Ischia resterà sempre casa tua
Partecipazione ed emozione al momento conviviale svoltosi giovedì a Casamicciola per ringraziare l’ex commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Le sue parole testimoniano un legame affettivo col territorio che resterà indelebile, Giosi Ferrandino propone la cittadinanza onoraria dell’intera isola. Tutte le tappe di un pomeriggio indelebile

Un momento conviviale doveva essere e tale è stato. Giovedì pomeriggio l’on. Giovanni Legnini, ex commissario alla ricostruzione, è tornato in quella che ormai è a tutti gli effetti la sua isola e la sua gente. L’avvocato non è mancato alla cerimonia di commiato organizzata in suo onore che si è svolta presso il Molo Riva del porto turistico di Marina di Casamicciola e che è stata non soltanto sentita, ma anche più partecipata di quanto fosse lecito attendersi. Alle 17 nella suggestiva location per salutare Legnini e prendere parte all’evento (promosso dalla cittadinanza dell’isola d’Ischia, dai comitati e le famiglie colpite dal sisma e dall’alluvione, dall’associazione Albergatori Isolaverde di Casamicciola Terme, da Assoturismo Confesercenti e dall’associazione Commercianti e Artigiani di Casamicciola Terme) c’erano tutti: le forze dell’ordine, le istituzioni con i sindaci o loro delegati, il mondo associazionistico, comuni cittadini che non hanno voluto mancare per manifestare la stima e l’affetto verso un professionista e un uomo che tanto si è speso per il territorio. E l’emozione di Nicola Lombardi e Salvino Napolione, che hanno aperto l’evento con i saluti istituzionali, ha rappresentato la prima e non l’unica conferma di un clima sì di festa ma anche di sentimento autentico. Un sentimento emerso anche nei momenti successivi, dalla consegna della targa a Legnini passando per l’omaggio di un’opera artigianale realizzata dal maestro Luciano Di Meglio: a consegnarla all’ex commissario Vincenzo, un ragazzo di 15 anni della Sentinella che nel giro di pochi anni ha dovuto fare i conti sia con il sisma che con l’alluvione.
Un altro momento davvero toccante è stato quello che ha visto una cittadina di Casamicciola, Amalia De Nigris, leggere una lettera indirizzata proprio a Legnini che vi riportiamo integralmente: “Caro Dott. Legnini, le scrivo da semplice cittadina di Casamicciola, mi chiamo Amalia, uno dei tanti volti che forse ricorderà, e che ha incrociato il suo sguardo nei momenti più difficili della nostra storia recente. Qui, tra le nostre strade ferite e le case che ancora raccontano paura e speranza insieme, abbiamo imparato a riconoscere chi c’è davvero. E lei, in questi anni, non è stato solo un nome o un ruolo istituzionale: è stato una presenza. Abbiamo visto il suo impegno quando le telecamere non c’erano più, quando restavano solo il silenzio, le macerie e la fatica quotidiana di rialzarsi. Abbiamo percepito la serietà con cui ha ascoltato, la pazienza con cui ha cercato soluzioni, la dignità con cui ha affrontato problemi che per noi non erano numeri, ma vite. Casamicciola non è solo un luogo: è memoria, è comunità, è resistenza. E chi, come lei, ha scelto di accompagnarla nel suo percorso di rinascita, entra a far parte di questa storia. Non tutto è risolto, lo sappiamo. La strada è ancora lunga. Ma oggi sentiamo il bisogno di dirle grazie. Un grazie sincero, senza retorica, per averci fatto sentire meno soli in un momento in cui la solitudine pesava più delle macerie. Porteremo con noi il ricordo del suo lavoro e della sua attenzione, come si fa con chi ha lasciato un segno vero, concreto. A nome mio, e idealmente di tanti cittadini di questa terra, le auguro di continuare il suo cammino con la stessa umanità e determinazione che abbiamo imparato a conoscere. Con stima e riconoscenza”.
Prima delle conclusioni affidate a Legnini, microfono al sindaco Giosi Ferrandino che ha voluto riconoscere l’importanza del lavoro svolto dall’ex commissario spiegando che “il suo lavoro e la sua opera hanno instradato una serie di processi di ricostruzione, che adesso di fatto hanno la strada spianata. Colgo anche l’occasione per lanciare una proposta che sono certo sarà raccolta e recepita anche dagli altri colleghi sindaci della nostra isola: Legnini sarà cittadino onorario, ma a parte questo voglio dirgli che Ischia sarà sempre casa sua e che ogni volta che vorrà venirci a trovare sarà gradito ospite”. Nel suo intervento, che ha chiuso l’evento, l’ex commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha esordito esprimendo «profonda gratitudine agli organizzatori, ai sindaci in carica, agli amministratori, alle forze dell’ordine e soprattutto a ciascuno di voi, donne e uomini della società civile». Un ringraziamento sentito — ha voluto sottolineare — per una partecipazione che «non era affatto scontata», ricordando come questo momento fosse stato inizialmente programmato subito dopo la conclusione del suo incarico e poi rinviato per cause di forza maggiore. Legnini ha quindi confidato di aspettarsi sì un’accoglienza calorosa, «ma non fino a questo punto», soffermandosi — non senza emozione — sui sentimenti di riconoscenza ricevuti: un’esperienza che, ha detto, «resterà indelebile nel mio percorso istituzionale e umano». Nel condividere questa emozione, l’ex commissario ha voluto citare anche Gianluca Loffredo e l’intero gruppo di lavoro (collaboratrici, collaboratori, amministratori locali e personale degli uffici) evidenziando come lungo il percorso sia emerso, quasi naturalmente, «il senso di una missione». Ed è proprio questo, ha aggiunto, il significato più profondo dell’esperienza: senza un coinvolgimento ampio e convinto «da soli non si va da nessuna parte». Un concetto che ha collegato alle parole del sindaco Giosi Ferrandino, alle quali ha detto di associarsi pienamente, soprattutto per quanto riguarda la fiducia in un percorso che «è ancora lungo, ma ormai avviato». Guardando al futuro Legnini ha espresso il desiderio concreto di vedere presto aprire cantieri simbolici, come quello del Pio Monte della Misericordia e del Manzoni, insieme a molti altri interventi previsti tra Casamicciola Terme e gli altri comuni dell’isola.
Non è mancato un passaggio sul suo successore, il professore Carlo Feola: «L’ho chiamato immediatamente — ha raccontato — per augurargli un percorso virtuoso e offrirgli la mia piena disponibilità». Un gesto accompagnato da una considerazione netta: «Non conta chi ricopre il ruolo, conta il risultato». E il risultato, ha ribadito, è fondamentale per «questa splendida terra», definita senza esitazioni «la partita della vita da molti decenni a questa parte». Tra i passaggi più personali dell’intervento, Legnini ha poi parlato del legame ormai profondo con l’isola di Ischia, rafforzato ulteriormente dalla giornata vissuta: «La considero la mia seconda casa». Tanto che – ha raccontato con un sorriso – d’ora in avanti, ogni spostamento sarà valutato partendo dalla possibilità di tornare qui. Un pensiero condiviso anche alla luce delle parole di Nicola Lombardi e di molti altri presenti, che hanno sottolineato questo rapporto umano prima ancora che istituzionale. Nel finale, lo sguardo si è allargato alla comunità: alle famiglie che ancora soffrono le conseguenze degli eventi catastrofici, alle attività economiche e a tutte le espressioni sociali del territorio. A tutti loro, Legnini ha augurato di raggiungere i risultati «nel più breve tempo possibile». Il percorso, ha osservato con realismo, non è in discesa, ma «oggi almeno è pianeggiante», a differenza degli inizi, segnati da ostacoli continui e dalla necessità di «sbrogliare una matassa estremamente complessa». Da qui, infine, la promessa: quella di restare vicino all’isola anche senza incarichi ufficiali. «Consideratemi un volontario», ha detto, ribadendo la propria disponibilità ad accompagnare il processo di ricostruzione «dall’esterno, senza ruoli, ma con lo stesso impegno». Un impegno che si intreccia con le notizie positive sul fronte delle risorse: il nuovo stanziamento — ha concluso — rappresenta «un passo importante» nella direzione auspicata da tutti. Poi il saluto, semplice e diretto: «Grazie, vi voglio bene davvero. A presto».













