CRONACAPRIMO PIANO

Una domenica da incubo

Il ponte del 1° maggio avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova per l’isola ma sui collegamenti marittimi il risultato è stato disastroso. Lunghe code agli imbarchi, ritardi siderali e turisti, residenti e pendolari letteralmente inferociti. Tutte (o quasi) le cause di una brutta debacle

Il ponte del Primo Maggio avrebbe dovuto rappresentare una sorta di banco di prova per l’isola d’Ischia e, in particolare, per la tenuta dei servizi destinati a residenti e turisti. Avrebbe, appunto. Il responso, però, è tutt’altro che positivo. Anzi, al di là dei numeri incoraggianti legati alle presenze, il sistema nel suo complesso ha mostrato più di una crepa (ad essere generosi). Sul fronte dell’accoglienza, infatti, i dati parlano chiaro: secondo Federalberghi, l’occupazione delle strutture ricettive – tra alberghi, B&B ed extralberghiero – ha superato il 90%, confermando un’affluenza da tutto esaurito. Un risultato importante, che però resta isolato all’interno di un contesto generale segnato da disservizi e criticità diffuse. A pesare maggiormente è stata la gestione dei collegamenti marittimi, messi a dura prova da un afflusso straordinario di passeggeri, veicoli e mezzi a due ruote. Le operazioni di imbarco e sbarco si sono inevitabilmente rallentate, generando ritardi a catena che, con il passare delle ore, si sono trasformati in un vero e proprio effetto domino. Il risultato è stato un progressivo accumulo di disagi, sfociato in momenti di forte tensione soprattutto nelle ore serali. Situazione particolarmente delicata nei porti di Ischia e Napoli, dove si è reso necessario anche l’intervento delle forze dell’ordine per contenere il malcontento dei passeggeri. Emblematico quanto accaduto con l’ultima corsa Caremar in partenza da Ischia e diretta a Napoli: prevista alle 20.20, la nave ha lasciato gli ormeggi soltanto intorno alle 22, scatenando la protesta dei tanti turisti costretti a rivedere completamente i propri programmi di rientro.

Un ritardo che ha inevitabilmente inciso anche sulla tratta inversa. La corsa serale da Napoli verso Ischia, via Procida, si è trasformata in una vera e propria odissea. La partenza, fissata alle 21.55 dal porto di Calata di Massa, è slittata fino alla mezzanotte. Di conseguenza, i passeggeri sono arrivati sull’isola ben oltre l’orario previsto, in alcuni casi sfiorando le due di notte. Una situazione che ha generato esasperazione e proteste, con molti utenti che hanno affidato ai social il proprio sfogo, tra rabbia e ironia. Alla base dei disservizi non c’è un solo fattore. Oltre alla mancata programmazione di corse aggiuntive per un fine settimana che si preannunciava particolarmente intenso, incidono anche criticità strutturali già note. Tra queste, spiccano le difficoltà operative del porto di Pozzuoli, dove le problematiche legate al fenomeno del Bradisismo continuano a rallentare le operazioni, soprattutto per quanto riguarda i mezzi pesanti. Un elemento che inevitabilmente altera i tempi complessivi delle tratte e contribuisce ai ritardi accumulati nel corso della giornata.

A complicare ulteriormente il quadro, anche un episodio di cronaca avvenuto nel pomeriggio di domenica nel porto di Casamicciola. Durante le fasi di imbarco su un traghetto della Medmar, un membro dell’equipaggio è stato aggredito da un passeggero, riportando ferite e rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. L’accaduto ha avuto ripercussioni immediate sulla regolarità del servizio: da un lato ha ritardato la partenza dell’unità coinvolta, dall’altro ha impedito temporaneamente l’attracco di una nave Caremar, rimasta in attesa del completamento degli accertamenti. Un insieme di circostanze che ha finito per trasformare un fine settimana da record, almeno nei numeri, in una prova generale tutt’altro che rassicurante in vista dell’alta stagione. Ischia si conferma meta ambita, ma la tenuta dei servizi — a partire dai collegamenti marittimi — resta una sfida ancora tutta da affrontare.

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Un commento

  1. Non si vuole ammettere che aver concesso ai privati di letteralmente monopolizzare il trasporto nel golfo di Napoli, e’ stato un gravissimo errore! La complicita’ della politica e degli organi preposti al controllo fa si che i monopolisti fanno quello che vogliono.
    Il ritorno ad un servizio pubblico gestito da enti pubblici e non privati dovrebbe essere una priorita’, ma purtroppo non si puo’ fare perche’ “E’ L’eUROPA CHE CE LO CHIEDE”…..Che tristezza!!!

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