ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

“Ischia dopo il sisma”, De Chiara: «Quello isolano è un condono a tutti gli effetti»

NAPOLI – C’è chi lo considera a tutti gli effetti un condono, un favore per quei proprietari di case abusive che non hanno potuto usufruire della sanatoria targata Berlusconi che nel 2003 salvò centinaia di migliaia di abitazioni dallo status dell’illegalità, senza però includere le costruzioni – di qualsiasi genere – effettuate in zone a vincolo paesaggistico. E Ischia, non ci sarebbe nemmeno bisogno di ricordarlo, è vincolata in ogni suo meraviglioso angolo. Chi invece lo ritiene l’unico e legittimo veicolo per ricordare al popolo italiano che a Ischia, in quella terribile serata d’estate del 21 agosto, il terremoto c’è stato, forte e devastante. Se non ha assunto i caratteri della catastrofe lo si deve solo al limitato tempo in cui la scossa ha fatto tremare non solo l’epicentro di Casamicciola, dove il sisma ha dato l’impressione di essersi manifestato come una esplosione, ma in tutta il resto dell’isola, dove anche le zone tradizionalmente meno soggette ai movimenti sismici hanno sentito chiara e definite.

Un modo per ottenere l’equiparazione a tutti gli altri terremotati d’Italia, un primo passo per vedere la luce in fondo a questo tunnel che continua a causare disagio a centinaia di famiglie e a preoccupare per una situazione economica che di certo il terremoto non ha contribuito a risollevare. Dopo la scossa è tempo di continuare, di guardare avanti e di ridare una vita semplicemente normale alle centinaia di famiglie che da quella fatidica sera continua a portare sulle proprie spalle il peso di un terremoto che costringe, tutt’oggi, centinaia di persone a vivere ancora in albergo. Un terremoto che ha sancito, in appena 5 secondi, la morte di 50 attività, il dissolversi di poco meno di 500 posti di lavoro e la chisura di 5 scuole.

Numeri che ammutoliscono la platea riunitasi per ascoltare i relatori che ieri pomeriggio si sono dati appuntamento nella sala conferenze del Palazzo Alabardieri, a pochi passi da via dei Mille e piazza dei Martiri, in una delle zone più eleganti di Napoli, dove il centro internazionale studio economici e giuridici ha organizzato il convegno “Ischia dopo il sisma la disciplina della ricostruzione “ Il convegno, oltre al preciso intervento della dottoressa Federica Brancaccio, presidente dell’associazione nazionale costruttori che non ha mancato di porre l’accento su quanto possa essere inopportuno pensare di affidare costruzioni e ricostruzioni solo agli spiragli che si aprono nel momento in cui si palesa un’emergenza, è stato impreziosito da un breve ma incisivo intervento del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, che in pochi minuti ha ricordato quanto sia difficile amministrare un comune che non è solo terremotato, ma anche in dissesto. Una situazione che va oltre la precarietà. Il primo cittadino del comune del Fungo, un territorio che ancora porta, evidenti, le ferite causate dal sisma, ammette che la legge è ancora imprecisa, perfezionabile, ma che si tratta di un primo passo, un primo segnale concreto che arriva dallo Stato, dopo non pochi mesi di dimenticatoio.

Ma l’anima del convegno è stata vivacizzata dai due interventi principi che hanno fatto riecheggiare, in uno dei più importanti palazzi di Napoli i temi del terremoto di Ischia e della conseguente ricostruzione per ridare una dimora alle centinaia di sfollati che ancora oggi attendono una risposta concreta a mesi di sacrifici. L’avvocato Molinaro, esperto di Urbanistica ed Edilizia ha sviscerato, con raffinate disquisizioni di profonda giurisprudenza, i temi che soprattutto agli inizi dell’autunno hanno monopolizzato i mass media nazionali, associando al nome di Ischia l’idea di un territorio completamente martoriato dall’abusivismo. “Articolo 25 del decreto Ischia, Condono Tombale o aiuto ai terremotati?”

Dalla faretra dell’avvocato Molinaro sono state scoccate decine di frecce che hanno scalfito, attraverso la citazione degli articoli più emblematici, l’idea che a Ischia sia stato attuato un vero e proprio condono, un condono “ad insulam” che, è stato ribadito più volte essere invece una pura sciocchezza.

Ads

Non dello stesso avviso l’avvocato Aldo De Chiara, già procuratore generale vicario presso la Corte di Appello di Salerno. Ad essere toccati dall avvocato salernitano il tema del condono con una sfumatura decisamente critica come si evince dal titolo dell’intervento: “Condonite italiana..il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Ads

“Vi ricordate nel 2006, quando la frana di Monte Vezzi spezzò la tranquillità di una famiglia e uccise diverse persone? Ebbene, se non ci fosse stata casa abusiva, perché sfido chiunque a pensare che una casa posizionata in una zona così pericolosa possa essere legittima, oggi non ci sarebbero state quelle morti” Non fa sconti a chi costruisce al di fuori delle regole l’ex procuratore generale. Abbiamo in Italia migliaia di abusi edilizi che mettono in pericolo la pubblica e privata incolumità. Con l’abusivismo non si scherza. Non è un problema da “radical chic” o da “ambientalisti da salotto”. Ma un serio problema per la pubblica incolumità. Siamo il paese in cui le domande di condono le effettuano anche i morti, o domande di condono che hanno in oggetto anche immobili realizzati proprio in concomitanza con il condono. DI questo non dobbiamo dimenticare – ricorda duramente De Chiara. I tanti abusi sono la conseguenza della condonite tipicamente italiana che influiscono in maniera criminogenetica, facendo nascere quell’idea malsana che fa ragionare secondo il dettame ormai implicito in buona parte degli italiani che porta a un pensiero semplice e devastante: “costruiamo, anche abusivamente, tanto prima o poi ci sarà un condono a perdonarci”

“Quello di Ischia è un ulteriore condono, – ha tuonato De Chiara – limitato a 3 comuni su 8000 che permette a quegli immobili che non è stato possibile sanare nel condono del 2003 di ottenere la tanto agognata sanatoria”. Una considerazione che riapre profonde ferite su un tema che, purtroppo, sarà ancora foriero di numerose e discordanti opinioni.

 

Antonello De Rosa

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio