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Io, mio padre e il futuro di Barano: confessioni di Dionigi Gaudioso

Molta dell’attenzione la stanno catalizzando le prossime elezioni ischitane, dove c’è un clima un po’ più teso, ma si vota anche a Barano. Stiamo parlando con il futuro candidato sindaco?

«Potrebbe essere ma non abbiamo ancora deciso. C’è questa idea ma la cosa davvero importante è che il gruppo resti unito. Ci sono anche altre soluzioni, ma la mia candidatura è certamente una delle possibilità».

Si esce da un decennio caratterizzato dalla sindacatura di Paolino Buono: giudizio positivo?

«Penso proprio di sì. Ho avuto una bella esperienza con Paolino. Per cinque anni ho fatto l’assessore e sono da quattro anni l’assessore. Secondo me è stato un buon sindaco, e non dico ottimo solo perché sono di parte».

Si dice che spesso Barano abbia una sua influenza anche su quello che succede a Ischia. Se dovessi valutare quello che sta succedendo a Ischia e farti una idea sul prossimo sindaco?

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«A Ischia ho tanti amici che ambiscono alla carica di Sindaco. Secondo me è giusto così perché parliamo di amministratori che hanno anni di esperienza. Poi chi sarà a spuntare la candidatura e a vincere come sindaco non posso prevederlo. In ogni caso i rapporti, sia istituzionali che interpersonali, sono ottimi».

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De Siano sta facendo un pensierino a Ischia, probabilmente riproponendo il caularone. Il senatore però ha messo gli occhi anche su Barano. Hai conferme?

«Non so come si sta muovendo a Ischia. A Barano fa parte dell’altro schieramento e sta tentando insieme al gruppo di Giuseppe Di Meglio di costruire una lista da contrapporre alla nostra. Non so quali siano le ragioni che lo spingano ma dal nostro punto di vista cambia poco. Noi ci faremo trovare pronti, poi come si dire in questi casi vinca il migliore».

Guardando all’altro schieramento, l’asso nella manica che potrebbero giocarsi dall’altra parte adesso che la Di Scala è in consiglio Regionale?

«Non devo essere certo io a suggerire loro il nome. In questo momento non so chi possa essere il loro candidato. Noi ci dobbiamo preoccupare di fare una bella lista e penso che stiamo sulla strada giusta. Stiamo mettendo in piedi un mix di giovani con esperienze in determinati settori e persone già esperte».

Le quote rosa obbligatorie per legge sono un problema diffuso su tutta l’isola. Come ci si pone di fronte alla questione, soprattutto dopo essere passati alla storia per il “casting” organizzato da Paolino Buono per individuare un assessore?

«Per fortuna questa volta siamo a buon punto. Alcune candidature già le abbiamo individuate mentre da altre stiamo aspettando una risposta per chiudere a breve. È una novità quest’obbligo e come idea che debba essere imposto per legge non mi entusiasma. Mi rendo conto che i problemi di una donna sono maggiori: lavorano e non dimentichiamo che i bambini come punto di riferimento hanno la mamma. Ci adattiamo alla legge in ogni caso».

Chi uscirà per fare spazio alle quattro donne?

«Alle prossime elezioni il consiglio passerà da 10 a 12 quindi ci sono già due caselle libere. Inoltre qualcuno, per motivi personali, non si candiderà di nuovo. Insomma, da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi»

Quanto ha pesato essere figlio d’arte?

«Mi ha dato dei vantaggi fin da piccolo perché ho partecipato ad incontri e riunioni che mi hanno permesso di accumulare esperienza già prima di entrare nell’agone politico. Ritengo che sia un percorso importante. Sono riuscito ad avere questo vantaggio mentre altri si trovano ad affrontare una campagna elettorale o gestire la macchina operativa per la prima volta. Per me non è una novità visto che già ho fatto diverse volte questa esperienza quando mio padre faceva il sindaco o ricopriva altri incarichi».

È giusto dire che l’isola è stretta nella mossa del dualismo Ferrandino-De Siano pur con tutti i distinguo del caso? Ed è giusto dire che nonostante gli incarichi che hanno ricoperto non hanno portato alcun beneficio all’isola?

«Ho un ottimo rapporto con Giosi, ma vedendo la nostra situazione ritengo che non siamo subalterni a nessuno. Abbiamo la nostra storia, andiamo avanti per la nostra strada. Costruiamo la nostra compagine da soli e ritengo che siamo autonomi rispetto a questo dualismo».

Comune unico: confermate di essere contrari?

«Sì, perché significherebbe azzerare la nostra storia e quanto di buono abbiamo fatto. Faccio un esempio su tutti: la Barano Multiservizi. La nostra partecipata funziona benissimo. Perché allora dovrei smembrarla per creare un unicum insieme alle altre aziende dell’isola che, per giunta, sono tutte in affanno o in difficoltà?».

Quindi sei non soltanto sfavorevole al comune unico ma anche all’unione dei servizi?

«I nostri costi sono ridotti all’osso. Abbiamo una sola persona che gestisce tutto, senza impiegati e segretarie. Abbiamo solo ragazzi che lavorano duro e ai quali va il mio ringraziamento per quello che fanno ogni giorno per il nostro paese. Loro sentono l’azienda come se fosse loro. Andando a fare un’azienda così grande che deve racchiudere tutta l’isola siamo sicuri che otterremmo le stesse cose?».

Ancora elezioni a Barano: Dionigi Gaudioso o chi per lui si rivolgerà al popolo di Barano per chiedere la fiducia su quali presupposti?

«Tutto sommato fino ad ora è stato compiuto un buon percorso. Ci presentiamo alle prossime elezioni per avere una conferma. Le cose fatte? I bilanci li faremo più avanti perché da qui a maggio possiamo concludere operazioni che stiamo portando avanti. C’è una cosa della quale però sono orgoglioso: i condoni. Mentre gli altri comuni ancora devono capire come impostare la questione, noi stiamo rilasciando i condoni già da tempo. Abbiamo anticipato tutti ed i risultati sono evidenti».

Quanto negli anni la vacatio amministrativa in questo settore ha frenato lo sviluppo dell’isola?

«Da quando sono entrato come assessore all’Edilizia mi sono trovato tra le mani questo protocollo d’intesa fatto dall’amministrazione di mio padre e dall’avvocato Molinaro. Bisognava però organizzare gli uffici ed è quello che ho fatto. Oggi serve un po’ di tempo, ma rilasciamo le pratiche. Questo ci consente di incassare soldi e di muovere l’economia, ma con i problemi che ci sono con la Procura è l’unico strumento che consente al cittadino di salvare il fabbricato. La concessione edilizia in sanatoria annulla le RESA sui fabbricati che ricadono nel primo e nel secondo condono».

Cosa farà Paolino Buono da grande?

«Paolino nel prossimo gruppo può decidere di fare quello che vuole, qualsiasi ruolo. è uno della famiglia e ne farà sempre parte, sceglierà lui se candidarsi o meno».

Ci sarà il terzo incomodo come avvenne l’ultima volta con Giovanni Migliaccio?

«Non so quante liste ci saranno, non ho notizie. Siamo concentrati su di noi e sono contento della squadra che sta nascendo».

Giosi Gaudioso ha fatto la storia di Barano: perché?

«Perché ha dato tantissimo alla politica, sacrificando anche la famiglia».

Un collega politico con il quale andresti volentieri a cena ed uno che non digerisci proprio

«Tranne qualcuno con cui non ho rapporti ed è notorio (Giuseppe Di Meglio, nrd) con gli altri ho ottimi rapporti con tutti».

Cosa significherebbe per Dionigi Gaudioso diventare sindaco di Barano?

«Il coronamento di un obiettivo che mi sono prefissato da tempo e sul quale sto lavorando»

Maronti: una stagione tranquilla. Strano, no?

«E’ andata bene, sia come presenze che come pulizia del mare. Siamo contenti anche per le manifestazioni che abbiamo promosso. La sinergia pubblico/privato ci ha consentito di ospitare grandi artisti. Mai come quest’anno abbiamo dimostrato di poter essere il primo comune dell’isola»

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