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Ischia Ambiente e il furto di carburante, i quattro indagati saranno processati

Il Gip del Tribunale di Napoli, dottoressa Roberta Attena, ha reso nota in giornata la sua decisione. L’udienza preliminare, svoltasi ieri mattina e relativa alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Salvatore Mazzella, Andrea Sorice, Emiddio Ungaro e Ciro Cenatiempo, si è conclusa con il rinvio a giudizio di tutti e quattro gli indagati, che saranno processati dinanzi la Quarta sezione del Tribunale di Napoli,  collegio c. La prima udienza è stata fissata per il 22 marzo 2018. I quattro sono accusati di furto, abuso d’ufficio, ricettazione e incauto acquisto, ipotesi di reato legate alla presunta illecita sottrazione di carburante ai danni della società partecipata al 100% dal Comune, Ischia Ambiente, che gestisce il servizio di nettezza urbana sul territorio dell’ente di via Iasolino. Durante l’udienza di ieri sono state ammesse le costituzioni di parte civile del Comune di Ischia, rappresentato dall’avvocato Michele Calise, e della stessa Ischia Ambiente Spa, difesa dall’avvocato Amendola. La richiesta di rinvio a giudizio fu depositata l’estate scorsa dal pubblico ministero Stefania Buda nei confronti dei quattro indagati. Tra di essi, Ciro Cenatiempo è attualmente consigliere comunale di minoranza nel civico consesso ischitano, del quale ricopre anche la carica di vicepresidente vicario. Il Comune dunque per tutelare la propria posizione si ritrova contro un proprio rappresentante politico, seppur facente parte dello schieramento d’opposizione.

FURTO. Le contestazioni del pubblico ministero sono legate a fatti risalenti a circa quattro anni fa.  Secondo l’accusa il furto di benzina sarebbe stato perpetrato tramite  un accordo tra Ciro Cenatiempo, che all’epoca rivestiva il ruolo di direttore di Ischia Ambiente, e Salvatore Mazzella, magazziniere della stessa società. Come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, Mazzella è accusato di furto perché «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, al fine di trarne profitto, con abuso di prestazione d’opera derivante dal suo incarico di magazziniere presso “Ischia Ambiente Spa” (e del conseguente possesso delle chiavi di accesso dell’autoparco sito in località Piedimonte presso Barano d’Ischia, presso il quale avveniva il rifornimento di carburante degli automezzi della società) s’impossessava del carburante destinato al rifornimento dei mezzi della società predetta, incaricata del servizio di trasporto rifiuti per poi rivenderla a terzi, cagionando, per il solo periodo effettivamente accertabile (da agosto a dicembre 2013) attraverso comparazione con gli stessi mesi dell’anno successivo, un danno patrimoniale di rilevante gravità pari a Euro 21.640,76».

ABUSO D’UFFICIO. C’è anche l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, in concorso, per Mazzella e Cenatiempo, «perché in esecuzione del medesimo disegno criminoso, il primo nella qualità di Direttore di Ischia Ambiente (incaricato di pubblico servizio), il secondo quale istigatore e beneficiario, in violazione di norme di legge o di regolamenti, il Cenatiempo non adottando alcun provvedimento in merito alla vigilanza del deposito di carburante né avviando alcuna indagine interna e conseguente procedimento disciplinare, nonostante le ripetute segnalazioni di furto del carburante, provenienti dai dipendenti (in particolare Annunziata Dario) e dalle autorità comunali (in particolare il Sindaco Ferrandino Giuseppe), desumibile in conseguenza di anomali ammanchi di carburante, intenzionalmente procurava al Mazzella Salvatore l’ingiusto vantaggio patrimoniale di cui al reato di furto, nonché a sé il vantaggio patrimoniale consistente nel rimessaggio gratuito e nelle riparazioni della imbarcazione da diporto, dallo stesso utilizzata, che veniva regolarmente effettuato (a partire dal 2009) presso il Cantiere navale del padre di Mazzella Salvatore».

RICETTAZIONE E INCAUTO ACQUISTO. Nei confronti di Andrea Sorice, l’accusa è di ricettazione, perché «al fine di assicurare a sé ed altri un profitto, in occasione della propria attività di titolare di falegnameria, con la consapevolezza della illecita provenienza del carburante lo riceveva dal Mazzella Salvatore per rivenderlo a terzi ed effettivamente lo rivendeva a terzi». Infine, a Emiddio Ungaro viene contestato l’incauto acquisto di cose di sospetta provenienza «perché, senza averne prima accertata la legittima provenienza, acquistava dal Mazzella Salvatore e dal Sorice Andrea il carburante provento del furto». Il processo, dunque, partirà nel secondo giorno di primavera, tra poco più di tre mesi.

Francesco Ferrandino

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