Ischia, arrivano i tirocini: ma la paga di 3.80 euro l’ora!

Probabilmente è una di quelle iniziative che aveva all’origine nobili finalità, il problema è che però corre il serio rischio di avere un effetto boomerang e questo al netto di quelle che sono le solite perplessità che restano dinanzi all’operazione portata a compimento. Lascia infatti parecchi dubbi la delibera n. 31 votata lunedì scorso dal sindaco Giosi Ferrandino e dagli assessori Rosanna Ambrosino e Paolo Ferrandino. L’oggetto non è, per i non addetti ai lavori, dei più chiari: “Progetto sperimentazioni di opportunità nella rete welfare locale, azioni, tirocini ed ambiti di applicazione Regione Campania d.r.g. 243/2013. Indirizzi”. Di fatto primo cittadino ed assessore hanno deliberato di “approvare l’attivazione di n. 42 tirocini di inserimento e reinserimento lavorativo, della durata di tre mesi cadauno, di cui alla DG 243/2013 della Regione Campania ed all’azione come approvata nell’integrazione al progetto, da attuare all’interno delle articolazioni organizzative comunali per l’acquisizione di competenze in merito alle attività ed ai servizi erogati dall’ente locale”. Per la cronaca, dal palazzo municipale di via Iasolino hanno demandato al coordinatore dell’Ufficio di Piano la definizione di tutti gli atti per attuare la delibera in questione. La spesa per l’attuazione progettuale è stata stimata in 52.000 euro.
Già, il vil denaro. Ed è proprio qui che cascherebbe l’asino, come si dice in gergo. A prescindere dal fatto che un’iniziativa del genere prima delle elezioni può “puzzare di bruciato”, il vero problema è però un altro. Secondo una serie di conteggi realizzati anche con l’ausilio di esperti del settore non legati al tessuto isolano (e dunque verosimilmente non di parte nelle loro valutazioni) la paga che toccherà ai prescelti è da vero e proprio sfruttamento. Parliamo infatti di 3.80 euro l’ora, roba da far venire i brividi. Ma per fare chiarezza bisogna partire dall’inizio e spiegare innanzitutto cosa si intende per tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro secondo la normativa vigente: gli stessi sono finalizzati alla realizzazione di percorsi di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro e sono destinati principalmente a disoccupati (anche in mobilità) e inoccupati. Questa tipologia di tirocini è altresì attivabile in favore di lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione,
sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l’erogazione di ammortizzatori sociali. I tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro sono inoltre attivabili in favore di disabili di cui all’art. 1, comma 1, della legge n. 68/1999, persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381/1991 nonché richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.
Scendendo nello specifico, e dunque andando a guardare quella che è la delibera 31/2017 votata e licenziata dalla giunta municipale di Ischia, è lecito immaginare che tra i beneficiari potrebbero esserci sicuramente quei padri di famiglia che già fruivano dei voucher lavorati del valore di 7 euro l’ora. Il che vuol dire, facendo due calcoli, che con i progetti di tirocini del Comune di Ischia riceveranno circa 400 euro al mese a fronte di 24 ore lavorative settimanali. Tradotto in soldoni il loro compenso orario scenderà da 7 a 3.85 euro l’ora.
Ma non è tutto, perché bisogna tenere in debita considerazione anche alcuni altri aspetti. Il primo è una premessa fondamentale ed imprescindibile e riguarda la circostanza che per attivare i tirocini occorre la presenza di almeno due soggetti: il soggetto promotore o promotore (che spesso è anche il soggetto finanziatore) del tirocinio ed il soggetto ospitante dello stesso. Caratteristica e funzione del “promotore” è che deve essere in grado di guidare il processo del tirocinio e di garantirne il buon funzionamento. Il soggetto promotore individua un suo tutor che segue il tirocinante in azienda e si interfaccia con l’azienda.
Poi abbiamo il soggetto ospitante che accogli il tirocinio nella sua organizzazione aziendale e nomina un suo tutor che segue il tirocinante, ogni tutor può seguire massimo 4 tirocinanti. Ne consegue che ciascun tirocinante avrà due tutor, uno del soggetto promotore e l’altro del soggetto ospitante.
E’ vero, siamo scesi troppo nel tecnico e ce ne scusiamo, ma i passaggi erano tutti doverosi e necessari per accendere i riflettori su un’altra circostanza, quella che fa sì che all’interno della delibera oggetto di discussione non si riesca ad individuare un idoneo soggetto promotore quale ad esempio agenzie Regionali per l’impiego, strutture di collocamento individuate dalle Regioni, Università e Istituti di Istruzione Universitaria, Provveditorati agli Studi, Scuole statali e non statali che rilasciano titoli di studio con valore legale, Centri pubblici di formazione e/o orientamento o centri a partecipazione pubblica o in regime di convenzione con la regione o la provincia (come ad esempio gli enti organizzatori di corsi FSE), Comunità Terapeutiche e Cooperative Sociali, Servizi di inserimento lavorativo per disabili gestiti da enti pubblici delegati dalla Regione, Istituzioni formative private non aventi scopo di lucro specificatamente autorizzati dalla Regione.
Tutto questo, dunque, lascia intendere che – dopo essersi dovuti districare in mezzo ad una serie di interminabili riferimenti a delibere, determine e prese d’atto presenti nella 31/2017 – si sia individuato quale soggetto promotore l’Ufficio di Piano e quindi l’Ambito Sociale N13 con Ischia nei panni di Comune capofila. E questo farebbe presentare una grave criticità che si profila sotto i canoni dell’incompatibilità, dettata dal fatto che il Comune di Ischia sia al contempo sia soggetto promotore (come Ambito Sociale) che soggetto ospitante, incompatibilità data dalla sovrapposizione delle funzioni di controllore e controllato al medesimo soggetto. Tutto questo fa passare quasi in secondo piano la circostanza che ci si potrebbe trovare dinanzi ad un escamotage per evitare assunzioni di personale, riassumibile in un esempio chiaro anche ai lettori meno attenti: Se fosse una azienda a promuove dei tirocini finanziandoli a 400 euro al mese e poi la stessa accogliesse i tirocinanti all’interno della sua stessa struttura lavorativa sarebbe una palese violazione degli obblighi di assunzione del personale dettati della normative del lavoro vigenti.




