Ischia: 70 mila abitanti, 22 lingue diverse e 6 dialetti in buona salute

Ischia – «Il dialetto gode uno stato di saluto ottimo e non solo in Italia». È stata questa la frase di partenza dell’intervento del professor Ugo Vuoso che ha presentato nella sua relazione uno spaccato sul dialetto tra passato e futuro. «I dialetti italiani vivono ancora soprattutto nell’oralità, soprattutto nello scambio familiare, nell’intimità del domestico. Il discorso dei dialetti riguarda l’identità e i dialetti italiani vivono ancora un vissuto da una parte funzionale, quotidiano e poi c’è uno aspetto letterario interessante tra teatro e letteratura». I dialetti cambiano, lo insegna la sociolinguistica, noi non pariamo, infatti, come i nostri nonni, molti lemmi non li conosciamo neppure e, invece, gli ischitani immigrati in terre lontane continuano a utilizzare determinate parole grazie alla memoria storica. «C’è adesso la possibilità di accedere alla memoria storica attraverso video e registrazioni; le prime testimonianze di dialetto ischitano sono state registrate a New York. Qui sull’isola i dialetti sono vivissimi, su 70 mila residenti una parte sono immigrati; si parlano 22 lingue diverse e 6 dialetti e mezzo diversi, quindi, quotidianamente sull’isola, si parlano circa 28 lingue». Eppure, il dialetto, sembra la lingua per accedere a una comunicazione più ampia anche tra gli stranieri che, ormai da anni, risiedono sull’isola. «Nel 1861, con l’Unità d’Italia solo il 3% della popolazione parlava italiano, negli anni ’50 e ’60 sono la letteratura e la televisione che contribuiscono alla diffusone dell’italiano; è Mike Buongiorno che ci aiuta a costruire una lingua non letteraria comune. Nel 1961, a Ischia, solo un terzo delle case ha il bagno in camera e tutti parlano dialetto». Il dialetto continua ancora oggi a essere utilizzato nonostante le 22 lingue come lingua madre; un fatto certamente interessante che la dice lunga sulla nostra lingua. «Esistono due tipi di lingue quella del fare e quella dell’essere. Il dialetto è una lingua dell’essere esprime un modo sincero con gli altri, una relazione con una tradizione e un modo autentico di essere comunità». ISPU




