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Ischia e la licenza di taxi revocata

dalla Redazione

 

ISCHIA. La scelta più giusta non è sempre la più facile. Lo avranno pensato anche i membri della commissione taxi del comune di Ischia quanto, nella tarda mattinata di ieri, hanno deciso di sospendere la licenza ad uno storico operatore del servizio pubblico da piazza. «Non avevamo altra scelta, abbiamo tentato ogni mediazione ma è stato inutile» confessano subito dopo aver firmato la revoca.

È una storia complicata, che sconfina nella sfera privata chiamando in causa anche la storia clinica del tassista, di cui omettiamo il nome per tutelarne la privacy. Alla base della decisione, infatti, ci sarebbero i continui sbalzi d’umore del tassista, assurto agli onori della cronaca in più di una circostanza per i suoi comportamenti che, per usare un eufemismo, non erano in linea con le direttive emanate dal comune di Ischia.

In più di una occasione, il comando Vigili ha tentato anche una mediazione con l’operatore. «Ci hanno chiesto di avvicinarlo per suggerirgli di prendere le medicine per regolare l’umore – confida un collega che preferisce restare anonimo – ma è stato inutile. Preferisce così, non possiamo obbligarlo».

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Lasciarlo ancora per strada, però, era un rischio che nessuno poteva permettersi. «Giusto ieri – racconta un altro tassista – l’ho incrociato alla Mortella: aveva lasciato il taxi in mezzo alla strada ed era entrato dentro con i clienti per la visita guidata».

Da tutti i colleghi, giungono attestati di stima e di solidarietà. Nessuno avrebbe voluto un epilogo del genere. Eppure tutti sono consapevoli che quella dell’amministrazione di Ischia non solo è stata la scelta più giusta, ma anche l’unica possibile. Oltre a garantire un servizio pubblico, i tassisti hanno anche l’obbligo di garantire l’incolumità dei passeggeri. Sembrerebbe scontato, ma basta mettere in successione la mole impressionate di incidenti che si sono verificati solo nell’ultimo periodo ad Ischia per capire quanto, sull’isola, questo obbligo debba essere rispettato con ancor più determinazione.

Non mancheranno strascichi polemici ed accuse reciproche, con il tassista destinatario del provvedimento che probabilmente si appellerà alla legge per farsi restituire la licenza. «Per ottenerla, però, dovrà convincersi a prendere le medicine rispettando tutte le prescrizioni» confermano dalla commissione. E chissà che, oltre a tutelare la cittadinanza da un probabile pericolo, non si sia aiutata anche una persona a combattere i propri demoni.

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