CULTURA & SOCIETA'

Ischia Global ricorda Camilleri al World Script Market

Gli scrittori dello schermo parlano del loro lavoro e rendono omaggio al papà di Montalbano

Anche Ischia Global rende omaggio ad Andrea Camilleri, uno dei più grandi scrittori e intellettuali del Sud, scomparso due giorni fa all’ospedale Santo Spirito di Roma. L’occasione è il World Script Market, tradizionale appuntamento del festival con gli scrittori del cinema. «Una felice convergenza tra una grande scrittura e tempi formidabili», ha ricordato Giancarlo De Cataldo, l’autore di “Romanzo criminale” e sceneggiatore di successo (“Noi credevamo”, “Suburra”, “Il caso Enzo Tortora”). «Camilleri ha dimostrato che esiste una tradizione italiana di gialli, con un suo retroterra e una sua forza. Ha saputo pescarci dentro e rinnovarla portandola all’età dell’oro, al suo momento più alto. Facendoci capire, attraverso le sue storie ricche di pathos e di ironia, che un “genere” come il giallo può diventare importante letteratura.»
Anche Erri De Luca ha ricordato con affetto il papà di Montalbano, che all’epoca del suo processo per le frasi contro la Tav, si schierò dalla sua parte. «La letteratura italiana che preferisco è quella un cui si sente il “callo” del dialetto. Camilleri ha dato lustro a una lingua che proviene dal Sud e ha fatto un gran bene alla letteratura con la grande popolarità del commissario Montalbano. Possedeva il carattere generoso di un personaggio che, anche nelle polemiche, usava una meravigliosa ironia, arma sempre più efficace dell’invettiva.»

Sulla scrittura per il cinema e la tv si sono soffermati gli ospiti americani del Forum. «Non c’è periodo migliore di oggi per essere uno sceneggiatore. Grazie alle nuove piattaforme abbiamo molto più spazio per poter raccontare storie che non siano destinate soltanto al cinema». Lo ha dichiarato il produttore e sceneggiatore americano Paul Haggis. Bille August, Steven Zaillian e Nick Vallelonga, altri premi Oscar , hanno raccontato della loro esperienza nel mondo dell’industria cinematografica, con un’attenzione particolare al processo di stesura di una sceneggiatura e al ruolo dello sceneggiatore. «Sceneggiatore e scrittore – ha dichiarato ancora Haggis parlando del rapporto che intercorre tra l’essere uno sceneggiatore di cinema e tv e uno scrittore di romanzi – sono due forme di arte diverse. Il romanzo non ha bisogno di una struttura formale, come invece ne ha bisogno una sceneggiatura». «A chi vuole fare lo sceneggiatore – è stato il monito di Zaillian – consiglio di fare prima esperienza della vita. Solo così si avrà modo di poter essere bravi scrittori».

Vallelonga, fresco vincitore di due premi Oscar (per “Green book”, proiettato ieri sera alla darsena del Regina Isabella) si è soffermato sul cast del film. «Inizialmente pensavano a un attore italoamericano come protagonista. Poi ci siamo chiesti: qual è l’attore che ha regalato alla storia del cinema un personaggio italoamericano memorabile? Marlon Brando ne “Il padrino”. Viggo Mortensen è stato straordinario, avete visto tutti cosa è stato capace di fare.»

«A chi vuole fare lo sceneggiatore – ha suggerito De Luca – il consiglio è lo stesso che darei ad uno scrittore, ossia di leggere tanto, che siano libri o sceneggiature. Non per dovere, ma per puro piacere. Quello è il miglior modo per spendere il proprio tempo libero in maniera produttiva». De Luca ha, poi, raccontato il suo rapporto con l’arte cinematografica. «Sono uno spettatore entusiasta di cinema – ha dichiarato, infatti, lo scrittore napoletano – Credo che il cinema sia un’ottima lente di ingrandimento di eventi storici, ma anche attuali». «Ho avuto il più bel premio letterario – ha concluso – proprio dal cinema, prendendo parte alla giuria del Festival di Cannes».

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