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Ischia Ambiente e l’incarico da 10.000 euro

di Gaetano Ferradino

ISCHIA – Forse siamo già in campagna elettorale, o forse no. Ma è chiaro che in molti intravedono un’operazione decisamente molto più vicina alla prima ipotesi. Tutto nasce da un avviso pubblico della società partecipata Ischia Ambiente, nel quale si comunica che la stessa “in esecuzione di quanto previsto dal modello di gestione organizzazione e controllo previsto dal D.Lgs 231/2001, deve individuare, previa selezione pubblica, il presidente dell’organismo di vigilanza”. Si aggiunge poi che l’OdV sarà costituito da due membri di cui uno interno all’azienda e che “l’incarico avrà durata di 36 mesi a decorrere dal conferimento dello stesso. L’affidamento comporta lo svolgimento di tutte le attività previste dal D.Lgs. 231/2001 inerenti i compiti dell’organismo di vigilanza secondo quanto esplicitato dalla specifica procedura del modello di Ischia Ambiente spa”.

Un incarico che però, si badi bene, rischia di essere decisamente appetibile, perché i componenti del predetto organismo dovranno riunirsi presso la sede della Ischia Ambiente non meno di una volta ogni tre mesi, provvedendo alla redazione di verbali che dovranno essere resi noti agli organi della società, ma proprio nella parte finale dell’avviso si legge anche che “il compenso annuale è quantificato in euro 10.000 oltre oneri di legge”. Non certo bruscolini, insomma, siamo davanti ad un incarico in grado di scatenare diversi “appetiti” ma che parimenti non mancherà di suscitare qualche perplessità e le immancabili polemiche attorno ad un’azienda che più volte in passato è stata accusata di una gestione tutt’altro che virtuosa e caratterizzata da sprechi.

E allora, nell’attesa di capire gli sviluppi e la piega che prenderanno gli eventi, approfittiamone anche per dare qualche suggerimento ai più distratti o ai meno informati, visto che l’avviso – ma anche questo non stupisce affatto – non è certo stato pubblicizzato come si conveniva. La domanda, redatta in carta semplice, deve essere indirizzata a Ischia Ambiente spa, via Morgioni 92 (80077 Ischia, Napoli) e fatta pervenire entro e non oltre il prossimo 22 settembre, previa consegna a mano o tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. In busta, naturalmente, rigorosamente chiusa e recante sulla parte esterna la dicitura “Non aprire, contiene domanda per la selezione del presidente dell’organismo di vigilanza ai sensi del D.lgs 231/2001”. Nella domanda il candidato dovrà dichiarare sotto la propria responsabilità cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, cittadinanza, residenza ed eventuale domicilio, iscrizione nelle liste elettorali, idoneità fisica all’impiego, il possesso dei requisiti generali e professionali richiesti, l’assenza di condanne penali riportate, l’indirizzo pec presso cui trasmettere ogni eventuale comunicazione e il consenso all’utilizzo dei dati personali. Ovviamente alla domanda dovrà essere allegato un curriculum accompagnato dal documento di identità del sottoscrittore.

Non possiamo tralasciare, naturalmente, la sezione relativa alle modalità con cui sarà nominato il “fortunato” vincitore della selezione. L’avviso spiega che “la valutazione delle domande sarà effettuata da una commissione composta da due componenti esperti del settore, nominati, sulla scorta della esperienza professionale e/o didattica e/o scientifica, dal presidente della Ischia Ambiente spa” e poi si aggiunge che la commissione valuterà i candidati tenendo conto “dei titoli di studio e/o di specializzazione e/o professionali e/o di corsi di qualificazione posseduti dal candidato, tenendo conto della loro attinenza con l’incarico da svolgere; dell’esperienza professionale e didattico-scientifica posseduta e documentata dal partecipante negli ambiti materiali attinenti l’incarico da svolgere, assegnando particolare rilievo all’esperienza maturata rispetto al funzionamento delle società pubbliche; dell’esperienza professionale posseduta e documentata dal candidato in ambiti materiali analoghi rispetto all’incarico da ricoprire, tenuto conto del grado di attinenza”.

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E’ chiaro che, in casi del genere, e comunque tenuto conto di una valutazione discrezionale da parte della società, non mancheranno i “malpensanti” che già pensano ad un vestito cucito su misura per il “Mister X” di turno e nello specifico possono – almeno relativamente aiutare i requisiti professionali che vengono richiesti agli aspiranti candidati sempre nell’avviso in questione. Il presidente dell’organismo di vigilanza deve essere in possesso di “laurea in scienze giuridiche e/o economiche, comprovata esperienza professionale e/o didattica e/o scientifiche in materia di società pubbliche e di servizi pubblici; comprovata esperienza professionale e/o didattica in ambito D.Lgs 231/2001; possesso di formazione specifica correlata alle competenze di tipo tecnico-professionale connesse allo svolgimento dell’incarico assegnato”.

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