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Ischia e la geotermia, scatta l’indagine della Procura della Repubblica

Ischia e la geotermia, un amore mai sbocciato. Ma che adesso potrebbe vivere un’appendice di altra natura. L’indiscrezione è di quelle ancora da confermare, ma sarebbe considerata piuttosto attendibile. La Procura della Repubblica di Napoli, anche per il tramite di alcuni esposti, avrebbe indirizzato le proprie attenzioni sull’impianto geotermico che si pensava  – e chissà se si pensa tuttora – di realizzare sull’isola verde. Sullo sfondo una serie di consulenze per sostenere il progetto anche in un territorio particolare come il nostro e addirittura, ma questo è ovviamente soltanto un teorema, anche il terremoto che lo scorso 21 agosto ha causato ingenti danni a Casamicciola e Lacco Ameno. Ed è così che in questa vicenda che ovviamente ha ancora molti lati oscuri, entrerebbe in gioco anche l’Osservatorio Vesuviano e le sue previsioni sbagliate nella localizzazione dell’epicentro in quel maledetto lunedì. Un errore secondo alcuni addetti ai lavori comprensibile e che ci poteva stare, secondo altri (e va detto che parliamo di una stragrande maggioranza) impossibile da commettere anche se a leggere quei dati si fosse trovato un pivellino alle prime armi.

Che l’autorità giudiziaria si stia muovendo, beh questo lo confermerebbero anche una serie di indiscrezioni di natura giornalistica, che specialmente in determinati ambienti difficilmente riescono a non essere fondate. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia avrebbe infatti siglato una convenzione con la società Ischia Geotermia. Ed allora, siccome a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina come soleva dire Giulio Andreotti, ecco che non mancano – e tra questi ci sono anche alcuni quotidiani – coloro che ipotizzano una possibile relazione tra gli errori commessi dall’osservatorio nella stima dell’entità e dell’epicentro del terremoto ischitano e la predetta convenzione. Un’ipotesi alla quale ovviamente noi non vogliamo nemmeno lontanamente credere, e anzi siamo certi di poterla escludere a priori, e che potrebbe avere una sola spiegazione. Un teorema assolutamente malevolo potrebbe essere quello della localizzazione del terremoto: non c’è dubbio che il fatto che l’epicentro dello stesso si trovasse nel cuore del sottosuolo isolano, significa poter dire definitivamente addio al progetto geotermico. Se invece si fosse trattato dei soliti effetti di un sisma che nasce dal mare, le cose starebbero in maniera diversa.

Noi, lo ripetiamo, nemmeno vogliamo pensare che possano esserci sotterfugi dal genere, ma quello che sembra è che la Procura partenopea sarebbe stata interessata almeno da un paio di esposti. E non è un caso che sulla vicenda si siano fatti sentire anche il consigliere regionale ed il portavoce campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e Vincenzo Peretti. I quali proprio commentando i rumors sopra esposti hanno affermato categoricamente: “Ci opporremo a qualunque ipotesi di realizzazione di centrali geotermiche sull’isola d’Ischia così come abbiamo fatto per altrettanti progetti scellerati che riguardavano l’area dei Campi Flegrei e tutte le zone a rischio sismico della Campania. La geotermia che ci vede favorevoli in molti casi non può essere realizzata in aree turistiche e densamente abitate. Non consentiremo a nessuno di fare business sulla pelle degli isolani e siamo pronti a denunciare qualunque attività sospetta che vada in questa direzione”. E poi una stoccata che rappresenta più di un indizio: “La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, deve fare chiarezza anche su questa imbarazzante coincidenza – proseguono Borrelli e Peretti – per evitare di danneggiare ulteriormente l’immagine dell’Osservatorio più antico del mondo già fortemente compromessa. Sarebbe doveroso prima di rassegnare le dimissioni, come ci auguriamo faccia al più presto”.

Il progetto isolano riguarda il cosiddetto Impianto Pilota Geotermico denominato Serrara Fontana. Prevede per la cronaca la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato dal liquido geotermico estratto da due pozzi di produzione e re-inettato nel sottosuolo in un altro pozzo, delle condotte per il convogliamento del fluido geotermico e dell’elettrodotto in media tensione interrato di connessione alla rete Enel. Sul sito del Ministero dell’Ambiente si leggeva altresì che l’impianto “Serrara Fontana” fa parte del Permesso di Ricerca per risorse geotermiche finalizzato alla sperimentazione di Impianti Pilota denominato “Ischia Forio”. La società proponente, come già rimarcato, è la Ischia Geotermia srl.

Gaetano Ferrandino

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