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Ischia, incendio edicola: è stato un corto circuito

DI MARCO GAUDINI

ISCHIA – Ormai non dovrebbero esserci più molti dubbi, sulle cause che hanno generato l’incendio dell’edicola in via Mirabella, domenica notte. Sembrerebbero infatti confermate le prime ipotesi relative ad un corto circuito. La conferma arriverebbe da alcune immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza, tra le quali anche la stessa telecamere dell’edicola. Immagini che sarebbero state visionate dai Militari dell’Arma. La definitiva individuazione della causa dell’incendio, dovrebbe quindi anche mettere a tecere le numerose voci che in questi giorni stavano circolando. Il rogo dell’edicola ha infatti sin da subito generato tra i cittadini una grande attenzione: «alle 5.30 di domenica scorsa, mio marito si  è alzato per andare a lavoro e, aperte persiane e finestre, abbiamo visto i lampeggianti dei Carabinieri e i Vigili del fuoco che spegnevano le fiamme. Fortuna che avevamo le finestre della cucina chiuse altrimenti c’intossicavamo». Così Maddalena Broccoli, la dirimpettaia dell’edicola “Gran Bazar” aveva commentato l’incendio che, nella prima mattinata di domenica scorsa, ha completamente distrutto l’edicola situata alle spalle del convento dei Frati minori di Sant’Antonio, nei pressi del bar La Violetta, all’interno del parcheggio di Via Mirabella.  L’ipotesi del cortocircuito aveva da subito preso piede, anche in considerazione del fatto che la sera prima dell’incendio aveva piovuto molto, e il titolare aveva passato quasi tutta la serata a spazzare l’acqua che si era raccolta sotto l’edicola. Il titolare,  Denis Vuoso, classe 1989, è da appena due anni che ha preso in gestione l’edicola “Gran Bazar”, nonostante la crisi che ha colpito l’editoria, ha voluto intraprendere quest’attività con l’entusiasmo che caratterizza la sua giovane età. Di quella zona era l’edicola di riferimento, ma non una copia è stata tratta in salvo dalle fiamme. Del resto, se c’è una caratteristica della carta, è che questa è estremamente infiammabile. Le voci che parlavano di un ipotetico legame dell’incendio con i recenti fatti giudiziari che hanno scosso Barano, sono pertanto state smentite. Nessuna vendetta, quindi, nessuna ritorsione, ma solo un fatale cortocircuito, che ha acceso le fiamme e spento, almeno per il momento, un sogno, un futuro. Adesso è però il tempo di riorganizzarsi e mettersi all’opera per dare nuova vita all’edicola. Così forse, come un’araba fenice, risorgerà dalle sue ceneri.

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