LE OPINIONI

Il commento L’isola che rischia di perdere chi la tiene viva

Per tre anni ha diretto una filiale bancaria sull’isola d’Ischia, osservando dall’interno bilanci, mutui, investimenti e le difficoltà di decine di imprese alberghiere. Oggi, lontano dalla routine operativa, guarda l’isola con lucidità e libertà. E racconta una verità che fa male: non è il turismo a essere in crisi, sono le imprese che lo sostengono.

«Non stiamo parlando di aziende malate», dice con fermezza. «Stiamo parlando di un sistema esausto. Gli imprenditori lavorano, fatturano, hanno clienti, ma ogni margine di manovra è stato azzerato. La liquidità non basta più per pianificare, investire, crescere».

È un paradosso crudele: imprese solide costrette a indebitarsi non per crescere, ma solo per sopravvivere. Famiglie storiche dell’ospitalità, custodi dell’identità dell’isola, si trovano costrette a vendere, trasformare alberghi in B&B, spostare investimenti all’estero. «Se chi ha costruito il turismo sceglie di andare via, significa che qualcosa qui non funziona. E il rischio è enorme: l’isola rischia di perdere la propria anima».

Il problema non è solo economico. È civile. Tasse fuori controllo, burocrazia soffocante, regole che svuotano il senso stesso del fare impresa rendono ogni giorno un atto di coraggio. «Non è normale», continua il direttore, «che un albergo paghi il doppio rispetto a grandi città come Milano. Non è colpa dell’imprenditore se il sistema assorbe ogni margine».

E mentre le imprese lottano per sopravvivere, la politica alimenta divisioni artificiali tra chi lavora e chi dà lavoro, distogliendo l’attenzione dai veri problemi. Così chi costruisce valore finisce per combattere contro chi quel valore dovrebbe sostenerlo.

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Le conseguenze sono già visibili. Chi resiste investe altrove. Chi cede trasforma gli hotel in appartamenti. L’identità dell’ospitalità isolana si consuma sotto il peso di un sistema che non tutela chi produce ricchezza.

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Non è un grido di categoria. È un allarme per tutta la comunità. Senza interventi concreti, senza riduzioni reali di IMU e TARI, senza servizi efficienti, Ischia rischia di perdere molto più dei turisti: rischia di perdere chi la tiene viva.

Le parole del direttore non sono numeri su un foglio: sono il racconto crudo di un’isola che sta soffocando chi la sostiene. Se chi produce ricchezza smette di avere margini, non ci saranno solo chiusure e B&B: ci sarà un’intera comunità privata del suo futuro. E allora, quando le luci degli hotel storici si spegneranno, sarà troppo tardi per accorgersi che l’anima dell’isola se n’è andata insieme ai suoi imprenditori.

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Un commento

  1. Ci sono già i pacchi o pacchetti per Pasqua.
    FORMULA VIP traghetto + transfer fino in hotel andata e ritorno per persona a 25€.
    FORMULA VIP aliscafo + transfer fino in hotel andata e ritorno per persona 35€.
    E una volta raggiunta l’isola si soggiorna quasi gratis, 7 NOTTI Pensione Completa con bevande a soli 28.43€ 199€ x 7 notti Febbraio/Aprile, si sale poi con i prezzi a Maggio e Giugno, si toccano i 100€ e oltre in pieno Agosto sempre pensione completa, una cuccagna.
    Con questi prezzi è difficile se non impossibile pagare IMU e SPAZZATURA.

    Dati presi su ischiaprenotazioni.it

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