Festa di Sant’Anna, Ischia perde i fondi. Esclusi per un errore di Giunta
Il Comune d’Ischia è rimasto escluso dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo per la Festa di Sant’Anna 2026 non per carenze del progetto, ma per la mancata presentazione, nei tempi previsti, di una delibera di Giunta vincolante sul cofinanziamento comunale. Ischia era l’unico Comune dell’isola ad aver partecipato al bando, ma un errore procedurale e una gestione approssimativa dell’iter amministrativo hanno fatto sfumare un’importante occasione di finanziamento

Il Comune d’Ischia è rimasto escluso dal finanziamento del Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) per la Festa di Sant’Anna 2026. La causa non è legata al progetto, né al valore dell’evento, ma alla mancata presentazione, nei tempi previsti, di una delibera di Giunta giuridicamente vincolante sul cofinanziamento comunale del 25%. Un passaggio decisivo che ha reso la domanda inammissibile.
Va subito chiarito un dato politico-amministrativo rilevante: Ischia è stato l’unico Comune dell’isola a partecipare al bando. Nessuna delle altre amministrazioni isolane ha presentato progetti a valere sulla quota nazionale del FUNT, rendendo ancora più evidente il peso dell’occasione persa.
L’avviso, pubblicato dal Ministero del Turismo nel luglio 2025, riguardava il Fondo Unico Nazionale per il Turismo 2025, suddiviso in due quote: l’80% delle risorse gestite dalle Regioni e il restante 20% assegnato tramite bando pubblico con procedura valutativa. È proprio su questa quota del 20% che il Comune d’Ischia aveva deciso di puntare, presentando un progetto legato all’edizione 2026 della Festa a mare agli scogli di Sant’Anna.
Il bando aveva finalità chiare e strategiche: promuovere e valorizzare il sistema turistico nazionale, favorire la destagionalizzazione, sostenere eventi culturali e sportivi al di fuori dei periodi di massimo afflusso, incentivare la sostenibilità, l’innovazione e la promozione del territorio. Tra gli interventi ammissibili rientravano anche eventi culturali e iniziative di promozione turistica, con contributi fino al 75% del costo complessivo del progetto.
Un’opportunità tutt’altro che marginale, soprattutto per eventi identitari come la Festa di Sant’Anna, che rispondono pienamente agli obiettivi del FUNT in termini di attrattività, promozione e immagine della destinazione.
A metà settembre, con scadenza fissata al 15 settembre, la Giunta comunale deliberava la partecipazione al bando, demandando la predisposizione degli atti alla responsabile del Servizio 3, dott.ssa Mariarosaria De Vanna, con il supporto della società Ischia Risorsa Mare. La domanda veniva regolarmente inoltrata nei termini.
Durante la fase istruttoria, tuttavia, emergeva un nodo fondamentale: il bando prevedeva che la quota non coperta dal contributo ministeriale, pari al 25% dell’investimento, fosse attestata attraverso atti giuridicamente vincolanti, in particolare una delibera di Giunta che impegnasse formalmente il Comune al cofinanziamento. Per Ischia tale quota ammontava a 75.000 euro.
Già in questa fase era stata evidenziata la necessità di una delibera integrativa che esplicitasse in modo chiaro la parte di spesa a carico dell’Ente. Dal Comune, però, era stato fatto presente che in precedenti procedure analoghe si era sempre operato nello stesso modo e che, vista l’imminente scadenza del bando, non vi erano i tempi tecnici per riconvocare la Giunta prima del 15 settembre. Per questo motivo si è scelto di procedere comunque con l’invio della domanda.
Fondi nazionali persi. La Festa di Sant’Anna paga l’improvvisazione amministrativa. Il comune di Ischia era l’unico candidato tra i sei comuni, ma viene escluso.
Successivamente, il Ministero del Turismo, tramite la Direzione Generale Promozione, Investimenti e Innovazione per il Turismo, ha richiesto formalmente l’integrazione documentale. A quel punto la Giunta si è riunita e ha approvato una delibera integrativa, confermando la partecipazione al bando e impegnando il Comune a coprire il 25% dell’investimento, stanziando le risorse necessarie in bilancio.
Un atto che, però, è arrivato tardivamente. Secondo il Ministero, al momento della presentazione della domanda mancava un requisito essenziale di ammissibilità, motivo per cui il progetto relativo alla Festa di Sant’Anna non è stato ammesso al finanziamento.
La vicenda apre ora una riflessione critica sull’operato dell’Amministrazione guidata dal sindaco Enzo Ferrandino. Se è vero che Ischia è stato l’unico Comune isolano a tentare di intercettare le risorse del FUNT, è altrettanto vero che la gestione del procedimento si è rivelata inadeguata rispetto alla complessità e al rigore richiesti da un bando ministeriale.
Affidarsi alla prassi del “si è sempre fatto così” e scegliere di procedere nonostante un requisito segnalato come fondamentale significa assumersi un rischio che, in questo caso, ha avuto un esito prevedibile. La Festa di Sant’Anna, evento simbolo dell’isola, avrebbe meritato una programmazione più attenta e una tempistica tale da consentire il rispetto pieno delle regole.
In un contesto in cui i fondi nazionali rappresentano una leva essenziale per lo sviluppo turistico, l’approssimazione amministrativa non può più essere giustificata. Questa esclusione non è solo una questione tecnica, ma il riflesso di una gestione che, ancora una volta, ha dimostrato limiti nella capacità di trasformare le opportunità in risultati concreti per la comunità ischitana.






