Irene Iacono: «Donne, alzate la testa e non chinatevi mai»
In occasione della Festa della Donna parla la sindaca di Serrara Fontana, unica fascia tricolore della nostra isola. Un’analisi lucida sul ruolo del gentil sesso in politica, nel mondo del lavoro e della società accompagnata da un appello e un messaggio che vuole essere anche un significativo monito. E poi…

Irene Iacono, in una giornata come questa, dedicata alla celebrazione della donna, la domanda che vogliamo rivolgere al sindaco donna dell’isola d’Ischia è la seguente: oggi il divario tra uomini e donne nei vari ambiti della società può dirsi colmato oppure esistono ancora differenze significative?
«Direi che in diversi settori questo divario è stato in larga parte ridotto e che negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti importanti. Tuttavia non possiamo affermare che la parità sia stata raggiunta ovunque. In alcuni ambiti, infatti, persistono ancora condizioni di disparità che richiedono attenzione e interventi mirati. Per questo ritengo sia necessario continuare a investire con decisione in politiche culturali e sociali capaci di promuovere una reale parità di partenza tra uomini e donne, affinché entrambi possano accedere alle stesse opportunità in tutti i settori professionali».
Secondo lei, sull’isola la proporzione tra uomini e donne nei vari ambiti della vita sociale e professionale rispecchia più o meno quella del resto del Paese oppure qui esistono caratteristiche particolari, in positivo o in negativo?
«Se si osserva la situazione con uno sguardo complessivo, direi che anche sul nostro territorio permane ancora una certa sproporzione. Alcuni settori risultano infatti prevalentemente occupati da uomini, mentre alle donne continuano a essere spesso associati ruoli che rientrano negli stereotipi di genere. Allo stesso tempo, però, negli ultimi anni si registrano segnali incoraggianti. Penso soprattutto all’ambito politico: è vero che normative come quelle sulle cosiddette “quote rosa” hanno favorito l’ingresso delle donne nelle istituzioni, ma oggi si assiste anche a una crescita reale della presenza femminile nelle scelte economiche, politiche e sociali che riguardano il territorio isolano. E poi…».
E poi?
«Sempre più donne ricoprono posizioni di responsabilità e ruoli apicali in diversi settori: nella scuola, nella politica, nella sanità, nelle professioni legali e in molti altri ambiti. È ormai frequente confrontarsi con dirigenti, professioniste e amministratrici che contribuiscono in modo determinante allo sviluppo della comunità».
Le faccio una domanda alla quale le chiedo di rispondere con la massima sincerità, mettendo al bando la diplomazia: quanto è più difficile indossare la fascia tricolore ed essere sindaco quando si è una donna? Qual è stata la sua percezione personale?
«La percezione diffusa, spesso ancora radicata nel sentire comune, è che l’essere donna porti con sé caratteristiche come la mitezza, la gentilezza e una certa disponibilità all’ascolto. Qualità che, paradossalmente, in politica talvolta possono essere interpretate come segni di debolezza o di minore capacità decisionale. In realtà questa convinzione può essere facilmente smentita con il lavoro quotidiano. Impegnarsi seriamente, dimostrare professionalità, concretezza e determinazione permette giorno dopo giorno di superare questi pregiudizi. È proprio attraverso l’azione sul campo, con responsabilità e impegno costante, che si può dimostrare come la sensibilità e la fermezza possano convivere perfettamente nella guida di un’amministrazione».
Nel corso della sua vita si è mai sentita discriminata, sia come donna sia come figura politica?
«No, discriminata mai. Piuttosto, in qualche occasione può essere capitato di essere sottovalutata. Ma si tratta di situazioni che, con il tempo e con il lavoro, si riescono a superare».
Qual è il messaggio che oggi Irene Iacono, come donna, madre e sindaco di Serrara Fontana, desidera rivolgere a tutte le donne?
«In occasione della Giornata della donna il mio augurio è che ogni donna possa dedicarsi a ciò che realmente ama fare. È fondamentale investire nella propria formazione e nel proprio percorso di crescita, perché attraverso lo studio e la consapevolezza si possono realizzare i propri desideri e costruire il proprio futuro. Mi auguro che ogni donna possa realizzare ciò che la rende davvero felice, senza restare intrappolata in dinamiche di genere negative o limitanti, quelle che impediscono di valorizzare appieno le proprie capacità. Il punto non è diventare simili agli uomini, ma riconoscere e valorizzare ciò che rende unica ogni donna. Le differenze esistono e fanno parte della nostra natura: ognuno possiede caratteristiche, punti di forza e fragilità diversi. Proprio per questo credo che la questione di genere non debba essere affrontata con l’obiettivo di uniformare uomini e donne, ma piuttosto di permettere a ciascuno di esprimere pienamente se stesso. L’augurio più sincero è quindi quello di essere autentici, di restare fedeli alla propria identità e soprattutto di trovare la propria felicità. Però…».
Però?
«Non sempre questo si realizza nella quotidianità, purtroppo questo è un dato di fatto inconfutabile. Anche su un’isola che spesso viene immaginata come un luogo felice e privilegiato, esistono situazioni familiari difficili. Ho avuto modo di constatare personalmente che molte donne continuano a vivere condizioni di sofferenza, subendo violenze verbali, psicologiche o fisiche. La cosa più dolorosa è che, in alcuni casi, anche i minori sono costretti ad assistere a scene di violenza all’interno delle mura domestiche. Per questo il mio augurio va non solo alle donne, ma a tutta la società: uomini e donne insieme devono impegnarsi per far rinascere relazioni più sane, basate sul rispetto reciproco. La violenza, sia verbale sia fisica, non deve mai essere una risposta. Esistono strumenti molto più efficaci e civili per affrontare i conflitti: il dialogo, il confronto, la capacità di ascoltarsi. Solo così si possono risolvere le difficoltà che inevitabilmente nascono nei rapporti umani. Alle donne, infine, voglio dire una cosa molto semplice ma fondamentale: abbiate sempre il coraggio di alzare la testa e di non chinarsi mai».







