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Ischia, l’isola verde si riscopre il “regno” delle affittanze abusive

di Francesco Castaldi

ISCHIA – Mentre per molte persone la parola estate è sinonimo di vacanza o relax, per una cospicua fetta di popolazione ischitana questo termine equivale a lavoro, fatica. Dopotutto sarebbe strano se non fosse così, dal momento che l’isola, da oltre mezzo secolo, vive anche e soprattutto dei proventi che derivano dal settore turistico. Mentre alcuni decidono di recarsi all’estero in cerca di migliori opportunità lavorative, c’è chi, da brava formichina, resta sull’isola verde e si impegna quotidianamente per mettere da parte il denaro necessario per trascorrere in tutta tranquillità la stagione invernale.

Molti ragazzi, anche giovanissimi, trascorrono le proprie giornate sulla spiaggia appartenente a una struttura balneare, nella cucina o nella sala di un ristorante, nella hall di un albergo o dietro il bancone di un bar di qualche accorsato night club della Rive Droite. Un intenso brulicare di attività umane che, sommate tra loro, contribuiscono tutte al sostentamento dell’intero territorio isolano, le cui bellezze paesaggistiche e culturali rappresentano una fortissima attrazione per i turisti, che anche per soggiornare soltanto una settimana sulla nostra isola giungono da paesi assai distanti dal continente europeo.

Per ricevere al meglio i numerosi vacanzieri che ogni estate si recano sull’isola verde, a partire dagli anni cinquanta Ischia si è iniziata a dotare di tutta una serie di strutture ricettive, che nel corso del tempo sono aumentate vertiginosamente. Il ventaglio di alberghi tra i quali scegliere è davvero ampio, e per tale motivo il turista – attraverso portali internet dedicati o tramite le classiche agenzie di viaggio – ha la possibilità di prenotare le proprie vacanze isolane scegliendo la struttura più adatta non solo in base alle proprie esigenze, ma anche alla propria disponibilità economica.

Coloro che non hanno denaro sufficiente per fare una vacanza da nababbi nella spa di un cinque stelle o che comunque sono alla ricerca di un ambiente più familiare, spesso e volentieri si rivolgono a qualche residente del luogo. Non è infatti insolito che un privato cittadino, disponendo di uno o più appartamenti, decida di cederlo a terzi durante i mesi estivi.

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Questa attività, generalmente definita “affittanza”, è assai in voga sul territorio isolano, ed è praticata da anni da molti isolani che, volendo arrotondare lo stipendio, fittano le proprie abitazioni anche a interi nuclei familiari, desiderosi di raggiungere Ischia per riposarsi e allontanarsi per qualche settimana dal frenetico caos che caratterizza la routine quotidiana delle principali metropoli italiane.

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Se cedere il proprio appartamento durante il periodo estivo è una pratica assai diffusa sulla nostra isola, è altrettanto vero che, in buona parte dei casi, l’immobile viene fittato senza la sottoscrizione di un regolare contratto di locazione, seppur temporanea. Inoltre, alcuni ischitani che si accingono ad ospitare turisti all’interno della propria abitazione, sovente non denunciano la loro presenza alle forze dell’ordine, che invece andrebbero puntualmente notiziate in merito ai nuovi arrivi.

Informare la polizia e i carabinieri delle persone alle quali cediamo casa per un breve o lungo periodo, se da un lato può sembrare un’esagerazione, dall’altro invece contribuisce alla sicurezza dell’isola e quindi a quella di tutti i suoi abitanti. Infatti molto spesso – sono le cronache locali a confermarcelo – all’interno di una tranquilla famigliola potrebbero celarsi individui tutt’altro che raccomandabili.

Lo scorso anno, a seguito di una maxi operazione condotta sull’intero territorio ischitano da parte dei carabinieri di Ischia, coordinati dal capitano Andrea Centrella, furono elevate numerosissime sanzioni nei confronti di isolani inadempienti. Se ciò non bastasse, nell’ambito dei medesimi controlli, vennero identificati anche alcuni pregiudicati e condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso che, infischiandosene delle disposizioni restrittive emesse nei loro confronti dalla competente autorità giudiziaria, non avevano voluto rinunciare al soggiorno ischitano.

Anche quest’anno le forze dell’ordine, come sempre, hanno già iniziato a scaldare i motori, e ciò per prevenire e arginare il preoccupante fenomeno delle affittanze abusive, che rappresenta un’onta per un territorio, quello isolano, che dovrebbe incentivare un turismo di qualità, attivando tutte le misure deterrenti utili ad allontanare individui poco raccomandabili da Ischia che nel corso degli anni, a causa della superficialità e della controproducente grettezza di molte persone, è diventata il buen retiro di pericolosi esponenti dei clan dell’hinterland napoletano.

Alla luce di questi incontrovertibili dati di fatto, sarebbe opportuno che le forze dell’ordine dislocate sul territorio, di concerto con le amministrazioni comunali, si siedano a un tavolo per pianificare un progetto che possa condurre a una più capillare ed efficace verifica della regolarità delle affittanze, e che soprattutto preveda delle pene esemplari non soltanto per i turisti pluripregiudicati ma anche per quegli ischitani che, per qualche euro in più, mettono a rischio la sicurezza dell’isola ospitando loschi figuri.

Nell’attesa che venga trovata una definitiva soluzione a questa annosa problematica, non possiamo far altro che invitare tutti coloro che cedono la propria abitazione durante il periodo estivo ma non solo, di agire nella legalità e, all’occorrenza, di denunciare senza timore alle forze dell’ordine eventuali irregolarità e “stranezze” riscontrate.

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