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Ischia Dolphin Project sulle tracce di delfini e capodogli: il bilancio della campagna 2017

Gianluca Castagna | Ischia – Oltre 2540 miglia nautiche percorse in 77 uscite in mare; 674 ore di sforzo di monitoraggio, tra maggio e settembre 2017, nelle acque delle isole dell’arcipelago Campano (Ischia Procida e Capri) e Pontino (Ventotene e Ponza); 67 avvistamenti di 5 specie diverse di cetacei, percorrendo con gli animali ben194 miglia nautiche. Un solido lavoro di ricerca che ha visto impegnati sul campo, quindi a bordo del veliero laboratorio Jean Gab, 10 ricercatori e 54 volontari da tutto il mondo.
Sono solo alcuni dei numeri resi noti da Oceanomare Delphis Onlus (ODO), organizzazione non profit per lo studio e il monitoraggio dei cetacei nel bacino del Mediterraneo, sulla XXVII campagna di raccolta dati 2017 del programma “Ischia Dolphin Project” (IDP), svolto tra maggio e settembre nelle acque delle isole dell’arcipelago Campano e Pontino. Habitat che, malgrado le crescenti insidie e il rischio inquinamento, è ancora l’ambiente privilegiato per l’alimentazione e la riproduzione di numerose specie di animali marini. Pronti a fare capolino e socializzare con ricercatori e volontari.

In poco più di 4 mesi il Jean Gab si è imbattuto nella stenella striata (Stenella coeruleoalba), incontrata in 29 occasioni confermando così di essere la specie più avvistata quest’anno, seguita dal capodoglio (Physeter macrocephalus) con 15 avvistamenti e tursiope (Tursiops truncatus) con 14. Ritornano nelle acque dell’area di studio i grampi (Grampus griseus), avvistati ben 4 volte; mentre per la balenottera comune (Balaenoptera physalus) si registrano solo due incontri. In sole tre occasioni non è stato possibile identificare gli animali osservati.
Per quanto riguarda la specie di capodoglio, l’analisi di foto-identificazione ha confermato anche quest’anno la presenza di Brunone, un esemplare censito per la prima volta nel 2004 e poi ricatturato fotograficamente negli anni con una certa regolarità, sia in compagnia di altri giovani maschi che solitario. Tra i capodogli identificati, Brunone mostra il più alto grado di “fedeltà al sito”, con una presenza di 14 anni nelle acque dell’area di studio. Al catalogo di questa specie, che conta 86 esemplari censiti, si aggiungono 4 nuovi individui, dato che indica un tasso di reclutamento sempre in positivo e dunque che il numero di capodogli da scoprire è ancora importante.
La campagna 2017 ha regalato 4 avvistamenti di grampo, una specie relativamente diffusa in Mediterraneo ma non abbondante ed ancora molto poco conosciuta. Durante gli incontri sono stati foto-identificati 13 differenti individui, tutti già censiti in anni precedenti e inseriti nel catalogo – che ad oggi conta 60 esemplari – spesso avvistati insieme nel tempo, a dimostrazione delle forti relazioni sociali che caratterizzano la specie. Il grampo Giotto, ad esempio, fu censito nel 2015 quando da cucciolo nuotava a fianco della madre Cimabue, oggi riavvistato, a distanza di tre anni, giovane e in compagnia di altri ‘coetanei’.

In materia di conservazione, il 2017 ha segnato un importante traguardo. Nell’ottobre scorso, infatti, le acque costiere di Ischia (per il delfino comune, tursiope e balenottera comune) e gli Arcipelaghi Campano e Pontino (per il capodoglio) hanno ricevuto la qualifica ufficiale di Important Marine Mammals Areas (IMMAs) da parte dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), grazie alla candidatura promossa nel 2016 da Oceanomare Delphis Onlus. T
ale status riconosce alle aree qualificate un ruolo chiave per le rispettive specie, traducendosi nell’implementazione di misure di conservazione specifiche da parte dei governi di appartenenza.
Un riconoscimento importantissimo per la tutela e la salute di tante specie animali con seri pericoli di sopravvivenza. Basti pensare al delfino comune (Delphinus delphis), che – a dispetto del nome – tanto comune non è, visto che nel 2003 la popolazione mediterranea di questa bellissima specie che ama i mari caldi, è stata listata come a rischio di estinzione. Un allarme solitamente riservato nei casi in cui si verifica un declino al 50% nelle ultime tre generazioni. La comunità di Ischia, monitorata dal 1997, rappresenta l’unico gruppo “puro” dei mari italiani. Inoltre, dopo il drammatico declino della comunità di Kalamos (Grecia Ionica), quella che abita i nostri mari è diventata, insieme alla comunità di Malta, un’importante area chiave del Mediterraneo.
Ecco perché l’Isola Verde è stata definita come ‘critical habitat’ per la specie nell’ultimo Piano di Conservazione dei Cetacei dell’IUCN, oltre che “Area of Conservation Importance” nel Piano di Conservazione di delfino comune di ACCOBAMS e, dall’ottobre scorso, anche Important Marine Mammals Areas (IMMAs). Tutti riconoscimenti che ufficializzano quanto i nostri fondali siano habitat sensibili per la salvaguardia della specie e per la preservazione dell’intero ecosistema marino (e non solo).

Tra gli obiettivi principali di Ischia Dolphin Project, infatti, vi è quello di identificare aree chiave (zone di alimentazione e di riproduzione) così come i corridoi ecologici utilizzati dai cetacei durante le loro migrazioni nel bacino Mediterraneo. Le zone individuate, vengono sottoposte all’attenzione di politici e leader, suggerendo metodi per la loro protezione e management.
Fin dall’inizio della sua attività Oceanomare Delphis ha sempre lavorato in stretta collaborazione con le Istituzioni, le Università, gli Enti Pubblici di Ricerca, le associazioni, le imprese, le fondazioni e le organizzazioni di settore, costruendo partnership nazionali e internazionali a lungo termine basate su obiettivi comuni. La scienza e la conoscenza sono cruciali per la comprensione di come opera il mondo naturale e di come l’uomo impatta su di esso: la collaborazione tra scienziati, professionisti della conservazione, amministratori e policy maker è essenziale per incorporare le informazioni scientifiche nelle decisioni di gestione dell’ambiente marino. In occasione della pubblicazione dei risultati della campagna 2017, la onlus ha perciò ringraziato l’associazione Amici di Riccardo Domenici per il sostegno al progetto negli anni, il Comune di Casamicciola Terme, e Dodotronic per l’assistenza tecnica.

La campagna IDP 2017, così generosa di risultati e prospettive incoraggianti, ha visto la partecipazione di una squadra di 10 ricercatori e di 54 volontari da tutto il mondo: Australia, Austria, Bahrain, Francia, Germania, Israele, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, USA. Segno che le escursioni turistiche nel cuore del nostro Santuario dei Cetacei attirano sempre più visitatori innamorati dell’ambiente e ambasciatori di un turismo naturalistico e sostenibile.
Nel corso degli avvistamenti, ogni volontario svolge un compito preciso (cronometrare i tempi di apnea, contare il numero degli individui, fotoidentificare le pinne dorsali), finalizzato al rilevamento dati. Il sistema di ascolto continuo e di registrazione delle vocalizzazioni dei cetacei permette di acquisire confidenza con il sistema di idrofoni (microfoni subacquei), imparando a distinguere  i rumori di fondo del mare e le diverse vocalizzazioni dei cetacei.
Nella campagna 2017 un team di blogger ha seguito la vita di campo dei volontari a bordo del veliero laboratorio “Jean Gab”: report e testimonianze sono raccolte in rete nel “Jean Gab’s Diary”.
Da qualche giorno, invece, sono ricominciate le uscite in mare per una nuova, appassionante stagione di avvistamenti e tutela della grande fauna marina.

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