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Iodice: “Solo ora ci si accorge di questo schifo che avevo denunciato tre mesi fa”

Tra i più attivi nella lotta a ciò che accade nel calcio moderno, in questi ultimi tempi, è stato sicuramente il direttore generale dell’Ischia, Pino Iodice. Protagonista qualche tempo fa della denuncia a Lotito, il dirigente ischitano non è sorpreso da questo nuovo scandalo del nostro calcio. “Due o tre mesi fa – commenta il DG gialloblù – avevo scoperto un sistema che aveva al suo interno tante cose cattive e penso che si debba proseguire su questa strada. Qualcuno mi aveva tacciato di protagonismo ed addirittura ad Ischia si sono sentiti danneggiati. Al di là delle chiacchiere, che restano tali e servono soltanto a far riempire la bocca alla gente, la strada da seguire è quella della lealtà e della denuncia. Solo in questo modo il calcio può venire fuori dallo schifo che è emerso negli ultimi tempi. Ancora oggi vengono fuori delle intercettazioni che tirano in ballo questioni che già io, in passato, avevo fatto emergere e che riguardano la gestione del calcio. Ancora oggi si parla di Lotito, l’ho denunciato tre mesi fa ed ora si viene a capo di situazioni che già io avevo tirato fuori denunciando quella telefonata che dentro di sé nascondeva un vero schifo. Mi auguro che gli inquirenti, sia federali che giudiziari, possano seguire questa falsa riga e che riescano a tirare fuori tutto lo schifo che appartiene al calcio in modo da avere un futuro migliore per questo sport”. Uno scandalo, quello del calcio scommesse, che mette ancor di più in crisi il calcio di Lega Pro e che vede protagonista un’organizzazione, quella che gestisce la terza serie del nostro calcio, che più volte Iodice aveva criticato. Questo nuovo scandalo è il riflesso di una gestione della Lega che da più tempo non ha un punto di riferimento poiché si ritrova senza una persona che abbia lo spessore di gestirla. Sono state consentite troppe cattive gestioni nei club, con dirigenti per nulla degni di nota e società senza soldi che portano poi a queste pessime situazioni. La Lega Pro è diventata la fogna del calcio professionistico e invece dovrebbe essere la base, il punto di partenza verso alti livelli. Dovrebbe essere la fabbrica di talenti e invece è la fogna del professionismo a causa di pessime gestioni.  Macalli non si è mai costituito in tribunale per chiedere il risarcimento danni in tutti i casi simili precedenti, sarebbe il minimo da fare nei confronti di dirigenti e tesserati che inquinano la nostra Lega. Facciamo già fatica a vendere il prodotto, così si svilisce completamente. Laddove a carico dei tesserati si dovessero ravvisare profili di responsabilità, sarebbe giusto che la Lega Pro si costituisse parte civile per il risarcimento del danno. La Lega Pro conquista le prime pagine non per lodevoli iniziative ma sempre per scandali, fallimenti, arresti e truffe varie. Non è più possibile. Negli ultimi 20 anni la Lega Pro è stata martoriata e ha permesso che avvenissero i fatti di oggi”. Come detto, tra gli indagati c’è anche Arturo Di Napoli, lo scorso anno consulente di mercato dell’Ischia, che Iodice definisce “una persona perbene ed onesta, un serio professionista. Non ho motivo di pensare che sia stato tra gli artefici di una cosa del genere”.

DI MARIO LUBRANO LAVADERA

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