CRONACA

Ischia, ad agosto c’è più movida: arriva la deroga per la Riva Destra

Il sindaco Enzo Ferrandino firma un’ordinanza che estende alle 3 di notte il termine massimo per le emissioni sonore per il solo mese in corso: ma andranno rispettate una serie di prescrizioni

Una nuova ordinanza tesa a disciplinare un settore sempre più complesso come quello della movida e che vede ormai due fronti chiaramente e decisamente contrapposti: da una parte quelli che almeno nel periodo di alta stagione vorrebbero divertirsi e tirare l’alba senza farsi mancare nulla (con tanto di contorno di emissioni sonore, evidentemente) e chi invece – siano essi residenti che turisti, con i secondi più giustificati dei primi – che desiderano la tranquillità ed il silenzio necessario per poter riposare nella fascia oraria notturna. Un dualismo perpetuo e senza fine, esigenze agli antipodi che il sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino ha provato a far conciliare con una nuova ordinanza che segue e in parte corregge quella emessa sulla delicata materia lo scorso 28 giugno.

Di fatto, il primo cittadino, dispone che “in deroga a quanto previsto nelle ordinanze n. 50 del 23 aprile 2019 e n. 89 del 28 giugno 2019, che tutti gli esercizi pubblici dislocati in via Porto- località Riva Destra, che svolgono anche attività di intrattenimento musicale (dal vivo, mediante l’uso di apparecchi meccanici ed elettronici, mediante l’impiego del disc jockey) per l’intero mese di agosto potranno proseguire l’attività di intrattenimento musicale e danzante fino alle 3.00 previa presentazione di SCIA temporanea per il solo mese di agosto, con allegata perizia di tecnico abilitato attestante che l’impianto elettroacustico dell’esercizio in questione non superi le emissioni acustiche stabilite dalle delibere del commissario ad acta n. 1 e 2/2003”.

I gestori di attività ubicate in zona porto dovranno presentare una SCIA temporanea, con annessa perizia di tecnico abilitato che attesti che le emissioni sonore non superino i limiti previsti dalle delibere firmate nel 2003 dall’allora commissario ad acta

Insomma, si potrà ballare più a lungo nel mese più “caldo” dell’anno, quella in cui Ischia si riempie di turisti e tra questi anche tanti giovani che vogliono godersi la notte fino alle prime luci dell’alba. Attenzione però a mantenersi nei limiti di quanto dispone l’ordinanza perché il primo cittadino ricorda altresì che “le violazioni al presente provvedimento saranno punite con le modalità previste dal vigente ‘regolamento comunale delle sanzioni amministrative per la violazione ai regolamenti e alle ordinanze sindacali… salvo che il fatto non costituisca reato ai sensi degli articoli 650 e 659 del codice penale. Se le violazioni degli obblighi e dei divieti previsti nella seguente ordinanza sono reiterate e determinano grave pericolo per la sicurezza urbana o per l’igiene pubblica, ovvero causano notevoli alterazioni della circolazione stradale, può essere disposta, con provvedimento sindacale, l’immediata sospensione dell’attività per un periodo da 10 a 20 giorni. Se la violazione si verifica per attività che si svolgono su suoli o spazi pubblici dati in concessione, la concessione stessa può essere revocata”.

Nella parte introduttiva del dispositivo dallo stesso firmato, Enzo Ferrandino lascia intendere che lo stesso scaturisce da una serie di fattori. In primis, le richieste pervenute presso la casa comunale dalle associazioni di categoria, ma anche la considerazione che “l’amministrazione comunale riconosce l’importante ruolo sociale ed economico svolto dai pubblici esercizi dislocati nella zona di Ischia Porto-località Riva Destra, in quanto con la loro presenza e offrendo piccoli intrattenimenti contribuiscono alla valorizzazione turistica del territorio”.

Circostanza questa che ha indotto il primo cittadino ad allargare la forbice dell’orario di chiusura, per quanto solo in presenza di determinati requisiti. Dal palazzo municipale di via Iasolino, attraverso una serie di atti scaglionati e relativi anche ai diversi periodi dell’anno solare, Enzo Ferrandino e l’amministrazione ritengono di aver trovato un giusto compromesso. L’anno scorso, in effetti, si suonava fino alle 5 del mattino ma allo stato dell’arte chiudere i battenti (pardon, la musica) troppo presto specialmente in pieno agosto non sarebbe stato il massimo della vita.

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