CRONACA

Ischia, l’autovelox promosso a pieni voti

Giovanni Mattera e Raffaele Monti, comandanti della polizia locale di Casamicciola e Lacco Ameno, si dicono favorevoli all’installazione dello strumento varato dal Comune capofila

“L’installazione dell’autovelox mobile per le strade di Ischia è un buon esperimento”. Non ne hanno dubbi Raffaele Monti e Giovanni Mattera, comandanti, rispettivamente, della polizia municipale di Lacco Ameno e Casamicciola. “Questi dispositivi rappresentano un valido deterrente per chi pensa di attraversare le strade isolane pensando di stare in un autodromo”, confermano. Il numero uno dei caschi bianchi di Lacco Ameno è chiaro: “Qualsiasi attività sanzionatoria espletata dalla Polizia municipale non ha lo scopo di fare cassa”. Ed aggiunge Raffaele Monti: “Anche un solo utente della strada sanzionato contribuisce ad aumentare la sicurezza stradale”.

“L’autovelox rappresenta un dispositivo valido per far rispettare i limiti di velocità.  Gli autovelox mobili, però, non rappresentano una panacea”. Il riferimento del comandante di Lacco Ameno è legato al fatto che gli autovelox cosiddetti mobili hanno bisogno della presenza di una doppia pattuglia della municipale. La prima nei pressi del dispositivo e la seconda ad alcune centinaia di metri di distanza pronta ad intervenire per contestare l’infrazione. “E questo è un limite dell’autovelox mobile”, spiega il comandante Monti. “Perché sono poche le strade sulla nostra isola che possono ‘ospitare’ due pattuglie senza essere d’intralcio alla circolazione”. Presto gli automobilisti potrebbero anche ‘abituarsi’ all’idea che dove c’è un’auto dei vigili ferma c’è l’alta probabilità che possa esserci anche l’autovelox. “Con gli autovelox fissi, invece, sarebbe un’altra storia”, incalza Monti. “Ciò non toglie che comunque l’autovelox, fisso o mobile che sia, rappresenta un valido deterrente contro le violazioni al codice della strada”. Sulle strade di Lacco Ameno, così come in altre carreggiate isolane non ci saranno dispositivi di rilevatori di velocità a causa di un paradossale ostacolo legislativo.

Infatti, secondo le direttive ministeriali e l’indagine statistica effettuata dalla Polizia Stradale, tali rilevatori di velocità, in base alle normative attuali, non si possono installare in quei punti. Secondo il Decreto Prefettizio n. 161292/2018, con l’aggiornamento dell’elenco delle strade e dei tratti viari ricadenti nell’Area Metropolitana di Napoli, dove è possibile allestire l’attività di controllo da remoto del traffico per l’accertamento delle violazioni per eccesso di velocità, non ci sono strade isolane con un’unica eccezione a Forio. La motivazione, per molti versi surreale, va rinvenuta nel fatto che la gran parte degli incidenti mortali non è formalmente addebitabile alla velocità. In pratica, da tali indagini si evincerebbe che gli incidenti mortali si sono verificati quasi sempre a causa dell’uso di sostanze stupefacenti e di alcol. Un dato che impedisce di predisporre gli autovelox. “Lacco Ameno non ha strade idonee ad ospitare autovelox fissi che, appunto, non ci è stato autorizzato dalla Prefettura. Il dispositivo mobile, invece, è impensabile per la conformazione delle nostre strade e per la penuria di personale”. Il riferimento di Monti è legato al fatto che il Comando che dirige non ha abbastanza uomini a disposizione per l’eventuale installazione di un autovelox mobile.

“Gli autovelox sono costantemente fonte di polemica in tutta Italia ed Ischia non è da meno”, commenta il comandante della Polizia municipale di Casamicciola Giovanni Mattera. “Da un lato chi li difende sostenendo che rendono le strade più sicure, dall’altro chi li condanna a prescindere ritenendoli strumenti per fare cassa e ripianare i bilanci pubblici. Questa è una definizione errata. Quando si parla di “autovelox per fare cassa” si è portati a pensare che i denari derivanti dalle sanzioni portino gli amministratori ad arricchire le ricche casse pubbliche in danno dei cittadini”. Mattera smentisce questa tesi: “I proventi delle multe comminate devono essere reinvestititi in sicurezza stradale”, chiarisce. E poi c’è un punto di vista completamente differente: ogni sinistro comporta un costo altissimo a carico della collettività. Si pensi alle spese sanitarie e collegate agli interventi di Polizia. Si pensi ai danni che si creano al manto stradale ed alla cartellonistica, ad esempio. I proventi degli autovelox, costituiscono crediti iscritti a bilancio preventivo, è vero, ma non fanno alcuna cassa. Molto più giusto e se vogliamo nobile il loro scopo. Quello di far in qualche modo ricadere le spese pubbliche collegate agli incidenti sugli automobilisti più indisciplinati in termini di velocità. “Oltre gli autovelox – incalza Mattera – si potrebbe pensare ad incrementare la segnaletica orizzontale e ad installare dissuasori di velocità come bande sonore stradali che destano l’attenzione degli automobilisti inducendoli a rallentare la velocità”.  

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