CULTURA & SOCIETA'

«Io, Lucio Filisdeo, ischitano lontano per motivi di cuore e lavoro» Dalla Olivetti alla “scoperta” della cucina brasiliana e di Natalia

LUCIO FILISDEO come quegli ischitani che tanto tempo fa decisero di avventurarsi oltre mare per vivere l’esperienza di una vita nuova in un paese diverso dal proprio, capì che il destino lo spingeva a fare la scelta che gli avrebbe cambiato la vita, lasciare l’isola per Milano dove avrebbe continuato gli studi alla Bocconi, diventare dirigente d’azienda, la Olivetti, vivere la responsabilità di marito dell’amata Madeleine e padre di due splendidi figli, un tutt’uno a tappe fino alla scomparsa prematura dell’adorate moglie. Poi l’incontro con Natalia e la cucina brasiliana,

Un bel numero di ischitani intraprendenti e con lo spirito dell’avventura hanno negli anni passai lasciato la loro isola per trasferirsi in posti noti o sperduti del pianeta per rifarsi una vita o per iniziarla, facendo conto delle proprie capacità e della determinazione a riuscirvi. Tanti sono gli esempi particolari come quelli di Nicola Bianco nel Congo, Mario Di Costanzo in Malesia, Tonino di Iorio in Australia e tanti altri di cui alcuni portati a stabilitisi in Italia sempre lontano da Ischia, dopo aver vissuto anche’essi utili esperienze all’estero, ritornadovi, ma solo per concedersi meritate vacanze o per rivedere luoghi e persone che in certo qual modo hanno segnato la loro vita.

IL CHURRASCO

A questa filosofia di vita ci viene interessante accomunare Lucio Filisdeo nella sua isola formatosi nello sudio ed alla prospettiva di un futuro di lavoro che lo avrebbe gratificato per la sua già innata diligenza di giovane che sapeva guardare lontano. Egli come quegli ischitani che tanto tempo fa decisero di avventurarsi oltre mare per vivere l’esperienza di una vita nuova in un paese diverso dal proprio, capì che il destino lo spingeva a fare la scelta che gli avrebbe cambiato la vita, lasciare l’isola per Milano dove avrebbe continuato gli studi alla Bocconi, diventare dirigente d’azienda, la Olivetti, vivere la responsabilità di marito dell’amata Madeleine e padre di due splendidi figli, un tutt’uno a tappe fino alla scomparsa prematura dell’adorate moglie. Poi il Brasile e il fortunato incontro con Natalia Costa esperta di cucina brasiliana e autrice di un libro abbastanza seguito “Brasile in Cucina” ed. Gribaudo.

ANNI ’60 LUCIO FILISDEO AL MARE
DELLA SPIAGGIA DI SAN PIETRO
A PORTO D’ISCHIA CON AMICI

Nasce cosi un nuovo percorso di vita, quello attuale per Lucio Filisdeo a cui lasciamo il compito di raccontarci la sua storia partendo dall’inizio. Infatti Lucio incomincia il suo racconto da quando dalla sua infanzia, da quando cioè era il ragazzo di Piazza Croce che giocava coi suoi coetanei fra i tavoli dello storico Bar Diaz di sua nonna Alfonsina. Così si racconta l’ischitano-milanese Lucio Filisdeo: “Quasi a voler esorcizzare i momenti di paure e di speranze che nostro malgrado stiamo vivendo, ho voluto svolgere la pellicola della mia vita passata ad Ischia cercando di riportare a galla i ricordi di “un  figlio di Ischia” , un misto  di allegria,  di sole, di gente semplice ed indimenticabile per significare che la nostra vita è piena anche di momenti felici. Ragazzo di Piazza Croce ho passato la mia fanciullezza in un’atmosfera quasi De Filippiana. Richiudo gli occhi e rivedo il chiosco dei giornali della famiglia Riccio, più in là il piccolo negozietto di Carmine il calzolaio, attraversando i tavoli e le sedie del Bar Diaz di mia nonna Alfonsina, ecco il salone di Renato Pollio, grande artista del pennello in ogni senso, bravo a dipingere ed a fare di barba.

ANNI ’60 TAVERNA ANTONIO SULLA
RIVA DESTRA LUCIO FILISDEO CON
AMICI E CON LA PRIMA MOGLIE MADELEINE

Frequentemente lasciava forbici e pettine per fare un concertino di chitarra e mandolino. Di fronte Ciccio ” La Rondinella ” anfitrione di ogni manifestazione di piazza che coinvolgesse il nostro quartiere.Filippo Ferrandino  il ” sarto ”  che cuciva i pantaloni a tutti i VIP ad Ischia ed indimenticato ” mister” della squadra di calcio  appena dopo Gennaro Varchetta con il suo negozio di frutta tanto bella che sembrava finta. Difronte il vecchio Hotel Conte nostro punto di riferimento per le “acchiappanze”  di straniere, grazie alla complicità dei fratelli Scala. La nostra ” movida” si svolgeva alla taverna Antonio oppure alla Cambusa e per serate più chic il Castillo di Aragona, il Rancio Fellone, oppure il Moresco e per le serate ” fuori porta” , Marietta a Lacco Ameno oppure il sofisticato ma quasi proibitivo Pignatiello. L’estate passava veloce e sopraggiungevano i lenti mesi invernali. Passeggiate interminabili lungo la salita di San Pietro, a fare i bilanci dell’estate passata.

ISCHIA. LA FAMIGLIA FILISDEO AL COMPLETO

Poi era arrivata l’eta della responsabilità. La grande Milano del boom economico. La Bocconi ed  una lunga ed onorevole carriera presso  la Ing. Camillo Olivetti & C. Spa il matrimonio e due bei figli .( Alexandra e Pierre) Dopo la tristezza di aver perduta la mia indimenticata moglie Madeleine, ho reagito alla solitudine risposandomi con una persona meravigliosa , Natalia  dell’isola di Sao Luis del nordest del Brasile.Ho iniziato nel 1999 una meravigliosa avventura il ristorante brasiliano ” Oficina do Sabor”, grazie  a mia moglie grande cuoca e mio figlio Pierre famoso barman. Stiamo portando avanti un bel progetto di vita. Il nostro ristorante ” Oficina do Sabor ” sito a Porta Romana , una zona centrale di Milano è un locale dove si trovano i colori, i sapori, la musica e l’atmosfera del Brasile.

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LUCIO CON UNA COPPIA DI
BALLERINI DI SAMBA BRASILIANA

Mia moglie Natalia Costa autrice del libro  ” Brasile in cucina”, (Ed. Gribaudo) nel quale descrive cento tra le ricette più tipiche e tradizionali della cucina brasiliana ha cura delle proposte gastronomiche, selezionando .le migliori materie prime.La nostra proposta principale è il ”  Churrasco ”  composto da antipasti tipici caldi e freddi, quindi un servizio di carni selezionate provenienti dai migliori allevamenti nazionali ed esteri cotte al grill e servite direttamente nel piatto del cliente con contorni  di feijoada, farina di manioca, poenta e patatine fritte e per finire ananas caldo alla cannela. Durante le serata un gruppo di ballerine brasiliane animano la cena. (attualmente spettacoli sospesi per la normativa covid 19). II barman Pierre prepara i suoi cocktail tropicai come  caipirinhe, moijto, marrgarita e ottime sangrie. La cantina  infine propone  bel 185 etichette di vini rinomati. Non è raro trovarsi accanto giocatori oppure artisti famosi che frequentano abitualmente  il nostro locale, quali Ronaldiho o Gerry Scotti o  Amadeus ., etc. Pur pendolando nei momenti disponibili tra Milano, Sao Luis ed Ischia , confesso  che nel lontano ottobre 1965 sono partito da Ischia , ma vi ho lasciato il mio cuore e prima o dopo ritorno a riprendermelo. Sono impaurito per la situazione attuale, i risvolti economici sono preoccupanti ma noi Ischitani siamo tosti, reagiremo con le nostre capacità, la nostra forza e la nostra fantasia, soprattutto perchè abbiamo ancora tanti sogni da vivere”.

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antoniolubrano1941@gmail.com

   info@ischiamondoblog.com

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