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«Ischia è un pezzo del mio cuore», parola di Giada Filippetti

Turismo e lavoro sono i temi principali della capolista di Italia Viva, che nel corso del suo tour elettorale ha fatto tappa anche sulla nostra isola

Giada Filippetti ha 27 anni ed è candidata al consiglio regionale. È la capolista di Italia Viva e sostenuta dai Millenials. La sua è una storia di emigrazione al contrario. È nata a Bologna, ha studiato a Firenze. Poi gli stage a New York e Parigi e le prime esperienze di lavoro tra Roma e Londra. Giovanissima si è trasferita a Milano, dove ha lavorato per una azienda internazionale del turismo. Ma a 25 anni è venuta in vacanza a Napoli e se ne è letteralmente innamorata. Non solo, ha visto in questa terra potenzialità infinite non sfruttate. Così a Napoli ha fondato la sua start-up del turismo. Il Turismo e la bellezza della Campania sono stati al centro della campagna elettorale della candidata capolista di Italia Viva che oggi nel capoluogo di Regione incontra la Ministra della Famiglia Elena Bonetti. Abbiamo intervistato Giada Filippetti a Ischia dove ha incontrato amici e sostenitori all’inizio dell’ultima settimana di campagna elettorale.

Ha 27 anni è giovane ed è campana. Sembra quasi un ossimoro la sua candidatura alle regionali. Com’è nata l’idea di candidarsi?

«Capisco l’osservazione, basta guardare all’attuale consiglio regionale campano. Su 50 consiglieri, soltanto 11 sono donne e nessuno al di sotto dei 40 anni. Questo è uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare questa sfida. Da giovane imprenditrice nel settore turistico ho avvertito tutte le difficoltà che sbarrano la strada ai giovani e a chiunque voglia investire sulle potenzialità enormi, e solo in minima parte sfruttate, della Campania. Se sei giovane qui, nella migliore delle ipotesi ti formi al meglio e ad un certo punto fai le valigie per cercare fortuna altrove. Io ho fatto il contrario, mi sono formata a Firenze, Parigi, Londra, New York, Roma e sono venuta ad investire qui. E mi batterò perché le risorse giovani di questa terra possano scegliere di rimanere qui».  

A proposito di giovani. I ragazzi spesso sono lontani dalla politica. Come pensa che si possa farli riavvicinare? Lei è anche molto attiva sui social: pensa che i giovani davvero riescano ad apprezzare e capire la politica tramite internet oppure è ancora necessario essere “fisicamente” tra le nuove generazioni?

«La politica ha due problemi con i ragazzi: uno di sostanza ed uno di comunicazione. I ragazzi, nella migliore delle ipotesi, sono ancora visti, soprattutto al sud, come un target da raggiungere con logiche clientelari e con l’assistenzialismo. Invece sono un’immensa risorsa di capacità e conoscenze che servirebbe a portare questa meravigliosa terra nel futuro. Da questo modo di intendere il rapporto con i giovani deriva un linguaggio stanco, legato a vecchi schemi nei quali i ragazzi non si riconoscono. In più, l’attuale politica è pigra, parametra i suoi risultati sui vecchi rapporti, non cerca i luoghi reali e “virtuali” che i giovani frequentano. Semplicemente non li conosce. Io sono molto attiva sui social come ogni persona della mia età, apparteniamo a quelle generazioni dei cosiddetti “nativi digitali”. Ho voluto portare un pezzo della Campania che immagino, sburocratizzata, smart e digitale già in campagna elettorale. Ma ho anche girato in camper le piazze e i luoghi dove i ragazzi si incontrano. Mi creda, i giovani sono affamati di politica, ma cercano progetti concreti e parole comprensibili. Non sono stanchi della politica, ma di una vecchia politica che blatera di giovani senza conoscerli».

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Il punto di forza della sua campagna elettorale è il turismo. Quali sono le misure da attuare per rimettere in moto il turismo specialmente in questo periodo di crisi post Covid?

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«Da imprenditrice del settore ho pagato lo scotto della crisi Covid sulla mia pelle e su quella dei miei collaboratori. Le misure messe in campo da Governo e Regione hanno lenito, ma non risolto le sofferenze del settore. Il tema vero non è soltanto sopravvivere al Covid, ma ripartire e sfruttare meglio le potenzialità enormi della Campania. Abbiamo un vantaggio, abbiamo affrontato meglio di tutti, come Paese e ancora di più come Regione, l’emergenza. Dobbiamo continuare a trasmettere questa serietà nel mondo e spiegare ai turisti che non troveranno luoghi più sicuri al mondo delle bellezze del golfo. Ma dobbiamo usare le esperienze e le tecnologie che il nostro tempo offre per ampliare le nostre possibilità. Immaginare portali virtuali di accesso ai servizi, piattaforme regionali dove la domanda di turismo incontra l’offerta di qualità, sburocratizzare la selva normativa nella quale un imprenditore che voglia investire in bellezza deve muoversi. Questo può aiutarci già a rendere più semplice la convivenza col Covid, ma in prospettiva a moltiplicare gli affari e a trattenere le risorse sul territorio, piuttosto che regalarle ai grandi player internazionali come booking, ad esempio».

Ieri l’altro è stata sull’isola di Ischia. È stata la prima volta? Che cosa l’ha colpita?

«Amo molto le isole, sono parte della mia vita e del mio lavoro. Dunque conosco Ischia e continuerò a passarci molto del mio tempo. Ischia è un mondo, offre praticamente tutto. Mare, monti, terme, eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche, bellezze storiche e architettoniche, paesaggio. È una bellezza a tutto tondo, con un potenziale turistico di 12 su 12 mesi all’anno di visite. Per me, semplicemente, un pezzo di cuore».

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