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Ischia consacrata al Cuore Immacolato di Maria dall’eminente vescovo Pietro

Una lunga e luccicante scia di fedeli accorsi da tutta l’isola d’Ischia ha accompagnato il grande Vescovo mons. Pietro Lagnese dalla Cattedrale gremita d’Ischia Ponte, ove alle 19,30 aveva celebrato la S. Messa solenne con tutti i Sacerdoti e Parroci, alla Chiesa di S. Maria di Portosalvo Rifugio dei peccatori. Il corteo, preceduto dai gonfaloni delle Arciconfraternite e animato dalle splendide giovani Consacrate del Gam (Gioventù ardente mariana), ha attraversato il vecchio percorso di basolati di via Vittoria Colonna e via Roma.

L’intera celebrazione del 13 ottobre scorso -Centenario dell’ultima Apparizione di Fatima- è stata seguita da Carabinieri in alta uniforme e dalla presenza importante e  significativa dei sindaci d’Ischia Enzo Ferrandino, di Barano Dionigi Gaudioso, di Serrara Fontana Cesare Mattera, di Casamicciola Giovan Giuseppe Castagna e dai rappresentanti dei sindaci di Lacco Ameno e Forìo, i quali durante la processione hanno portato a spalla lo stupendo Simulacro della Madonna incoronata di NS di Fatima (fatta benedire dal dinamico Parroco don Carlo Candido a Roma da Papa Francesco) alternandosi con tutti i Sacerdoti. Gesto esemplare, meritevole e nobilissimo dinanzi a Dio, che opera attraverso Maria Liberatrice e Dispensatrice Universale di tutte le grazie!

E in Cattedrale durante la toccante e profonda omelìa l’eminente Vescovo Pietro ha spiegato la Testimonianza di Gesù Cristo di Maria dalla Croce: “Figlio, ecco tua Madre!”, il senso doveroso della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. E Giovanni, il Discepolo perciò prediletto,“la prese con sé”. A Portosalvo stracolma l’insigne Vescovo mons. Lagnese ha pronunciato in ginocchio dinanzi alla Icona di NS di Fatima l’Atto sublime della Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, il cui testo sarà pregato dal prossimo Cenacolo Mensile Mariano a Barano centro nel già trascorso ventunesimo anniversario. La Consacrazione a Maria è richiesta dal Magistero ufficiale della Chiesa Cattolica. Grazie da tutta la diocesi, grande Vescovo Pietro! La Madre di Dio e della Chiesa è il nostro annunciato, atteso e sicuro Rifugio per entrare nella Civiltà dell’Amore !

 

DIES  DOMINICA – 29ESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) – “Né ladri, né avari…né rapaci erediteranno il Regno di Dio” (1Cor 6,10), dal Catechismo della Chiesa Cattolica, 2450.

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Servire Dio “con lealtà e purezza di spirito”: è quanto domanda la tradizionale colletta di questa domenica. Il modello di questo servizio è Gesù Cristo di Maria, vero Dio e vero Uomo, nel suo sacrificio della Croce, dove ha portato a compimento la volontà del Padre e donato sua Madre al discepolo prediletto che “ la prese con sé ”. Celebriamo l’Eucaristia proprio per avere la forza di imitare il sacrificio di Gesù e di acconsentire al Disegno di Dio. Nella prima Lettura dal libro del profeta Isaia (45, 1. 4-6) “Io sono il Signore”: la storia sta nella sua guida; è Lui che la conduce, ed è sempre Lui che suscita un liberatore, come Ciro, che pur non lo conosce “perché sappiano dall’oriente fino all’occidente che non esiste dio fuori di me. Io sono il Signore e non c’è alcun altro”. Nella seconda Lettura dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi, i cristiani, i fedeli, sono dei “fratelli amati da Dio” che formano la Chiesa. Così li considerano Paolo e i suoi compagni di ministero. Di loro si ricordano nella preghiera, ne amministrano “continuamente” l’impegno di fede, l’operosità nella carità, la costante speranza nel Signore. Nel Vangelo secondo San Matteo (22, 15-21) Gesù, che “insegna la via di Dio secondo verità e non ha soggezione di nessuno perché non guarda in faccia ad alcuno”, non elabora una teoria politica. Con la franchezza che lo distingue e che non manca di sorprendere; se riconosce il debito a Cesare, indicato dall’impronta sulla stessa moneta, egli dichiara alla “malizia” dei farisei che va dato a Dio quello che è di Dio, cioè tutto, perché è Lui il Signore.

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RIFUGIO  SICURO (al grande Vescovo Pietro Lagnese)

 

Lieto il campanone chiama.

 

Dal palazzo d’orologio scesa è la notte

al vago borgo di gelso.

Dal Pane di Vita noi andiamo a sorte

di conforto a stirpe d’aurora nuova.

 

Noi andiamo in alto.

 

Andiamo con Pietro a confermare

bordone e labaro ad acceso corteo:

“ Ecco tua Madre !”.

 

L’han presa con sé prediletti figli

verso l’unica meta a Portosalvo.

 

Noi andiamo chinati

all’umile Icona candida fidenti

su fasce ornate di sindaci arditi.

 

Il Simulacro posa su ombra di riva

e antico affanno inane:

che giova aver tanto posseduto?

 

Noi andiamo al Cuore:

il buon Pastore genuflesso

offre il suo popolo piegato.

 

Beato l’un sente implorare l’altro:

“Mamma, sono tutto tuo!”.

Noi andiamo.

(13.10.2017)

 

Rubrica a cura del professor Pasquale Baldino, responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)          

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