CULTURA & SOCIETA'

Ischia, ecco i ciclamini, inizia la raccolta del fiore di primavera

Con La primavera alle porte, già dai primi di marzo, i ciclamini a Ischia fanno capolino fra le pietre e le piante basse dell’area boschiva della ex pineta Villari, oggi vasto parco comunale nel cuore del capoluogo isolano. E’ una gioia, per le persone sensibili alla forma ed al colore di questo singolare fiore, vederlo spuntare già sbocciato e virile nel suo habitat naturale, bello e carismatico e facile attrattore per la sua accattivante fioritura.

Altri habitat naturali dell’isola, dove nascono i ciclamini, sono la pineta di Fiaiano, il bosco della Maddalena, il bosco del Cretaio, ai Frassitelli, nella Falanga, a Monte Vezzi e nelle macchie boschive di Santa Maria al Monte e di Campotese a Forio. Avvolte, quando il luogo di nascita e di crescita in parte è pianeggiante, possono essere ammirati anche in estese “praterie” e quindi colti con maggiore faciltà. Il ciclamino di primavera è più dolce di quello invernale che per lo più è coltivato in serre  ben protette. Il ciclamino cosiddetto invernale è mantenuto in appositi vasi ben presentabili e si distingue fra i regali di Natale che si scambiano amiche e gruppi di famiglie. Nel linguaggio dell’amore, regalare un ciclamino è espressione di sentimenti sinceri. Per via del suo tubercolo che gli permette di resistere alle condizioni più difficili, il ciclamino è considerato il fiore dell’amore  profondo.  

In sostanza il ciclamino è un fiore tra i più generosi e facili da coltivare e, al contempo, bellissimo ed anche  pericoloso, ambiguo. Pericoloso per il veleno contenuto nel suo  tubero, ma utile, quello stesso veleno,  come antidoto contro i morsi di serpenti. Regalarlo, però è un omaggio alla sincerità.  Il suo messaggio è proprio questo:  invito alla sincerità ed alla  schiettezza. Per questo, forse, la sua origine  si perde nella leggenda . Che cosa raccontano le leggende?  La leggenda racconta del misterioso giardino di Ecate, di cui il ciclamino era la pianta regina. Ecate, dea della Magia, degli incantesimi e degli spettri, in grado di attraversare il mondo dei vivi e  quello dei morti; a lei si ispirava la Sibilla Cumana per i suoi responsi.

Tornando alle usanze, alle  tradizioni ed alla cultura di casa nostra, il ciclamino  per particolari aspetti fa il paio con la fresia più profumata. Insieme  dominano la scena floreale, già da oggi fino a Pasqua e naturalmente oltre, rimane il fiore della nostra infanzia, delle nostre felici primavere,  fra campi e pinete,  a godere dell’atmosfera magica della nuova stagione in tutt’uno con il canto degli uccelli migratori e con l’attenzione alle prime rondini che ci annunciavano e ci annunciano in modo perentorio e rassicurante che l’inverno col freddo che ci segnava era passato. E noi contenti a raccogliere ciclamini per vivere la suggestione dello spensierato contatto con la natura. Introducendoci nel vasto ed interessante campo della botanica, scopriamo che Il ciclamino è una pianta della famiglia delle Primulaceae, e ne esistono una ventina di specie.

Quella più popolare è il cyclamen persicum, chiamato anche “ciclamino di Persia”, quello che nasce nei boschi della nostra isola ed è a noi familiare. Questa specie.è la più coltivata dagli orticoltori ed è quella che si trova dai fioristi e nei garden center. Il Ciclamino attira l’attenzione quale amabile fiore dai colori forti sgargianti,vistosi. E’ fiore anche da decorazione e da  regalo ed è presente  a Natale come a Pasqua e lo troveremo con le fresie ed i fili di grano ad adornare gli altarini della Reposizione, meglio conosciuti come  i  “Sepolcri”  della Settimana Santa  non molto lontana.

                                                                  antoniolubano1941@gmail.com

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