rotelle. Dopo la segnalazione, accanto ai tre gradoni è stato così posto uno scivolo per permettere a chiunque di poter passeggiare su quel bellissimo lungomare. Altro problema risolto è quello presentatosi all’edificio centrale delle poste d’Ischia. L’apparecchio per prendere il numeretto era infatti posizionato troppo in alto per chi, come Peppe, è costretto alla sedia a rotelle. Ebbene, poco dopo la denuncia, l’apparecchio in questione è stato spostato qualche centimetro più in basso consentendo a Peppe e a tutti gli altri di poter prendere il numero senza fatica.  Sono queste delle piccole lezioni di civiltà che in un’isola come la nostra, votata all’accoglienza, dovrebbero essere all’ordine del giorno.

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