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“Ischia, appunti di viaggio”, presentato al Lucignolo il libro di Barbara Beni

Dalla redazione

Foto Giacomo Masoni

 

Forio – “L’isola ha un ritmo diverso, più viscerale. Ha un periodo di vitalità estrema, la stagione e poi tutto il resto. Durante i mesi di tutto il resto sull’isola si vive in una maniera che noi cittadini abbiamo dimenticato. Fuori stagione è dentro la vita. Tutti quei luoghi dove in stagione si fa fatica ad andare, diventano facilmente accessibili. Prendersi un caffè al bar sul porto, vuol dire leggere in pace senza essere distratti dal continuo afflusso di persone. Le chiacchiere non hanno limite, non c’è fretta, non esiste l’urgenza, la vita scorre e noi con lei”. E’ iniziata con la lettura di alcuni brani la presentazione del primo libro di Barbara Beni “Ischia appunti in viaggio, ricordi emozioni, andate e ritorni”. Svoltasi martedì scorso al Lucignolo Dolce Vita ha visto la presenza di tanti amici dell’emozionata scrittrice, ma soprattutto tanti curiosi che hanno voluto saperne di più su quella che non è una guida, ma un libro scritto da chi l’isola la ama e la conosce bene. A dare il benvenuto agli ospiti Pasquale Elia, «ognuno di noi oggi percepirà quant’è bella la nostra isola e quanto dobbiamo amarla sempre di più. Grazie a tutti di essere qui». E’ iniziato con un applauso a Nino Masiello l’intervento dell’onorevole Franco Iacono che ha ricordato come libri come quelli scritti da Masiello e quest’ultimo di Barbara Beni facciano bene all’isola, «libri come questi, scritti da innamorati dell’isola, fanno bene anche agli ospiti. Fa bene sentire, ancora oggi, gente innamorata della nostra isola. Questa sensibilità aiuta a recuperare il valore della bellezza, ultimo valore a cui possiamo attaccarci se vogliamo salvarci». Questi appunti non si presentano come  una guida, né come un programma di viaggio, ma come una raccolta di parole e di foto scattate con gli occhi del cuore, un souvenir emozionale. «Dopo 25 anni a organizzare viaggi – ha spiegato l’autrice – mi sono allenata a  conoscere i luoghi sentendoli raccontare dalle persone che incontravo. Questo mi ha dato il loro punto di vista, tra modi di dire, cose da mangiare o negozietti dove comprare qualcosa di carino. Ho conosciuto bene l’isola, frequentandola, vivendola, riuscendo così a conoscere diversi aspetti che da lontano non riuscivo a vedere. Ero a casa a Firenze lo scorso inverno, dopo aver deciso di licenziarmi dal vecchio lavoro, e l’occhio mi è caduto su alcuni carnet de voyage e ho pensato di prendere delle foto mie, di rielaborarle in modo che evocassero la sensazione di un luogo ed è nata così, banalmente. Farla su Ischia è stato il primo pensiero, ero appena rientrata e Ischia era viva in me». Dopo aver fatto un menabò a mano è stato Pasquale Elia a incoraggiare Barbara ad andare avanti ed oggi il libro è realtà . Sin dalle prime pagine si legge dell’isola tra verità e fantasia, come quando l’isola appare come un trapezio, o meglio, così come le fu raccontato da un marinaio durante un giro dell’isola in barca, un cono gelato rovesciato. Questo è solo uno degli aneddoti che dettano il tempo del libro, «un altro degli incontri fondamentali è stato per me quello con una signora che gestisce un centro estetico. Mi disse della sua fede e del fatto che a causa del tanto lavoro non riuscisse più a pregare. Un frate le disse che “ il lavoro è preghiera” e quella frase mi colpì, ero in un momento in cui mi domandavo il senso del mio lavoro che ormai non mi appagava più. Fare una cosa appassionandosi è versare bontà nel mondo». Presente in sala anche la dott.ssa Stefania Regine del centro antiviolenza “non da sola”, all’intera equipe che opera sui territori di Ischia e Procida sarà devoluta una parte del ricavato del libro, «esiste una questione legata all’esser donne ed è una cosa che va affermata. Credevo che il femminismo fosse anacronistico che tutte quelle lotte non fossero più nostre, ma mi sbagliavo, oggi più di allora. Bisogna tornare in prima linea e mi piace che il libro possa seminare del buono intorno materialmente». Tra un applauso, un timbro colorato e una dedica, la serata si è conclusa con un aperitivo a metà tra Ischia e la Toscana, regione d’origine dell’autrice. «Mi è piaciuto tanto scrivere questo libro, mi piacerebbe fare Procida e la costiera Amalfitana, la Sicilia, la Sardegna, ma per ora mi godrò ancora un poco Ischia e questo indimenticabile momento».

 

 

 

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