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Ischia, continuano le “mazzate” da autovelox

Nuova sentenza del giudice di pace della sezione distaccata di Tribunale di Ischia, che ha accolto il ricorso di una cittadina rappresentata dall’avvocato Vito Mazzella. Il dott. Arturo Uccello ha anche condannato il Comune di Ischia al pagamento delle spese di 250 euro oltre iva: il rischio di sentenze “seriali” potrebbe infliggere un duro colpo alle casse dell’ente

Adesso rischia davvero di diventare un’ecatombe. Anche perché la linea che sembra avere preso il giudice della sezione distaccata del Tribunale di Ischia è abbastanza chiara e marcata e se diventasse seriale potrebbe procurare non pochi grattacapi alle casse del Comune d’Ischia, che sta subendo ripetute sconfitte sul fronte dei ricorsi presentati dai cittadini che si sono visti rifilare verbali di contravvenzione per eccessi di velocità rilevati dagli autovelox installati sul territorio comunale. L’ultima pronuncia sfavorevole per l’ente di via Iasolino arriva sempre da via Michele Mazzella, con una sentenza del giudice dott. Arturo Uccello che si è pronunciato dal ricorso presentato da R.B., assistita dall’avvocato Vito Mazzella. Il giudice di pace ha accolto l’opposizione, annullato il verbale e soprattutto condannato il Comune a liquidare le spese di lite quantificate complessivamente in 250 euro oltre iva e cpa con distrazione in favore del legale. Se pensate a quanti ricorsi ballano e potrebbero avere analogo epilogo (e il condizionale è un esercizio di ottimismo) capirete che l’aria che tira non è certo delle migliori.

A motivare l’accoglimento del ricorso il luogo dell’installazione del rilevatore di velocità e anche l’ormai nota questione legata a omologazione e approvazione degli apparecchi

I motivi del ricorso sono ormai standard e ricordati anche nel dispositivo. In particolare si legge: “La ricorrente censura il verbale impugnato deducendo che l’autovelox sarebbe stato installato su strada urbana priva dei requisiti imposti dalla legge per la legittimità della installazione del sistema di rilevamento automatico della velocità tenuto all’uopo presente che trattasi, secondo la prospettazione attorea, di strada urbana a scorrimento ordinario con limite inferiore a 50 km/h o anche meno. Su tale argomento la Suprema Corte si è pronunciata (anche di recente) con la sent. n.1805/2023 con la quale ha ribadito che sulle strade extraurbane secondarie e su quelle urbane di quartiere è legittima l’installazione dei sistemi automatici di rilevamento della velocità purché dette strade abbiano i requisiti prescritti dalla legge e sussista il preventivo decreto di autorizzazione del Prefetto, espressamene richiamato nel verbale di contestazione. Orbane, dall’esame della documentazione prodotta dall’Ente territoriale risulta la sussistenza delle suestese condizioni”. Il dott. Uccello poi scende nel dettaglio evidenziando quanto segue: “Ha invero il Comune di Ischia prodotto copia del decreto prefettizio prot. n.0024773/2022 del 18.06.2022 che autorizza l’installazione di sistemi di rilevazione automatica della velocità, senza obbligo della contestazione immediata, anche sul tratto di strada oggetto del presente giudizio. Né sussiste illegittimità del provvedimento stesso in quanto, dall’ampia documentazione prodotta dal Comune emerge che la strada in questione, classificata per le sue caratteristiche quale extraurbana secondaria (cfr. determina dirigenziale della Città Metropolitana di Napoli prot.R.0009565.18 del 18.12.2019), è munita dei requisiti prescritti dall’art.2 co.2 lett.C) C.d.S. per poter essere inserita nel decreto prefettizio de quo agitur, risultando in particolare strada ad unica carreggiata con una corsia per senso di marcia e banchine laterali, ossia parti della strada, poste al di fuori della carreggiata, quindi situate oltre la linea bianca continua di margine della carreggiata e destinate alla circolazione dei pedoni e che non consentono di norma il transito (e quindi neanche la sosta) ai veicoli. Detti elementi in particolare sono chiaramente individuabili dall’esame della planimetria con corredo fotografico prodotta dall’Ente territoriale ed innanzi richiamata”.

Altra questione ormai nota a chi mastica un po’ di questi contenziosi giudiziari riguarda il difetto di collaudo dell’autovelox, il certificato di installazione, quello di taratura oltre che il provvedimento di omologazione ed approvazione dell’apparecchiatura. Una procedura che, in base a questa ed altre sentenze, non sarebbe stata eseguita correttamente. Tra l’altro il giudice di pace rivela che “All’esito di quanto poc’anzi illustrato si perviene dunque, a parere del giudicante, alla conclusione che il prototipo del dispositivo per il rilevamento automatico della velocità, senza obbligo di contestazione immediata, debba essere corredato del certificato di omologazione, rilasciato con decreto ministeriale pubblicato sulla G.U. a fini di pubblicità legale. Successivamente, i singoli dispositivi in concreto installati sulle strade, a tanto debitamente autorizzate, debbono quindi essere individualmente approvati con specifico decreto del MIT – Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione – Direzione Generale per la Sicurezza Stradale. Ciò posto, ritiene il giudicante che dalla disamina del provvedimento emesso il 18.08.2021 da parte del MIT – Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione – Direzione Generale per la Sicurezza Stradale, prodotto dal Comune di Ischia, risulti in maniera evidente che detto provvedimento costituisca solo approvazione del dispositivo per l’accertamento delle infrazioni ai limiti massimi di velocità denominato ‘Autosc@n Speed’, installato dal Comune medesimo. Nessun riferimento è però riscontrabile nel richiamato decreto di approvazione al pregresso certificato di omologazione che, attesa la illustrata natura e funzione, deve plausibilmente ritenersi indispensabile presupposto, cronologicamente antecedente”. Da qui la successiva ed inevitabile conclusione del dott. Uccello: “Ne consegue che, nel caso di specie, l’Ente territoriale convenuto non ha ottemperato all’onere probatorio di cui innanzi, non avendo in particolare prodotto il certificato di omologazione del dispositivo utilizzato per il rilevamento automatico della velocità in assenza di contestazione immediata, ma solo il successivo decreto di approvazione, all’uopo insufficiente giusta quanto poc’anzi illustrato. Sulla base di tanto deve dunque accogliersi l’opposizione de qua, con declaratoria di illegittimità dell’accertamento contenuto nei verbali di contestazione impugnati. Né a siffatta conclusione osta, a parere del giudicante, la circostanza evidenziata dalla difesa dell’Ente territoriale che non sarebbe stato specificamene allegato dall’attore il difettoso funzionamento dell’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento della condotta amministrativamente illecita, all’uopo tenuto presente che, secondo l’unanime opinione dei Giudici di legittimità, l’indagine del giudice del merito, con riferimento ai provvedimenti amministrativi irrogativi di sanzioni pecuniarie per violazioni del C.d.S., involgono sia profili di legittimità formale che sostanziale dei provvedimenti stessi”.

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Giustizia é quasi fatta

Dopo tante tribolazioni finalmente si sta arrivando ad un ovvio verdetto
Non si capisce però perché il giudice non ordina di smontare gli autovelox abusivi proprio come quando uno fa una casa abusiva e la fanno buttare a terra anche questi attrezzi per rubare soldi dovrebbero essere buttati a terra(smontati)
Prossimamente nei cinema dell’isola dove il codice della strada non si conosce i semafori si i dossi abusivi buona visione

Francesco varriale

Finalmente un GdP che prende le difese dei cittadini vessati da parte di Enti Comunali che cercano di fare cassa a tutti i costi, non per reprimere le violazioni, ma solo per il loro tornaconto e quello dei produttori dei dispositivi di rilevazione istallati. Le motivazioni della sentenza sono così precise che non danno appigli ai legali dell’ avvocatura di poter vincere un eventuale appello.. Bravo dott. Uccello !!!!

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