L’isola e le due facce delle vie del mare
D’estate Ischia ha corse continue, d’inverno dimenticata. Tra corse ridotte, cancellazioni senza maltempo e una gestione discutibile da parte di alcune compagnie, gli isolani pagano il prezzo più alto. E allora…

C’è un’isola che corre veloce d’estate e rallenta bruscamente d’inverno. È Ischia, e la fotografia più evidente di questa disparità è rappresentata dai collegamenti marittimi con Napoli e Pozzuoli: l’unica vera via di accesso alla terraferma per residenti, studenti e lavoratori.
Durante i mesi estivi il sistema regge. Le rotte Ischia–Napoli–Ischia contano decine di corse giornaliere tra aliscafi e traghetti, operate da più compagnie. Un’offerta ampia e frequente, costruita per rispondere alla forte domanda turistica e garantire collegamenti rapidi ed efficienti con il capoluogo.
Con l’arrivo dell’inverno, però, lo scenario cambia radicalmente.
Le partenze vengono drasticamente ridotte e concentrate in poche fasce orarie, spesso una dietro l’altra, lasciando poi buchi di due o tre ore senza alcun collegamento. Un esempio emblematico: aliscafi di tre compagnie in partenza alle 7:10, 7:25, 8:20, 9:45, 10:15. Tante corse ravvicinate e poi il nulla, fino all’ultima partenza delle 17:40.
Ischia, collegamenti marittimi a due velocità: d’estate l’abbondanza, d’inverno i disagi per residenti e pendolari
Ads
Una distribuzione illogica, che rende di fatto impossibile pianificare una giornata normale di studio o di lavoro.
A questo si aggiungono le cancellazioni improvvise, spesso motivate con il generico riferimento al “maltempo”. Ma proprio qui nasce il problema più serio.
Domenica scorsa, tutte le corse sono state regolarmente effettuate da Snav e Caremar, mentre Alilauro, la compagnia che detiene il maggior numero di slot e partenze, ha garantito solo l’aliscafo delle 8:40, cancellando tutte le altre corse della giornata.
Eppure le condizioni meteo-marine non apparivano tali da giustificare uno stop totale del servizio: mare agitato ma navigabile, vento nella norma, nessuna emergenza evidente. Una situazione che alimenta dubbi e malcontento tra gli utenti, sempre più convinti che il fattore meteo venga utilizzato in modo discrezionale, più per convenienza economica che per reali esigenze di sicurezza. Anche perché Caremar e Snav sono regolarmente partite.
Collegamenti marittimi Ischia–Napoli-Ischia: d’estate funzionano, d’inverno crollano. Corse cancellate, disagi per residenti e pendolari e responsabilità delle compagnie al centro delle polemiche.
Il risultato è un sistema imprevedibile e inaffidabile, dove organizzare un esame universitario, una visita medica o un turno di lavoro o a anche una giornata a Napoli diventa un vero e proprio terno al lotto.
Ed è proprio qui che il ruolo della Capitaneria di Porto di Napoliè fondamentale. Spetta all’autorità marittima verificare se, nella giornata di domenica, le condizioni meteomarine fossero realmente tali da mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri.
Il nuovo comandante della Capitaneria di Porto di Napoli e direttore marittimo della Campania, ammiraglio Giuseppe Aulicino, ha il compito di vigilare, controllare e soprattutto tutelare chi vive sulle isole, verificando la correttezza dei comportamenti delle compagnie di navigazione.
Non è più accettabile che ognuno faccia ciò che vuole, senza regole chiare e senza conseguenze.
Domenica nera per i collegamenti marittimi di Ischia: corse cancellate senza maltempo e gravi disagi per residenti e pendolari, mentre altre compagnie hanno regolarmente navigato.
Situazioni simili, purtroppo, si verificano anche nei giorni infrasettimanali. A pagare il prezzo più alto sono gli studenti universitari e i lavoratori pendolari, costretti a spostarsi quotidianamente verso Napoli.
Ritardi, cancellazioni improvvise e assenza di corse serali rendono spesso impossibile il rientro in giornata, costringendo a pernottamenti forzati sulla terraferma, con costi economici e disagi personali pesantissimi.
La riduzione dei collegamenti invernali incide anche sull’accesso ai servizi essenziali: sanità, tribunali, uffici regionali e amministrativi, tutti concentrati fuori dall’isola.
Per chi vive a Ischia tutto l’anno, la sensazione è sempre la stessa: d’estate l’isola conta, d’inverno viene dimenticata. Nei mesi turistici è centrale, strategica, ipercollegata. Nei mesi freddi diventa periferica, con un sistema di trasporti minimo e spesso inaffidabile.
Il principio di continuità territoriale resta, di fatto, sulla carta. In inverno, la mobilità non viene garantita come un diritto, ma trattata come un servizio commerciale opzionale.
Alilauro, che detiene il maggior numero di slot e di passaggi marittimi da e per Ischia, è paradossalmente la compagnia con cui si registrano i maggiori disagi. Va sottolineato che non si tratta di un giudizio contro Alilauro come azienda, ma di un’osservazione oggettiva: le difficoltà di garantire corse continue e affidabili emergono principalmente sulle sue linee durante la bassa stagione.
Se una compagnia non è in grado di assicurare un servizio stabile, è legittimo chiedersi se quegli slot non debbano essere riassegnati ad altri operatori, nuovi o già presenti, come SNAV e Caremar.
In questo contesto, l’ammiraglio Giuseppe Aulicino non può restare a guardare: servono controlli, interventi e provvedimenti concreti per far rispettare le regole.
Cancellazioni con un po’ di mare agitato: un’abitudine che esaspera
Quella dei collegamenti marittimi non è solo una questione di meteo: è un problema strutturale. Manca una programmazione stabile, mancano garanzie nei periodi di bassa stagione e manca un vero coordinamento tra pubblico e privato.
Finché il sistema resterà ostaggio della stagionalità turistica, Ischia continuerà a vivere a due velocità: veloce e connessa d’estate, lenta e isolata d’inverno. Un’isola, però, non può funzionare solo pochi mesi all’anno. E il mare, da risorsa, rischia ogni inverno di trasformarsi in una barriera.







