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Ischia e il traffico, l’affondo di Gianluca Trani

ISCHIA – Si avvicina l’estate ma evidentemente i politici ischitani non sentono ancora il bisogno di andare in vacanza (anche se per qualcuno chi amministra il paese in vacanza ci sta pure da troppo tempo…). L’argomento che tiene banco negli ultimi giorni rappresenta uno degli anelli deboli della catena del cosiddetto sistema Ischia, e cioè il traffico, divenuto ormai caotico e metropolitano e non certo più sostenibile per una realtà insulare non minuscola ma comunque troppo ristretta per sessantamila veicoli e motocicli. E così dopo il botta e risposta ed il valzer di opinioni relativamente al futuro (ed al passato) di Enjoy Ischia, la manifestazione che pure riusciva una tantum a tenere il cuore del paese lontano da smog e veicoli, la “tribuna”, virtuale e non, prosegue.

Una tematica che però evidentemente è di quelle che tirano e non poco, specialmente quando il dibattito si sposta sui social e trova commenti dei più disparati, senza distinzione alcuna. Nella giornata di ieri, a rendere meno monotono il pomeriggio ci ha pensato il presidente del consiglio comunale Gianluca Trani il quale ha voluto dire la sua sulla materia con un post pubblicato sul suo profilo personale Facebook nel quale ha dichiarato: “La questione traffico, siamo onesti, va presa di petto ed affrontata seriamente, anche a rischio di essere impopolari. Va bene, abbiamo capito che alla macchina proprio non riusciamo a rinunciare: ed allora, affidandosi ai privati, via libera a navette a prezzi ultrapopolari per muoversi nel cuore del paese, a condizioni talmente abbordabili da disincentivare l’uso delle vetture che stanno uccidendo Ischia e l’isola. Un servizio che sia efficiente, in grado di coprire h 24 l’intero territorio. Ma siamo davvero sicuri che sia utopia? Io credo ci voglia poco a realizzarlo, basta volerlo… Ovviamente, questo giusto per cominciare..”.

L’esponente politico, in odore di candidatura a sindaco, da una parte mette il dito nella piaga ma dall’altra chiaramente si “lancia in avanti”: è vero, a leggere e sulla carta siamo davanti ad un progetto che non prevede tempi fantascientifici per la sua realizzazione, ma che chissà perché non è mai andato in porto rimanendo sempre allo stato embrionale. Un po’, forse, perché non c’è la volontà di realizzarlo, un po’ perché evidentemente una serie di interessi hanno fatto sì che di proclami se ne facessero tanti ma che il risultato finale fosse sempre il nulla. Ma il dibattito, come era ovvio che fosse, si è scatenato: quando si parla di traffico le soluzioni mancheranno pure, ma di chiacchiere ce ne sono sempre in abbondanza.

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