CULTURA & SOCIETA'

ISCHIA in 3 P PAESI, PAESAGGI & PERSONE Quel binomio tra scuola e agricoltura

Alcuni anni orsono partecipai ad un convegno organizzato dall’Istituto Professionale StataleAlberghiero Vincenzo Telese di Ischia, con la collaborazione del comune di Serrara Fontana, durante il quale fu presentato ufficialmente un nuovo corso di studi professionale per tecnici specializzati in agricoltura. Una iniziativa lodevole che tentava di colmare una lacuna nell’offerta formativa scolastica della nostra isola. Non sto qui a farvi- cari amici lettori – il resoconto del convegno, le relazioni e gli interventi che vennero proposti al numeroso pubblico presente da alcune personalità del mondo accademico e non (alcuni fuori luogo e, ritengo, del tutto inopportuni!).

La mia personale considerazione al riguardo è molto semplice: Se il territorio della nostra isola deve avviarsi ad una sorta di Rinascimento dal punto di vista ambientale e paesaggistico, soprattutto per porre riparo a guasti ed abusi che negli ultimi decenni ne hanno pregiudicato in maniera significativa la sua integrità ed armonia, con danni cospicui alla sua immagine e non solo ( si pensi alle alluvioni del Vezzi e di Casamicciola degli anni trascorsi !), tutto ciò non può prescindere da un rilancio importante della sua agricoltura. Agricoltura come presidio del territorio, certo! Ma sicuramente non un’agricoltura cenerentola relegata al ruolo di comprimaria dell’economia dell’isola. Vista con occhi quasi compassionevoli da albergatori, operatori turistici e commerciali, pronti a sfruttarne i riflessi positivi che da essa riverberano all’esterno , verso la potenziale clientela dell’isola. Se rilancio ci deve essere e ci sarà per Ischia , l’agricoltura dovrà svolgere necessariamente un ruolo da protagonista. Non potrà più essere sopportato un territorio in gran parte abbandonato ed incolto, facile preda non già di incendi boschivi, quanto di incendi di terreni abbandonati e dismessi dall’agricoltura; esposto a frane , smottamenti ed alluvioni per la perdita di funzione delle antiche opere di ingegneria idraulica ( briglie, canali di scolo, muri a secco, alvei, ecc.)alcuni dei quali risalenti al post alluvione del 2010, ed il alcuni casi distrutti o resi inefficaci per sovrapposizioni, sbarramenti, chiusure, ecc. Ad Ischia occorre un’agricoltura seria, una agricoltura fatta con i criteri dell’impresa, quindi votata alla produzione per il perseguimento di un fine economico. Per fare un tale tipo di agricoltura occorrono non già contadini, quanto piuttosto IMPRENDITORI AGRICOLI QUALIFICATI che ragionano e fanno agricoltura con i criteri dell’impresa. Quindi imprenditori che non disconoscono il rischio di impresa, ma che lo cavalcano con il coraggio e l’entusiasmo proprio di chi valuta tutti i fattori in gioco e si determinano con autorevolezza ad una sfida. La sfida si concretizza nelle scelte. Scelte, appunto, di imprenditori e non di avventurieri o di sprovveduti! Quella più importante è di base : scegliere di fare impresa in agricoltura! Poi, le scelte per il perseguimento del fine economico connaturato e derivato dalla scelta primaria : cosa produrre, come produrre, con quali mezzi produrre, per quali mercati produrre, quale domanda del mercato intercettare ? Ecco, se questa è l’agricoltura desiderabile per Ischia, occorre gettare le basi, vorrei dire metaforicamente il seme di questa agricoltura ideale, già nella scuola.

Ma non già solo e semplicemente nella scuola quale banale proposta per i giovani al termine del ciclo di studi delle medie inferiori, del tipo : “ A chi di voi interessa , c’è la scuola professionale per l’agricoltura che … “ . Occorre, secondo me, suscitare e stimolare un certo interesse già dalle elementari, non già invogliando gli alunni direttamente ad un determinato tipo di studi, quanto rappresentando in maniera completa e corretta il mondo che li circonda nella sua semplicità di manifestazioni e proiezioni nell’assetto sociale e produttivo. Le favole vanno bene e fanno bene, ma occorre che ci siano anche favole agganciate al mondo reale. La buona scuola è protesa verso la società e non chiusa in un castello incantato nel quale non devono entrare o devono entrarci poco le altre componenti sociali. La buona scuola è proiettata verso la parte sana della società che diventa per essa una maestra aggiuntiva e punto di riferimento importante e qualificante. L’agricoltura, quale presidio di primo livello dell’ambiente e della società , con i suoi attori ( gli imprenditori agricoli, dai semplici agricoltori agli umili braccianti ) sono portatori di saperi, di saggezze, di tradizioni e di modi di fare che occorre preservare dall’oblio. La scuola deve, in ogni suo ordine e grado, rivolgere un’attenzione speciale e privilegiata al mondo agricolo. Così facendo può suscitare, già nei giovanissimi, un interesse ed un amore per l’agricoltura il cui risultato minimo è la propagazione di quei valori nelle generazioni future. Ma il cui risultato massimo è , invero, quello di una scelta di formazione scolastica propriamente indirizzata verso il settore agrario. Qualcunodi voi si starà chiedendo qual è il collegamento tra scuola agraria e imprenditori agricoli. La risposta è molto semplice : Un buon studente di agraria sarà un imprenditore agricolo ancora migliore, se decide dopo gli studi di diventare un imprenditore. Un esperto in materia agraria sarà un ottimo professionista che affianca gli imprenditori agricoli. Un esperto in materia agraria potrà formare meglio e di più giovani agricoltori .

UN RICORDO DELLE ELEMENTARI AL MARCONI DI ISCHIA

Il mio ciclo di studi elementari è stato molto particolare : I primi tre anni alla Piripissa (Via Nova, Fondo Bosso), con diverse maestre tra cui ricordo con affetto particolare la signora Antonietta Lauro (Cartusciell(a)) .Tre classi, prima, seconda e terza, in un’unica grande aula con una sola insegnante. Immaginate voi- cari amici lettori- la differenza con oggi , con insegnati multipli, di sostegno, ecc. Eppure si andava a scuola e si facevano le cose anche in maniera soddisfacente per i tempi. Poi il passaggio al Marconi di Ischia per gli ultimi due anni. Quarta e quinta con un maestro severo, molto severo, qual’eraGiuseppe Mancusi . Mi ci volle poco più di una settimana per adeguarmi alla nuova situazione, e limitare i danni… ! Alla Piripissa , nella scuola di campagna improvvisata precariamente al primo piano della casa che ancora oggi ( benchè ricostruita interamente) sta di fronte alla chiesetta del Crocifisso, era giocoforza imperante una sorta di festosa anarchia. Al Marconi no ! Ordine e disciplina dettati da un referente autorevole, ma buono : il maestro Giuseppe Mancusi. Quel maestro tanto severo quanto abile nell’arte dell’insegnamento, un giorno disse pressappoco così : “Ragazzi, da oggi ed ogni sabato faremo due ore di agricoltura !” E così fu. Ci portava nei giardinetti situati nella parte anteriore bassa dell’istituto dove scegliemmo una delle ampie aiuole, che divenne il nostro orto.

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Altre aiuolefurono curate da altre classi, tra cui quella del maestro Baldino, anch’egli appassionato di agricoltura. Tra di noi c’era più di uno figlio di contadini ed il maestro lo sapeva bene e faceva leva su di noi per suscitare l’entusiasmo dei compagni un tantino più cittadini. Seminammo fave, piselli, aglio e alcune verdure, e regolarmente ci portavamo nel nostro orto per togliere erbacce, zappettare intorno alle pianticelle, mettere sostegni, sotto lo sguardo vigile e con le indicazioni del maestro che in quel contesto si concedeva qualche deroga alla sua innata severità. Badate bene- care amiche lettrici e lettori- il maestro Mancusi ci parlò e ci insegnò di A-GRI-COL-TU-RA , bella, buona e semplice ! Veniamo ad oggi : Ai ragazzini si parla di ORTI DIDATTICI ! Ad un bambino di una quarta elementare qualche tempo fa ho chiesto cosa facevano , e lui mi ha reiteratamente detto : “ facciamo l’orto didattico !” Ed io di rimando : “ e cioè ?” – Risposta : “Quella cosa dei semi di fagiolo, della terra , delle piantine di fiori , così … !” – “Sai cos’è l’agricoltura ? “, gli ho chiesto con dolcezza. E lui : “ Boh, cos’è ? Ah, forse ho capito, ma perché non me lo dici tu che cos’è quella cosa li, …quella che dici tu ? “ Ecco, forse è meglio parlare chiaro ai ragazzi, evitando le parole frutto della più ottusa didattica burocratica.

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Concedetemi ancora qualche passaggio sul Marconi: vi siete mai chiesti perché il prospetto principale di questo austero palazzo scolastico di Ischia si affaccia su una strada secondaria qual è appunto via Casciaro e non già sulla più importante via Alfredo De Luca ? Semplice : perché quando fu realizzato ed inaugurato il Marconi (1936 o 1939 ? ) via Alfredo De Luca non esisteva ancora, essendo stata aperta agli inizi degli anni cinquanta, con il suo sbocco importante su Piazza degli Eroi , anch’essa fino ad allora non esistente, e poi lungo via Antonio Sogliuzzo , aperta anche quella in quel periodo, fino all’ingresso di Ischia Ponte.

*agronomo e naturalista

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