Ischia Calcio: al Mazzella la protesta degli ultras contro i ritardi allo stadio

“Date prorogate, promesse mancate. Incapaci.” È questo lo striscione che campeggia sugli spalti e che sintetizza la rabbia dei tifosi dell’Ischia Calcio. Una rabbia che non nasce oggi, ma che affonda le radici in due anni di rinvii, varianti di progetto e promesse evaporate.
Due mesi fa era stato assicurato che per il 21 dicembre 2025 la tribuna sarebbe stata pronta. Invece, i lavori procedono a rilento, tra proroghe e silenzi imbarazzanti. Il 21 dicembre 2024 doveva segnare una svolta. Un anno dopo, siamo ancora qui: stessi ritardi, stessa incapacità.
Lo stadio non è solo cemento e seggiolini: è identità, appartenenza, rispetto. Tenerlo ostaggio di ritardi e improvvisazione significa mancare di rispetto a un’intera comunità. E mentre le scadenze scivolano, nessuno ci mette la faccia. Nessuno risponde. Nessuno decide. Questo è quanto denunciato dai tifosi gialloblù nell’ultima partita vinta al Mazzella in rimonta per 2-1 con la Nocerina .
Gli ultras lo dicono chiaro: “L’unica opposizione politica a Ischia si fa allo stadio.” Sugli spalti, dove la memoria è lunga e le promesse non si archiviano. Dove contano i fatti, non i comunicati.
Il 21 dicembre resterà una data. Non quella delle inaugurazioni, ma quella del promemoria pubblico: un promemoria dell’incapacità di chi amministra. Insomma una protesta forte che non può restare inascoltata.




