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Ischia e quel tutti insieme appassionatamente, parla Giustina Mattera

La neo consigliera di maggioranza racconta a Il Golfo le fasi che l’hanno portata ad aderire, insieme a Gianluca Trani e Ciro Cenatiempo, al nuovo progetto politico del sindaco Enzo Ferrandino. E racconta anche qualche interessante retroscena

L’approdo in maggioranza arriva improvviso, ed è inutile negare che lasci il campo a molte perplessità. E anche a qualche comprensibile chiacchiericcio.

INTERVISTA

«Capisco anche questo tipo di reazioni e considerazioni. Ma è pur vero che ormai da un anno siamo chiamati a fare i conti con una drammatica pandemia e i provvedimenti atti a contrastarla stanno purtroppo avendo un impatto pesante sulla vita di tutti noi. La congiuntura ci ha imposto un atteggiamento di resilienza, la verità è che un amministratore pubblico – al netto del ruolo che riveste, non può rimanere in attesa che le risposte ai problemi della quotidianità arrivino da altri ma deve impegnarsi in prima persona. E quindi…».

«La nostra scelta resa più veloce dalla possibile candidatura di Maria Grazia Di Scala? Assolutamente no, lo dico senza indugi. Personalmente ho grossa stima di Maria, sia come donna che come politico, ma sarebbe davvero riduttivo il solo pensare che una decisione così importante possa dipendere da una cosa del genere»

E quindi?

INTERVISTA

«L’apertura del sindaco a fare una riflessione sulla possibilità di una collaborazione, sono sincera, è arrivata inaspettata. E ciascuno di noi singolarmente si è riservato la possibilità di ponderare la propria scelta prendendosi il tempo che serviva. Ecco perché la risposta non è arrivata in maniera immediata e tempestiva».

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E qual è stata la molla che ha indotto Giustina Mattera a rispondere “presente” all’appello?

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«Per quanto mi riguarda, ho fatto questo ragionamento: al di là del ruolo che si riveste – maggioranza o minoranza che sia – oggi è il momento di mettersi a disposizione della cittadinanza, svestendosi, pur senza rinnegarla, della connotazione politica propria e sposando unicamente la causa del servizio alla comunità. E d’altronde, l’appello a superare steccati e diversità è stato rivolto alle forze politiche nazionali dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal premier Mario Draghi. Insomma, questo non è il tempo delle diversità e delle contrapposizioni, e mi pare che questo convincimento si stia radicando pian piano ovunque».

«Ottorino Mattera e Maurizio De Luise? Ognuno di noi ha deciso singolarmente e la prova di quello che dico è che non a caso abbiamo risposto in tempi diversi. Ottorino, ad esempio, lo ha fatto prima degli altri. Poi sul perché ci ritroviamo in tre dall’altra parte della barricata questo non va chiesto a me»

Lungi da me il voler essere (ancora una volta) malizioso, ma il sospetto che si tratti di un accordo in vista delle prossime amministrative per vincere le elezioni in pantofole e restando sul divano è davvero tanto, tanto forte.

INTERVISTA

«Guarda, rispondo con un’altra osservazione: se questo “teorema” avesse un fondamento di verità, allora avremmo potuto unirci anche un anno fa, perché farlo proprio oggi? La verità, ripeto, è che nessuno si aspettava che gli eventi prendessero una piega tanto drammatica, innestando peraltro una prospettiva che rischia di protrarsi ancora per lungo tempo. Il resto sono solo illazioni e chiacchiere da bar».

Qualcuno sostiene anche che a dare un’accelerata all’accordo sia stata l’ipotesi del terzo polo e lo spauracchio della candidatura di Maria Grazia Di Scala alle prossime amministrative. Cosa c’è di vero?

INTERVISTA

«E’ un periodo di fermento politico e dunque si andavano anche configurando una serie di nuovi e possibili scenari, non ci vedo nulla di strano. Mi chiedi se queste voci abbiano inciso nella mia e nostra scelta? Assolutamente no, e lo dico senza indugi. Personalmente ho grossa stima di Maria, sia come donna che come politico, ma sarebbe davvero riduttivo il solo pensare che una scelta così importante possa dipendere da una cosa del genere. E sgombriamo subito il campo da ogni illazione di altra natura. Ero consigliere e resto consigliere, sia pure passando tra i banchi della minoranza a quelli della maggioranza: nulla ho né abbiamo preteso, se non la reale possibilità di poter dare il nostro contributo alla causa».

Resta il fatto che va a farsi definitivamente benedire il progetto legato al movimento politico “Per Ischia”.

«Il gruppo nasceva in un momento storico in cui evidentemente le priorità erano altre. Una serie di dissidi interni avevano portato esponenti della maggioranza ad abbandonare i loro ruoli e posizioni e noi ci siamo mostrati aperti e flessibili a fare squadra condividendo un’unione di intenti. Ebbene con la stessa flessibilità, ma animati da un maggiore e doveroso senso di maturità e responsabilità politica, abbiamo inteso raccogliere l’appello del sindaco Ferrandino. Da parte mia il rapporto con Maurizio De Luise, Giosi Ferrandino e Ottorino Mattera resta immutato».

«A Giosi Ferrandino abbiamo spiegato di ritenere che fossimo davanti ad una causa giusta da sposare e lo abbiamo fatto, tutto qua. Ciò che oggi mi preme è poter iniziare a praticare la politica, quella con la P maiuscola. Dobbiamo uscire dalla pandemia e cogliere le opportunità offerte dal recovery fund»

Già, ma intanto De Luise e Mattera sono rimasti fuori dall’accordo. Non sarebbe stato il caso di imporsi col sindaco all’insegna di “o tutti o nessuno”?

INTERVISTA

«Ripeto, ognuno di noi singolarmente si è preso il tempo di fare la propria scelta e la prova di quello che dico è che non a caso abbiamo risposto in tempi diversi. Ottorino, ad esempio, lo ha fatto prima degli altri. Poi sul perché ci ritroviamo in tre dall’altra parte della barricata questo non va chiesto a me».

Hai sentito Giosi Ferrandino? Come gli avete motivato la vostra decisione?

«Abbiamo ritenuto che fossimo davanti ad una causa giusta da sposare e lo abbiamo fatto, tutto qua».

E adesso che si fa?

«Ciò che oggi mi preme è poter iniziare a praticare la politica, quella con la P maiuscola. Dobbiamo uscire dalla pandemia ed anche come sistema paese cogliere le opportunità che certamente arriveranno dal recovery fund: se non lo facciamo, significherebbe condannare non solo e non tanto l’attuale cittadinanza ad lento ma inesorabile declino e impoverimento, ma anche macchiarsi di una colpa incancellabile soprattutto verso le nuove generazioni. E la colpa sarebbe quella di avergli sottratto la prospettiva di realizzarsi sul loro territorio, un peccato gravissimo. Ecco, dobbiamo avere la forza di lavorare per far sì che un momento così nefasto si trasformi in una nuova rinascita. Anche per Ischia, anche per l’isola».

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