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Ischia Ambiente, da Capuano veto sul nuovo statuto

di Corrado Roveda

 

ISCHIA. Vincenzo Capuano ha posto il veto. La bozza del nuovo statuto di Ischia Ambiente non piace al presidente di Ischia Ambiente. «Va ampiamente rivisto in alcuni passaggi chiave. Tocca a lui provvedere per il ruolo che ricopre» spiegano dalla maggioranza aprendo di fatto una fronda polemica sul progetto messo a punto a metà settembre da Pierluca Ghirelli.

Sono due i punti sui quali non c’è accordo. Il primo ostacolo riguarda le mansioni che andrebbero assegnare ai tre direttori tecnici della nascitura super partecipata comunale. Come raccontato in anteprima dal Golfo, il disegno sulle partecipate al varo della maggioranza prevede la scomparsa di Ischia Risorsa Mare e Genesis e l’assegnazione delle aree di competenza a Ischia Ambiente.

La nuova partecipata avrebbe quindi tre teste: la prima con missione Igiene Ambientale, la seconda con missione Risorsa Mare e la terza con missione Tributi. A capo di ognuna delle tre aree andrebbe selezionata una figura, quella del direttore tecnico. Il problema nasce perché nella bozza di statuto proposta da Ghirelli le mansioni assegnate ai tre sarebbero non solo troppo estese, finendo per accavallarsi con quelle del CdA, ma anche eccessivamente specialistiche. Su questo punto starebbe lavorando Capuano nel tentativo di trovare un equilibrio tra le aspettative dei singoli, le spinte dei gruppi della maggioranza e le esigenze della collettività.

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L’altro grande punto interrogativo riguarda i costi di gestione. Eggià, perché pare proprio che la nuova super partecipata potrebbe avere costi insostenibili, se così strutturata. «Non avrebbe senso, questo progetto ha come priorità la riduzione dei costi e l’abbassamento della pressione tributaria. Se vogliono farlo passare così ci opporremo» spiegano alcuni dei consiglieri vicini all’attuale sindaco.

Altro grande punto interrogativo è il passaggio per il consiglio comunale, obbligo tutt’altro che formale necessario per approvare l’eventuale nuovo statuto della partecipata. C’è più di qualcuno disposto a scommettere che, qualora si passasse a breve per il consiglio comunale, la maggioranza rischierebbe di finire sotto.

Sono i numeri a raccontarlo, del resto. Attualmente Giosi Ferrandino può contare sui voti certi di sette consiglieri. Gigi Mollo ha votato contro alle proposte della maggioranza negli ultimi due consigli comunali. Gianluca Trani è passato già da tempo all’opposizione, dove già si trovavano Carmine Bernardo, Ciro Ferrandino e Salvatore Mazzella. Certo, si potrebbe pensare che con il club degli astenuti a vita composto da Giorgio Balestriere e Gennaro Scotti la maggioranza possa blindare il voto. Ma siete davvero sicuri che non possa esserci qualche franco tiratore tra i tanti che, dopo aver preso la tessera del Pd per far contento il sindaco, adesso si sono dichiarati indipendenti?

 

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