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Ischia capitale italiana della lotta alla plastica

DI FRANCESCO EMILIO BORRELLI

Ischia e Procida sono diventate il progetto pilota della pulizia del Golfo dalla plastica alla presenza del Ministro all’Ambiente Sergio Costa. Negli stessi giorni in cui riemerge il peggior abusivismo speculativo e arrogante a Casamicciola, l’isola Verde riesce a dare il meglio di se e a diventare la capitale della lotta all’inquinamento del mare con concretezza e caparbietà dovute anche alle grandi capacità di Antonino Miccio che sta davvero splendidamente rilanciando l’area Marina Protetta Regno di Nettuno.

Dobbiamo difendere il nostro mare dall’inquinamento, specie quello causato dalla plastica, e i pescatori sono una risorsa importantissima che va messa nelle condizioni di contribuire in maniera determinante a questo obiettivo. Il progetto “Spazzini del mare – Ischia Clean Bliz”, promosso per l’appunto dall’Area marina protetta del Regno di Nettuno ha coinvolto anche i pescatori locali che sono diventati i nuovi spazzini del mare. Per il recupero della plastica è prevista infatti la dotazione a tutti i pescatori di contenitori nei quali riporre tutti gli oggetti in plastica rinvenuti a mare per poi conferirli nel punto raccolta dell’Area parco che provvede allo smaltimento, consentendo di avere risultati importanti in termini di pulizia delle nostre acque, con evidenti ripercussioni positive in tema di tutela del mare. In questo modo è possibile coinvolgere l’intero comparto della pesca che può offrire il proprio contributo senza doversi sobbarcare il costo di smaltimento dei rifiuti recuperati come prevede l’attuale paradossale normativa che obbliga a chi recupera plastica in mare di smaltirla a spese proprie.

Si tratta di una best practice la cui diffusione in tutti i porti e nelle aree marine protette consentirà di aiutare a vivere il nostro Mediterraneo salvaguardando flora e fauna marina. Non vogliamo più assistere alla morte di splendidi esemplari marini soffocati dalla plastica, come il caso del capodoglio ritrovato spiaggiato in Indonesia con sei chili di plastica nello stomaco e con questa iniziativa concreta la strada del disinquinamento è finalmente segnata.

* CONSIGLIERE REGIONALE

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