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Io voglio un’isola ecologica, a Forio la tappa ischitana dell’ iovogliotour

di Isabella Puca

foto Tommaso Monti

Forio – «Io voglio un’isola ecologica, che dia importanza all’ambiente, alle tradizioni e all’artigianato del mezzogiorno. Negli anni ’50 Ischia era meta di famosi artisti, poeti del mondo e uno dei personaggi era Auden che quando veniva a Ischia diceva che era l’isola senza tempo e gettava a mare l’orologio. Da quando arrivava fino alla partenza, non voleva avere riscontro con il tempo se non con il sole, la luna e le atmosfere che si creavano giorno per giorno. Speriamo che con le nuove generazioni e con la cultura dell’ambiente si metta da parte un’isola troppo veloce a ritmo dei motori e dia valore al tempo con le passeggiate in bici e il riorno alle vecchie tradizioni». È questo il desiderio di Pasquale che si aggiunge ai  tanti desideri rilasciati dagli isolani per la tappa ischitana di “Io voglio tour” approdato a Ischia lo scorso 10 di agosto. Protagonisti sono quattro ragazzi in bicicletta e 1000 km da percorrere in 10 giorni, da Firenze a Palermo, dal 5 al 15 agosto, per raccogliere i desideri degli italiani di ogni età, professione e luogo di residenza attraverso centinaia di interviste video. unnamedÈ questo  il fulcro di IoVoglioTour, progetto nato la scorsa estate che, giunto alla seconda edizione, è approdato a Ischia grazie all’ospitalità di SudItaliaHotels. «Quando ci è stata proposta Ischia, l’idea è stata accolta di buon grado. Questo progetto è nato per unire in un’ avventura quattro amici, ma anche per attivare in chi incontravamo un pensiero altro così da metterci in contatto sul tema del desiderio. Ispirati dalla tecnica dei 101 del filosofo Igor Sibaldi, andiamo a sollecitare le persone sui loro desideri. Poi si è aggiunta l’idea del format. All’inizio era a piedi poi, quando abbiamo deciso di prendere una bella parte d’Italia, abbiamo pensato alla bicicletta elettrica. Nei video fermiamo i volti così da cogliere le espressioni, le pause e i silenzi tipici di chi pesca dentro di sè». Federico è il fondatore di un’azienda green che pianta alberi nel mondo, Silvano il direttore di una struttura per anziani, Guido un interior designer e Iacopo è un allenatore della mente e, insieme, anche quest’anno si apprestano a bissare il successo dell’estate 2015, che li ha condotti lungo un percorso di 1065 km da Trieste a Lecce, documentato day by day attraverso i social network. «Quest’anno vogliamo realizzare almeno tre desideri, abbiamo aperto una raccolta di fondi su produzioni dal basso  (https://www.produzionidalbasso.com/project/iovogliotour-2016-firenze-palermo/) che serviranno, inoltre, a sostenere il progetto». Tra i desideri espressi fin ora quello che vede la ricerca di un lavoro, ma anche la salute e il benessere; «ci ha stupiti che tanti desideri erano collegati alla collettività. Ci aspettavamo qualcosa di intimo, ma in realtà molti desideri sono aperti alla società. In tanti iniziano a capire che se stiamo bene tutti è meglio. Ad esempio il pirata di Livorno all’interno del mercato che si è aperto molto sull’amore universale, o a Ostia un guardiano di uno stabile concentrato sulla realizzazione della felicità interiore, persone come delle perle all’interno di contesti assurdi e a volte degradati. Ma anche una signora di ottant’anni che voleva l’amore. Il bello è che non ci conosciamo e già ci confidiamo; ci presentiamo in 4 sudati, sporchi, all’inizio c’è diffidenza, ma poi come si parla di desideri c’è un’apertura incredibile».foto prin E in attesa di sapere se tra i tre desideri che verranno realizzati ci sarà anche qualcuno made in Ischia, il tour è ripartito per percorrere le ultime cinque tappe: Battipaglia, Maratea, Messina, Cefalù e Palermo.  «Io voglio… – è questo, invece, il desiderio di Walter – che la nostra Ischia sia sempre più verde, sempre più attenta ai valori di un a volta, magari partendo dall’utilizzo della bici che può migliorare la vita. Voglio che le auto girino di meno facendo spazio cosi al mezzo ecologico. E quindi… Viva Ischia, viva la bici e viva il verde. È questo quello che vogliamo».

 

 

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